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Riflessione nata da un confronto con una persona che seguo. Riflessione personale, che non ha alcuna pretesa di essere la verità e, men che meno, di essere solida a livello scientifico.
La riflessione è nata da una domanda riguardo la possibilità o meno di consumare alimenti o bevande diciamo “da sgarro” non segnate nella dieta.
Risposta mia:
≪Per me, tutto quello che ricade dentro “una voglia” e si ferma lì, va assecondata senza farsi troppi pensieri. Se, invece, ricade dentro “un vizio” allora sarebbe bene parlarne.
La discriminante tra “voglia” e “vizio” è come ci si sente nel momento in cui non si fa quello che si vorrebbe fare. Se il non fare porta ad un pensiero sulla falsariga di: “ah, che peccato, ma pazienza, non è un problema” e uno va avanti con la propria giornata tranquillo, allora è una voglia. Se invece porta ad un pensiero sulla falsariga di: “ah, no, cavolo e adesso come faccio?” e uno si trova a ripensarci ancora e ancora lungo la giornata con l’umore peggiorato allora è un vizio.
Tutto questo per dire che puoi (mangiare/bere x alimento/bevanda) se ne hai voglia.≫
Perché la voglia va assecondata, ma il vizio no? Perché, secondo me, la voglia nasce come desiderio estemporaneo, spontaneo, magari stimolato dall’ambiente o dalla situazione in cui ci si trova. E’ un bisogno innocente e semplice, e come tale va trattato. E’ come se fosse un prurito che, una volta grattato, passa. Ma anche se non venisse grattato il prurito passerebbe comunque, è solo più soddisfacente grattarsi.
D’altro canto, il vizio, secondo me, nasce come modo indiretto per gestire una situazione, pensiero o sentimento negativo che non si crede si possa (o non si vuole) gestire in altro modo. Il vizio diventa un surrogato di quello che vorremmo davvero fare, non è spontaneo e non è realmente stimolato dall’ambiente o dalla situazione in cui ci si trova, ma più dal modo in cui vorremmo reagire in quel dato ambiente o quella data situazione, ma non possiamo o non vogliamo fare.
Se d’estate passeggiando noti una gelateria piena di clienti intenti a gustarsi gelati e frappè e senti il desiderio di unirti a loro, probabilmente quella che provi è una voglia (ma, d’altronde, d’estate di cosa si dovrebbe avere voglia?).
Se il desiderio di mangiare un gelato ti viene spesso, in diverse situazioni, ogni volta che ti senti giù, hai una difficoltà o non sai cosa fare, e magari mangi pure il gelato meccanicamente senza sentirne poi tanto il sapore ecco, quello, forse è un vizio. Ed è il caso di parlane (pur senza vietare il gelato!).
Chiedersi “come sto?” dopo che non si asseconda il desiderio di consumare un alimento o una bevanda “sgarro” può essere un modo per capire se il desiderio nasce da una voglia o da un vizio. Può aiutare a farsi meno problemi e pare inutili quando si è di fronte ad una voglia (uno “sgarro” in più o in meno non ha mai cambiato nulla) e può essere il primo passo per trovare modi di reagire più funzionali se ci si trova di fronte ad un vizio.
Di nuovo, nessuna pretesa di verità in tutto questo, è solo una riflessione personale.
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