Perdere peso senza diete rigide, senza cibi proibiti e senza effetto yo-yo: un piano alimentare che si adatta alla tua vita, non il contrario.
📍 Cordenons • Udine • Casarsa • San Vito al Tagliamento
35 recensioni a 5 stelle tra Google e MioDottore — leggile tutte
🎓 Biologo Nutrizionista — formazione e attestati
Prima di parlarti di me, parliamo di te. Se sei su questa pagina, probabilmente almeno una di queste frasi ti suona familiare:
Se ti riconosci, la buona notizia è che il problema non sei tu, né la tua forza di volontà. Il problema è l'approccio. Le diete rigide falliscono per come sono fatte, e la soluzione non è trovarne una ancora più rigida o la dieta del momento.
E se invece non ti riconosci, perché una dieta vera non l'hai mai fatta? Ancora meglio: si parte senza errori da disfare e senza sfiducia da recuperare. Il metodo è lo stesso — solo con qualche cicatrice in meno.
Sono Riccardo Battistin, biologo nutrizionista. Aiuto le persone a perdere peso con un approccio che ha un nome preciso — il dimagrimento sostenibile — e una promessa semplice: la dieta si adatta a te, non il contrario.

Sostenibile è una parola che uso spesso, e per me vuol dire una cosa precisa: una dieta che riesci a seguire senza grossi problemi — anzi, con piacere — per mesi, non per due settimane di apnea. Perdi peso gradualmente, in modo che il corpo non si metta sulla difensiva (occhio: gradualmente NON vuol dire perdere poco peso!), mangi quello che ti piace, perché se non ti piace prima o poi molli, e nel frattempo impari a gestirti in autonomia — così di me, a un certo punto, non avrai più bisogno.
Poi però le obiezioni vere sono altre. Le conosco a memoria, perché le sento in studio ogni giorno:
Non è mancanza di volontà: è biologia. Esistono due tipi di fame — quella omeostatica (il corpo chiede energia) e quella edonica (il cervello chiede sapore, piacere, gratificazione). Le diete classiche saziano la prima e ignorano completamente la seconda. Ma la fame edonica non sparisce: si accumula, e a una certa presenta il conto. E lo presenta sotto forma di biscotti, gelato, merendine, patatine — alimenti accomunati da una cosa sola: tanto sapore.
Quello non è "cedere". È una fame rimasta senza risposta che si arrangia da sola. Se la tua dieta è monotona e insipida, finirai su quegli alimenti per forza di cose.
La mia soluzione non è chiederti di fare la stessa cosa dicendoti semplicemente «usa dolcificanti, cacao amaro o trova qualcosa per distrarti». La mia soluzione è agire alla radice, togliendo il motivo per cui "cedi": saziare la tua fame edonica. Con due cose, principalmente.
La prima: non vietarti i tuoi alimenti preferiti, a prescindere da quanto dolci o elaborati siano. Intanto perché sono alimenti, non veleno, e come tali vanno trattati. E poi vietare qualcosa è il modo migliore per renderlo irresistibile, vederlo ovunque e finire per pensarci in ogni momento: che senso ha? Siamo umani. Parlami di quello che ti piace e di come lo mangi di solito, e costruirò la tua dieta basandomi anche su questo.
La seconda: punto tantissimo sugli insaporitori — e in breve, senza che ti legga tutto l'articolo: sono tutti quegli ingredienti molto saporiti (erbe, spezie, limone, salsa di soia, patè di olive o di pomodori secchi) che si usano, appunto, per dare sapore ai piatti. Scoprirai che il petto di pollo con un po' di limone, marsala o rosmarino è tutta un'altra cosa rispetto al petto di pollo alla piastra. E se, nel farlo, usi un poco di farina o di amido per creare una salsina, aggiungerai sì 5-7 g di carboidrati (ininfluenti!), ma renderai il pasto molto più piacevole.
Punto anche molto sul variare le fonti di grasso: non solo il solito filo d'olio, ma anche maionese, gorgonzola, fontina, avocado, pesto: tutte fonti di grasso che sono anche molto saporite. Se mangiare a dieta è un piacere, la fame edonica è già saziata. E il pacco di biscotti diventa insipido.
C'è una cosa che ho capito studiando la mindfulness applicata all'alimentazione, e che non troverai scritta nei libri di biochimica: non conta solo quanto e cosa mangi, ma anche come lo mangi.
Ti faccio due esempi.
Forse non hai nessun problema con glutine e latticini. Forse quella pizza che "non hai digerito" l'hai mangiata di fretta, in un ambiente rumoroso, magari con un po' di ansia o magari era tutto divertente e eccitante, ma qualsiasi cosa era, era forse un po' troppo e così il tuo stomaco si è chiuso — e avresti digerito male anche un piatto di riso basmati e pollo. Non è la pizza ad essere stata indigesta: era tutto quello che non era pizza.
E se la sera senti quella voglia di biscotti o cioccolato che sembra incontrollabile: forse non hai una dipendenza da zuccheri, forse non sei una persona che non si sa controllare o con poca volontà. Forse al tuo pranzo — quello mangiato in piedi in ufficio, veloce, senza pensarci — mancava un ingrediente fondamentale: il gusto. Il piacere. L'esperienza di un pasto che valga la pena mangiare. E siccome quel bisogno di sapore non è stato soddisfatto, il cervello lo cerca altrove. Lo cerca nei dolci, perché sono la via più rapida al piacere che gli è mancato.
Quando guardi solo le calorie in entrata e le calorie in uscita, tutta questa complessità si perde. E con essa si perde anche la possibilità di risolvere il problema alla radice — invece di combatterlo con la forza di volontà, che è una risorsa limitata e prima o poi finisce.
Ecco perché nei miei piani punto molto sul rendere i pasti un'esperienza piacevole, non un compito da eseguire. Non è un vezzo: è strategia.
Premessa onesta: non sono uno psicologo, e non entro in campi che non mi riguardano. Ma faccio molta fatica a dire che mangiare per noia, nervosismo o abitudine sia per forza sbagliato.
Primo, perché colpevolizzarsi innesca la dinamica peggiore di tutte: divieto autoimposto → cedimento → autopunizione → divieto ancora più rigido. Un giro di giostra che fa molto, ma molto male — e che tra l'altro non fa nemmeno dimagrire.
Secondo: c'è davvero sempre qualcosa di male nel mangiare qualcosa senza fame? Se non danneggia la salute e non ti cambia la vita — nessuna compensazione il giorno dopo, nessun pensiero fisso, nessun comportamento che si modifica per farci spazio — perché non farlo? Un quadratino di cioccolato davanti alla TV non è un fallimento: è un quadratino di cioccolato.
Se invece senti che il cibo è diventato il modo principale di gestire emozioni pesanti, quello è un lavoro che merita la figura giusta — e farlo non ha niente di sbagliato. Per tutto il resto, c'è un piano alimentare che non ti mette in guerra con la dispensa.
Bene: nessuno ce l'ha. Per questo nel piano c'è via libera a piadine, crackers, affettati, tonno in scatola e simili, e ai pasti fatti fuori casa — bastano pochi accorgimenti. Sono scelte peggiori di un piatto preparato al momento? No, non automaticamente. Se una piadina con prosciutto e insalata in busta ti salva dal fast food, o dal saltare il pranzo per poi sbocconcellare tutto il pomeriggio e arrivare a cena famelico: è un'ottima, ottima, ottima scelta.
E per le settimane piene c'è il trucco del cucinare in abbondanza: un ragù — di carne, di pesce, di lenticchie — preparato una volta e congelato in porzioni diventa il condimento della pasta una sera e un secondo piatto a sé un'altra. Dieci minuti e hai un pasto vero.
Infatti non li farai. In queste situazioni il piano prevede il compromesso: si parte da quello che mangia la famiglia e si aggiusta il tuo piatto — non si fanno 2-3 cucine diverse ogni santa sera. Una dieta che ti trasforma nel cuoco privato di te stesso non dura una settimana, e lo sappiamo entrambi.
Nessuna mia dieta ha tre alimenti in croce. Se c'è la pasta, ci sono anche tutti gli altri cereali — riso, farro, mais per polenta, orzo, grano saraceno — nella stessa identica quantità. E non solo: ci sono anche gli gnocchi, gli spätzle, le patate, il pane, la piadina, la pinza, tutte alternative equivalenti alla pasta. Se c'è la carne, è tutta la carne — non l'ergastolo del petto di pollo e della fesa di tacchino.
E le verdure sono libere: inutile stare lì a pesare i vegetali. Finché non parliamo di due foglie in croce (troppo poco) o di terrine da mezzo chilo (troppo), tutto quello che sta in mezzo va bene. Se poi le integri in sughi, salse e contorni più appetitosi dell'insalata cruda, tanto meglio.
Partiamo dalla pasta — e vale per tutti i cereali: non è per forza integrale. Se ti piace, mangiala integrale; altrimenti quella raffinata va benissimo, fintantoché il resto del pasto è fatto come ti indico.
E la carne grassa? Nel piano c'è, eccome. «Ok, ma la carne grassa è molto più calorica di quella magra.» Sì, e con questo? Per esperienza, è molto difficile che una persona a cui viene data libertà finisca per scegliere solo salsicce, cotechino e zampone. Sono alimenti "pesanti" nel senso proprio del termine — difficili da digerire — e dopo un pasto a base di questi, prima che venga voglia di ripeterlo passano facilmente diversi giorni. Perché limitare qualcosa che ha già un limite intrinseco? Se poi succede, se ne parla in visita.
Al 90% sono facoltativi. Se hai fame, voglia o un calo di energia, falli; altrimenti lascia stare. A metà mattina, a metà pomeriggio o dopocena sul divano davanti alla TV: va benissimo tutto. Un giorno sì e un giorno no? Va benissimo uguale.
Non esiste il numero giusto di pasti: esiste il tuo — che può cambiare di giorno in giorno, in base a quello che fai e a quello che senti.
Posso fornirti menù settimanali fissi e ricette elaborate, se li richiedi espressamente. Ma il mio obiettivo è liberarti da questi schemi il prima possibile, così che tu possa gestire l'alimentazione in autonomia, senza dipendere da un foglio o da me.
La vera libertà è sapere cosa fare senza dover sempre chiedere.
Ecco cosa succede, concretamente, quando decidi di iniziare:
Partiamo da te: anamnesi completa (abitudini, gusti, orari, storia delle diete passate) e analisi della composizione corporea con la bioimpedenziometria (BIA), per sapere quanta massa grassa, massa muscolare e acqua hai. Mai numeri generici.
Vuoi sapere esattamente come si svolge e cosa portare? Te lo racconto nella pagina dedicata alla prima visita nutrizionale.
Ricevi un piano a scambi con tante opzioni di scelta, alternative salva-tempo comprese. Non un menù rigido: una guida che ti lascia decidere cosa mangiare in base ai tuoi gusti e alla tua giornata, con strategie per weekend, cene fuori e occasioni speciali.
Verifichiamo i progressi guardando non solo la bilancia (che può ingannare), ma composizione corporea e come ti senti, e aggiustiamo il piano di conseguenza. Qui ti spiego come funziona la visita di controllo e perché la continuità fa la differenza.
Se emergono gonfiore o disturbi digestivi, possiamo lavorarci in parallelo: è il mio campo, ne parlo nella pagina sul benessere intestinale.
Ad ogni visita ti spiego perché stiamo facendo certe scelte. L'obiettivo finale è che tu non abbia più bisogno di me, perché hai tutti gli strumenti per mantenere i risultati da solo.
💡 Il vero successo non è perdere peso. È mantenere il peso perso e sentirsi bene nel proprio corpo, senza sacrifici estremi.
Si parte da qui: prima visita 120€ (circa un'ora e mezza, analisi BIA inclusa), visite di controllo 55€. Scegli la sede più comoda: Cordenons, Udine, Casarsa (il sabato) o San Vito al Tagliamento.
Vediamo ora perché la dieta drastica ti ha tradito. E no, non per colpa tua.
Primo: quando tagli le calorie in modo brutale, il corpo si difende — rallenta il metabolismo e brucia massa muscolare insieme al grasso. Appena torni a mangiare "normale", quelle calorie sono diventate troppe per il nuovo metabolismo. Ed ecco l'effetto yo-yo, servito.
Secondo: la restrizione rigida ignora la fame edonica — ne abbiamo parlato sopra, ed è lì che le diete perfette-per-due-settimane vanno a morire. Una fame lasciata senza risposta non si arrende: aspetta. La "caduta" non è questione di se, ma di quando — e arriva con gli interessi.
Terzo: una dieta che non sopravvive a una cena con gli amici non è una dieta, è una parentesi. E le parentesi, prima o poi, si chiudono.
E già che ci siamo, sfatiamo i miti che probabilmente ti hanno raccontato e che stanno solo sabotando i tuoi sforzi:
FALSO. Mangiare troppo poco rallenta il metabolismo e ti fa perdere massa muscolare. Risultato? Appena riprendi a mangiare normalmente, recuperi tutto il peso perso (e spesso anche di più).
Il segreto è mangiare la giusta quantità per il tuo corpo, senza affamarlo ma creando le condizioni perché possa dimagrire in modo sano e naturale.
FALSO (nella maggior parte dei casi). Nessun alimento fa ingrassare di per sé. Quello che conta è l'equilibrio complessivo della tua alimentazione e il bilancio calorico totale.
È vero che esistono le diete chetogeniche, che prevedono una sostanziale eliminazione dei carboidrati e una modifica di tutta la dieta affinché il corpo utilizzi i corpi chetonici come substrato energetico al posto del glucosio.
Le diete chetogeniche sono un approccio reale e scientifico, ma vanno seguite solo sotto supervisione di un professionista qualificato perché:
Attenzione: Molte diete drastiche che promettono di far perdere tanto peso in poco tempo tolgono i carboidrati, ma NON sono diete chetogeniche.
Perché fanno perdere peso così velocemente? Semplice: quando elimini i carboidrati, il corpo consuma le riserve di glicogeno (il modo in cui l'organismo conserva i carboidrati nei muscoli e nel fegato). Il "trucco" è che ogni grammo di glicogeno lega 3 grammi di acqua. Quindi quando svuoti le riserve di glicogeno, perdi un sacco di peso... ma è principalmente acqua, non grasso.
Inoltre, molte di queste diete si autodefiniscono "iperproteiche" e aumentano drasticamente le proteine. Non perché le proteine facciano dimagrire (non c'è nulla di intrinsecamente dimagrante nelle proteine), ma semplicemente perché le proteine hanno un elevato effetto saziante e ti fanno sentire meno la fame.
Questo non significa che le proteine vadano ignorate, anzi! La verità è che la maggior parte delle persone ha un apporto subottimale di proteine nella propria dieta quotidiana, e aumentarle può davvero fare la differenza per la sazietà e il mantenimento della massa muscolare durante il dimagrimento.
I carboidrati (pasta, riso, pane, patate) sono fondamentali per l'energia, l'umore e persino per dormire bene. Eliminarli completamente, a meno che tu non stia seguendo una vera dieta chetogenica sotto supervisione, è controproducente e insostenibile.
FALSO. Non esiste un numero magico di pasti da fare ogni giorno.
Vanno benissimo 3 o 4 pasti al giorno, oppure anche 5-6 se ti trovi meglio così. Ci sono persone che vivono benissimo facendo solo 1 o 2 pasti al giorno (digiuno intermittente).
Dipende dalle tue inclinazioni personali, dalla tua giornata, dalle tue disponibilità di tempo. Non c'è una regola universale.
E la colazione? Non è più o meno importante di pranzo o cena. I pasti più importanti sono quelli in cui tu hai più voglia di mangiare o più fame.
Non puoi rinunciare alla colazione? Perfetto, che sia il pasto più appagante della giornata! Di fare colazione non ti può importare di meno, ma la cena è sacra? Tanto vale saltare la colazione (digiuno intermittente) e fare una cena sana ma abbondante.
Quando creo i piani alimentari, tengo in grande considerazione quali sono, per te, i pasti preferiti. Così puoi goderti al massimo i momenti in cui mangi, senza sentirti obbligato a mangiare quando non vuoi.
Di nuovo: seguire la dieta non vuol dire soffrire o mangiare (o non mangiare) quando non ne hai voglia.
Anche se non hai ancora prenotato, ecco 3 strategie pratiche che puoi applicare da oggi — gratis, senza trucchi:
L'acqua aiuta a controllare l'appetito, migliora la digestione e favorisce l'eliminazione delle tossine.
Obiettivo minimo: 1,5-2 litri al giorno. Tieni una bottiglia d'acqua sempre con te e bevi regolarmente durante la giornata, non solo quando hai sete.
Le verdure crude o cotte sono preziose perché apportano vitamine, minerali e fibre. Le fibre, in particolare, rallentano l'assorbimento dei carboidrati, aiutandoti a mantenere stabile la glicemia e a evitare picchi di fame.
Ma c'è un altro motivo per cui conviene mangiarle a inizio pasto: quando abbiamo fame, come succede all'inizio di pranzo o cena, è molto più facile mangiare alimenti poco appetibili come le verdure crude.
Anche chi non le apprezza particolarmente noterà che sembrano più buone e gradevoli se consumate a inizio pasto, quando l'appetito è al massimo.
Prova a iniziare pranzo e cena con un'insalata mista o verdure crude (carote, finocchi, sedano) con un filo d'olio e limone. Ti aiuterà a mangiare meno del resto e a sentirti più sazio.
Non serve iscriversi in palestra. Anche camminare 30 minuti al giorno fa una differenza enorme.
Piccoli trucchi: parcheggia più lontano, fai le scale invece dell'ascensore, fai una passeggiata dopo cena. Ogni movimento conta!

Scegli un pasto "da dieta" classico e scopri 3 versioni gustose con gli stessi nutrienti
Questo strumento ha scopo orientativo e non sostituisce la consulenza nutrizionale personalizzata.
Queste affermazioni sono vere o false? Mettiti alla prova!
Punteggio: 0 / 6
"Per dimagrire devo mangiare tutto integrale"
"I carboidrati la sera fanno ingrassare"
"Il pane fa ingrassare"
"Per dimagrire devo saltare i pasti"
"Devo pesare tutto con la bilancia da cucina"
"La frutta fa ingrassare perché ha troppi zuccheri"
Questo strumento ha scopo orientativo e non sostituisce la consulenza nutrizionale personalizzata.
Vuoi capire come ragiono prima ancora di scrivermi? In queste guide gratuite spiego il metodo per intero — senza filtri e senza chiederti l'email. Leggile con calma: se quello che trovi ha senso per te, poi ne parliamo.
Le risposte alle domande che ricevo più spesso da chi sta valutando di iniziare un percorso per dimagrire.
La prima visita costa 120€ e dura circa un'ora e mezza: comprende l'anamnesi completa, l'analisi della composizione corporea con BIA e il piano alimentare personalizzato.
Le visite di controllo costano 55€ e si fanno in genere ogni 4-6 settimane.
Nessun costo nascosto: i prezzi sono questi, e li trovi scritti ovunque su questo sito.
Un dimagrimento sano e sostenibile prevede una perdita di 0,5-1 kg a settimana.
Questo significa che per perdere 10 kg ci vogliono 10-20 settimane (2,5-5 mesi). Può sembrare tanto, ma è l'unico modo per mantenere i risultati nel tempo senza recuperare il peso perso.
Ma attenzione: la perdita di peso va sempre vista in relazione alla percentuale rispetto al peso di partenza, non solo al valore assoluto.
Capita spesso, nelle coppie che si mettono a dieta insieme, che il maschio perda più peso in senso assoluto rispetto alla donna. Esempio: lui perde 4 kg, lei 2 kg. Sembra che lui abbia fatto il doppio del lavoro, vero?
Ma se lui pesava 100 kg e lei 60 kg, entrambi hanno perso circa il 4% del loro peso iniziale (lui 4 kg su 100 = 4%, lei 2 kg su 60 = 3,3%). La perdita è quindi molto simile in termini percentuali!
Sì, perdite di peso importanti in poco tempo possono anche avvenire, ma bisogna sempre guardare il peso di partenza. Chi parte da 120 kg può perdere 3-4 kg al mese nelle prime settimane, chi parte da 65 kg perderà proporzionalmente meno. Ed è del tutto normale.
Ultima cosa, la più importante: mai valutare un solo parametro. La bilancia oscilla per mille motivi; oltre al peso contano come ti stanno i vestiti e la sensazione di benessere ed energia durante la giornata. I jeans, quelli, non mentono.
Assolutamente sì! Nessun cibo è proibito nel mio approccio.
L'importante è trovare il giusto equilibrio: puoi mangiare pizza il sabato sera, pasta a pranzo e anche un dolce ogni tanto. Ti spiego come inserire questi alimenti nel tuo piano alimentare senza compromettere il dimagrimento.
Il segreto è la frequenza e le porzioni, non l'eliminazione totale.
No. Vivere con la bilancia da cucina in mano è stressante e inutile. Ti insegno a usare misure visive pratiche — palmi della mano, pugni, cucchiai — che funzionano altrettanto bene senza l'ossessione dei grammi.
Se invece la bilancia da cucina ti piace e ti dà sicurezza, possiamo usarla. Anche qui: il metodo si adatta a te.
Premessa: un po' di fame nelle prime due settimane è normale — il corpo si sta adattando. Poi la sensazione deve ridursi: può rimanerne un pochino, ma mai fame debilitante, quella che non ti fa più ragionare.
Se succede, il piano non è calibrato bene — e si aggiusta. Ecco alcune delle leve che uso con i miei pazienti:
Durante la consulenza aggiustiamo il piano in base alle tue sensazioni.
No, non è obbligatorio. L'attività fisica è utile e consigliata, ma non serve per forza andare in palestra.
L'attività fisica aiuta a:
Ma puoi ottenere tutti questi benefici anche seguendo uno sport che ti piace (calcetto, basket, tennis, nuoto) o un hobby che preveda movimento come il ballo, l'escursionismo, il giardinaggio attivo.
Anche solo camminare 30-40 minuti al giorno a passo sostenuto può fare una differenza significativa, soprattutto se prima eri sedentario.
L'importante è muoverti in modo che ti piaccia, così sarà più facile mantenere l'abitudine nel tempo. La palestra è solo una delle tante opzioni, non l'unica.
Dipende da quanto peso vuoi perdere, da come risponde il tuo corpo e dai tuoi obiettivi.
Ma la risposta più completa è questa: l'ideale è che il percorso di dimagrimento sfumi in una routine consolidata che non senti più come una dieta.
Con il dimagrimento sostenibile non "finisci" una dieta. La dieta diventa semplicemente il tuo nuovo modo di mangiare normale.
Non c'è un giorno in cui ti svegli e dici "ok, dieta finita, torno a mangiare come prima". Perché "come prima" era esattamente ciò che ti aveva portato a prendere peso.
Invece, quello che impari durante il percorso - come gestire le porzioni, come bilanciare i pasti, come goderti anche i cibi che ami senza esagerare - diventa parte della tua vita quotidiana.
È questo il segreto per mantenere i risultati per sempre, senza più l'effetto yo-yo.
Ricevo in 4 studi tra Pordenone e Udine:
Puoi contattarmi al 351 777 2835 per scegliere la sede più comoda e prenotare la tua consulenza.
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Vuoi un piano su misura per perdere peso senza diete rigide? Scrivimi: scegliamo insieme la sede più comoda e fissiamo la prima visita (120€).
Disclaimer: Le informazioni contenute in questo sito hanno uno scopo puramente divulgativo e non intendono sostituire il parere del proprio medico curante o di un operatore sanitario. Qualsiasi regime alimentare o esercizio fisico, prima di essere svolto deve essere supervisionato dalla figura competente ai termini della legge italiana. Il Dott. Riccardo Battistin declina ogni responsabilità sull'uso di tali informazioni.
Dott. Riccardo Battistin
Biologo Nutrizionista
Iscrizione Ordine dei Biologi n° TRI_A2579
Studente di Medicina e Chirurgia — Università di Udine
Precision Nutrition Level 1
Master in Coaching Evolutivo
Master in Fitoterapia Applicata
Master in Medicina e Nutrizione Funzionale
P. IVA: 01880510936