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Minestre, zuppe e vellutate

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Minestre, zuppe e vellutate

Minestre, zuppe e vellutate: come usarle nella tua dieta per ottenere risultati migliori

Le minestre, le zuppe e le vellutate sono più di semplici piatti: rappresentano un pezzo della nostra storia culinaria, cariche di tradizioni e usi che si sono tramandati nei secoli. Ma oggi, oltre al loro valore culturale, queste preparazioni possono essere adattate con intelligenza in una dieta equilibrata e consapevole. Intanto, vediamo il loro significato tradizionale:

Minestra La minestra deve il suo nome al verbo latino ministrare, che significa servire. Anticamente, infatti, era il capofamiglia a distribuire questo piatto nutriente, che si presentava come una combinazione di brodo, verdure e cereali come pasta, riso o farro. Con il tempo, questa preparazione si è arricchita grazie all’introduzione di nuovi ingredienti, come i fagioli e le patate portati dall’America, dando vita al più robusto minestrone.

Zuppa La parola “zuppa” deriva dal germanico suppa, che indicava la fetta di pane usata come base per raccogliere il brodo. La zuppa tradizionale è priva di cereali e si compone esclusivamente di verdure. Era un piatto umile, ma incredibilmente saziante grazie alla combinazione del pane e delle verdure di stagione.

Vellutata La vellutata è una preparazione più raffinata, caratterizzata dalla sua consistenza cremosa e setosa. Si ottiene frullando pochi tipi di verdure, spesso due o tre, con l’aggiunta di un ingrediente che ne esalta la cremosità, come panna, mascarpone o tuorli d’uovo.

Minestre, Zuppe e Vellutate: Come Usarle nella Dieta

Per sfruttare al meglio queste preparazioni, è utile suddividerle in base agli ingredienti che le compongono, piuttosto che alla loro tradizionale composizione. Questa classificazione permette di sapere come e quando utilizzarle nei pasti, ottimizzando la loro funzione all’interno di una dieta equilibrata.

1) Preparazioni a Base di Sole Verdure

Queste minestre, zuppe o vellutate contengono quasi esclusivamente verdure o, al limite, piccolissime quantità di patate, legumi e olio da condimento.

  • Valore nutrizionale: Apportano fibre, vitamine, minerali e fitonutrienti, ma non significative quantità di carboidrati, proteine o grassi.


  • Come usarle: Essendo in pratica solo verdure, le puoi considerale al pari di un contorno di verdure, ampliando, così, le tue scelte in cucina. Possono, quindi, accompagnare una portata principale o sostituire insalate e altre verdure cotte.


  • Esempi: in estate un gazpacho o una crema fredda di zucchine possono sostituire l’insalata. In inverno, la mezza ciotola di minestrone avanzato in frigo può essere usato come contorno al posto di preparare appositamente altre verdure (inoltre limiti gli sprechi: sappiamo tutti che fine fanno gli avanzi di minestrone).

2) Preparazioni a Base di Verdure + Cereali, Patate o Legumi 

Queste preparazione includono, oltre alle verdure, una fonte sostanziale di carboidrati, come pasta, riso, farro, patate o legumi.

  • Valore nutrizionale: Grazie ai carboidrati, possono essere considerate al pari di un primo come un piatto di pasta o di riso.


  • Come usarle: Ideali come alternativa ad un piatto di pasta, soprattutto d’inverno, quando siamo attirati da preparazioni più calde e morbide, più da “comfort food”.
    Se a questi piatti aggiungi una fonte di proteine il tuo pasto risulterà bilanciato in quanto apporterà tutti i macronutrienti (proteine, grassi, carboidrati + fibre delle verdure). Ti sarà, quindi, sufficiente aggiungere delle uova sode, del formaggio o dell’affettato, per trasformare il tuo alternativo primo piatto in un pasto completo e bilanciato. 


  • Esempi: Una zuppa di farro e lenticchie può essere consumata da sola o insieme a qualche fettina di bresaola o del grana per ottenere un pasto completo. Un minestrone con riso o pastina può essere consumato come alternativa ad un primo piatto oppure come piatto completo se ci aggiungi delle proteine (stracchino, speck, uova sode).


3) Preparazioni a Base di Verdure + Grassi

Qui trovi minestre, zuppe o vellutate arricchite con ingredienti come olio d’oliva, tuorlo d’uovo, panna o mascarpone.

  • Valore nutrizionale: Ricche di grassi, ma con pochi carboidrati e poche proteine. Questa particolare combinazione stimola il metabolismo dei grassi corporei e mantiene una sazietà prolungata.


  • Come usarle: Perfette se vuoi sbloccare il dimagrimento o ridurre la sensazione di fame tra un pasto e l’altro. Come “sblocco” per il dimagrimento sostituisci 2 pranzi oppure 2 cene settimanali con preparazioni a base di questo tipo.


  • Esempi: Una vellutata di zucca con panna diventa un piatto, gradevole, saziante e in grado di stimolare il metabolismo dei grassi. Anche se non rientra nelle minestre, zuppe e vellutate, un’insalatona mista condita con olio evo, semi e/o avocado è un’ottima alternativa di piatto a base di verdure + grassi.

Perché Scegliere Minestre, Zuppe e Vellutate?

Queste preparazioni non sono solo versatili, ma offrono anche molti altri benefici:

  • Praticità: Possono essere preparate in grandi quantità e conservate in frigorifero o freezer per usi futuri.

  • Varietà: Si prestano a infinite combinazioni di ingredienti, adattandosi alle stagioni e ai gusti personali.

  • Equilibrio: Possono essere adattate a diverse esigenze alimentari, dal controllo calorico, al bilanciamento dei macronutrienti.


Conclusione

Le minestre, le zuppe e le vellutate sono molto più che piatti tradizionali: sono strumenti potenti per creare una dieta varia, sana e soddisfacente. Che tu le usi come contorno, primo piatto o strategia per accelerare il dimagrimento, le minestre, le zuppe e le vellutate sono alleati preziosi per il tuo benessere.


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Alternative alle gallette di riso e fette di segale

Donna che guarda pensierosa delle gallette e delle fette di segale dall'articolo Alternative alle gallette di riso e fette di segale: idee per una dieta più varia e soddisfacente

Alternative alle gallette di riso e fette di segale

Alternative alle gallette di riso e fette di segale: idee per una dieta più ricca e soddisfacente

Se anche tu hai in dieta le classiche gallette di riso e fette di segale, ma non ne puoi più di quel sapore simile al cartone, sei nel posto giusto. In questo articolo scoprirai perché non c’è nulla di speciale in questi alimenti e come sostituirli con alternative più gustose e nutrienti.

 

Gallette e fette di segale: pratiche, ma non indispensabili

Contrariamente a quanto si pensa, le gallette di riso e le fette di segale non sono alimenti particolarmente “dietetici” o “dimagranti”. Il loro punto di forza risiede nella comodità e, in casi eccezionali, in esigenze nutrizionali molto specifiche (guarda qui per approfondire).

Se non ti piacciono, puoi sostituirle con alimenti che apportano circa lo stesso contenuto di carboidrati, ma che trovi più piacevoli.

 

Quanti carboidrati contengono gallette e fette di segale?

Per 3-4 gallette di riso o fette di segale si assumono mediamente 25 g di carboidrati. A partire da questa informazione, puoi scegliere tra varie alternative che forniscono più o meno lo stesso quantitativo di carboidrati:

Alternative per circa 25 g di carboidrati

  • Mais dolce in scatola: 3-4 cucchiai

  • Legumi in scatola: 5-6 cucchiai di fagioli, ceci, lenticchie o piselli

  • Frutta fresca: 1 frutto medio o una piccola coppa di macedonia

  • Polenta: preparata con 3 cucchiai di farina di mais istantanea

  • Purè di patate: 3 cucchiai di fiocchi di patate (preparati con acqua o latte)

  • Purea di lenticchie: 4 cucchiai di lenticchie rosse decorticate cotte

  • Pane: 40-50 g

 

Alternative estive e invernali: cambia con le stagioni

  • Estate: Approfitta di alimenti freschi e leggeri come mais, legumi e frutta. Puoi aggiungere mais e legumi nelle insalatone estive (scopri come personalizzarle) o scegliere un frutto fresco, che con il caldo è sempre un sollievo.

  • Inverno: Quando fa freddo, lascia le gallette di riso in dispensa e scegli alternative più calde e appaganti, come purè di patate, polenta o purea di lenticchie. Usare ingredienti come fiocchi di patate, mais istantaneo o lenticchie decorticate ti permette di preparare queste opzioni in pochi minuti.

 

Non dimenticare il pane

Anche se si tratta di un alimento sempre più bistrattato, pur senza sapere perché (non è di certo più ingrassante di una galletta, per dire), il pane è un’ottima alternativa valida per tutte le stagioni. 40-50 g di pane corrispondono circa a 3-4 gallette. È una quantità limitata, ma perfetta per fare la “scarpetta” o accompagnare un pasto. Se scegli pane fresco del forno, porzionalo e congelalo: avrai sempre a disposizione un prodotto sano e genuino, migliore delle gallette, che sono pur sempre un prodotto industriale.

 

Oltre ai carboidrati: differenze nutrizionali

Anche se le alternative proposte forniscono circa 25 g di carboidrati, non sono equivalenti per altri valori nutrizionali:

  • Legumi: Apportano proteine, fibre e, se da barattolo, un po’ di sale.

  • Frutta fresca: Contiene carboidrati sotto forma di zuccheri semplici, non sottoforma di carboidrati complessi come le gallette.

Tuttavia, variando le fonti e scegliendo alimenti che ti piacciono, queste differenze si bilanciano e rendono la tua dieta più piacevole e sostenibile.

 

Mangiare sempre “tecnico” non basta

Mangiare con il bilancino può sembrare efficace, ma un’alimentazione troppo rigida rischia di diventare insostenibile e di influire negativamente sul benessere fisico e mentale. Anche se il tuo obiettivo è dimagrire, cerca di mantenere una dieta varia e gratificante cosa che è indispensabile per essere costante nel tempo.

Ricorda che il dimagrimento non dipende solo dalla dieta. Ad esempio:

  • Attività fisica: Aiuta a sviluppare un buon tono muscolare, essenziale per essere in salute e stare in forma.

  • Sonno e gestione dello stress: Un sonno insufficiente o di scarsa qualità e livelli elevati di stress aumentano il cortisolo, ormone che favorisce il gonfiore e rende più difficile perdere peso. 

Investi energie in uno stile di vita equilibrato per ottenere risultati migliori e più duraturi di seguire solamente la dieta.


Conclusione

Come hai visto disponi di molte opzioni oltre alle gallette di riso e alle fette di segale: mais, legumi, frutta fresca, purè di patate, polenta e persino il caro vecchio pane. Ogni alternativa può aiutarti a variare la tua alimentazione, rendendola più piacevole e bilanciata. Prova le proposte che ti ispirano di più e scopri come migliorare la tua dieta con semplicità.

 

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Come usare i dolci avanzati di Natale in modo sano e equilibrato

fetta di panettone su piatto e mani di donna per articolo Come usare i dolci avanzati di Natale in modo sano e equilibrato? Scopri le strategie migliori per gustarli senza rovinare salute e linea.

Credits: Freepik

Come usare i dolci avanzati di Natale in modo sano e equilibrato

Le feste natalizie sono finite, ma i dolci avanzati – panettoni, pandori, torroni – rimangono lì a tentarti ogni giorno. Come fare per consumarli senza compromettere salute e forma fisica? Nel mio articolo su 3 strategie per perdere peso dopo le feste, trovi i consigli per rimetterti velocemente in forma dopo, appunto, le feste natalizie. Oggi, invece, ti spiego 3 modi diversi per usare i dolci avanzati di Natale in modo sano e equilibrato.

 

1) Usa i dolci nei pasti liberi

Di solito consiglio almeno due pasti liberi a settimana: la cena del sabato e la colazione della domenica (a volte anche il pranzo). I pasti liberi in una dieta devono esserci, aiutano a prendere un attimo di respiro e, soprattutto, permettono di vivere la propria socialità senza ansie e pensieri. Ad ogni modo, i pasti liberi sono i momenti perfetti per gustare senza sensi di colpa i dolci natalizi. La colazione, in particolare, è un’ottima occasione per godersi questi alimenti integrandoli con altri più sani per creare un pasto completo e bilanciato.

Ad esempio:

  • Panettone con yogurt greco e frutta secca: una fetta di panettone accompagnate da un vasetto yogurt greco e un cucchiaio di noci o mandorle è una colazione completa che apporta carboidrati (panettone), proteine (yogurt greco) e grassi sani (noci o mandorle). 

  • Pandoro e latte al cioccolato caldo: una fetta di pandoro con una tazza di latte (scremato, intero, vegetale) caldo con sciolto dentro mezzo misurino di proteine in polvere al cioccolato. Le proteine in polvere sono da considerarsi più alimenti che integratori, in quanto sono praticamente ricotta disidratata. Le proteine in polvere aromatizzano il tuo latte e alzano il tenore proteico della tua colazione.

  • Torrone con ricotta e frutta fresca:  spezzetta o trita il torrone e poi aggiungilo ad una tazza di ricotta. Aggiungi (o prendi a parte) un’arancia a pezzi oppure frutti di bosco per completare la colazione

  • Porridge di panettone: spezzetta il panettone e usalo al posto dei fiocchi di mais o di riso per il porridge. La ricetta  rimane la stessa (cucina i fiocchi con latte o acqua fino a che diventano morbidi) solo con il panettone al posto dei fiocchi. Aggiungi cioccolato molto fondente, frutta secca o cocco rapè per apportare grassi buoni che bilanciano il pasto e donano sazietà.

  • Uova strapazzate dolci con pandoro: strapazza le uova con un pizzico di zucchero o un cucchiaino di miele e un po’ di cannella. A parte taglia 1-2 fette di panettone e tostale in padella e usale come alternativa a delle fette di pane

Questi abbinamenti bilanciano i dolci con alimenti ricchi di proteine, grassi sani o fibre, migliorando la sazietà e la qualità nutrizionale complessiva del pasto.

 

2) Sostituisci il primo piatto con i dolci natalizi

Un’altra idea pratica è quella di usare i dolci natalizi come alternativa al primo piatto. Prendiamo un pasto completo standard: primo piatto (pasta o riso), secondo piatto (carne, pesce o uova) e contorno di verdure. Puoi sostituire il primo piatto con una porzione di dolce natalizio, mantenendo il secondo e le verdure.

Alla fine, sia un piatto di pasta che una fetta di pandoro apportano principalmente carboidrati, quindi non c’è una differenza poi così grande tra questi due alimenti. È vero che i dolci contengono zuccheri semplici, che vengono assorbiti più rapidamente rispetto agli amidi della pasta o del riso, ma se li consumi a fine pasto, dopo aver mangiato proteine (come carne o pesce) e fibre (come quelle delle verdure), l’assorbimento degli zuccheri sarà più lento e regolato. Questo contribuisce a limitare i picchi glicemici e ridurre i possibili danni metabolici.

Esempi di pasti:

  • Pollo al forno con broccoli al vapore e una fetta di panettone: il pollo apporta proteine, i broccoli apportano fibre e micronutrienti, mentre il panettone apporta i carboidrati e chiude il pasto con dolcezza.

  • Salmone alla griglia con radicchio al forno e torrone: il salmone è ricco di proteine e grassi buoni, il radicchio di fibre e fitonutrienti, e il torrone è ottimo da consumare a fine pasto, magari accoccolati con una coperta sul divano mentre si guarda la serie TV preferita.

  • Frittata di uova con insalata di rucola e una fetta di pandoro: semplice, veloce e perfettamente bilanciato grazie alle proteine e grassi delle uova, le fibre della rucola e i carboidrati del pandoro.

Limita questa opzione a una volta a settimana per evitare di eccedere con gli zuccheri, ma sentiti libero di godertela senza rimorsi.3) Pre o post workout: energia e buonumore

Grazie al loro contenuto di carboidrati semplici e alla scarsa presenza di fibre, i dolci natalizi sono perfetti come spuntino vicino all’allenamento. Consumati prima dell’attività fisica, forniscono energia immediata, mentre dopo l’allenamento aiutano a ripristinare rapidamente le riserve di glicogeno muscolare.

Inoltre, mangiare qualcosa che ci piace, come una fetta di pandoro o una barretta di torrone, migliora l’umore e ci dà più motivazione per allenarci. Immagina il divertimento di essere l’unico in palestra con una fetta di panettone mentre gli altri ingollano beveroni vari: penseranno che sei pazzo ma, sotto sotto, ti invidieranno!

 

Conclusione

Ora sai come usare i dolci natalizi avanzati in modo sano ed equilibrato. Pianificarne il consumo è molto meglio che mangiarli a caso da qui fino a marzo inoltrato. Inoltre sono tutti modi per riciclare i dolci natalizi, se c’è qualcosa di peggio di mangiarli a caso, è proprio quello di buttarli via perché non si sa più cosa farne.

Anche questo approccio rientra in quanto detto nel mio articolo su “L’unico buon proposito del 2025: fai quello che ti piace”. Se i dolci natalizi ti piacciono, possono essere parte del tuo stile alimentare senza rovinare salute e linea. La chiave, infatti, è sempre la moderazione e sapere cosa si sta facendo e perché.

 

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Cosa fare in attesa della dieta

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Cosa fare in attesa della dieta

Cosa fare mentre attendi che il nutrizionista ti invii la dieta

Hai appena fatto la visita con il nutrizionista e ora aspetti che ti invii il piano alimentare. Ma cosa fare in attesa della dieta?

Puoi goderti qualche “sfizio”, soprattutto se hai scelto un professionista che non dà molti pasti liberi (io no, ne consiglio in media 3 a settimana), oppure puoi iniziare a prepararti per affrontare la dieta al meglio, prevenendo le difficoltà più comuni. 

O magari puoi fare entrambe le cose! Quindi prendi il tuo snack preferito e prosegui nella lettura:

1) Trovare ricette salvatempo con le verdure

Le verdure saranno sicuramente parte integrante della tua dieta – non ci sono scuse! Eppure, sono tra gli alimenti più trascurati perché richiedono tempo per essere pulite, preparate e cucinate. E, alla fine, restano comunque… verdure, non si trasformeranno mai in pizza!

Per ottimizzare i tuoi sforzi, cucinale in doppia dose: una porzione da consumare subito e l’altra da conservare per il giorno dopo. Se non ami mangiare lo stesso piatto due volte di fila, puoi frullare le verdure avanzate con della ricotta o della salsa tahina, trasformandole in un ottimo condimento per la pasta. Qui trovi altre idee per inserire le verdure nella tua dieta.

2) Fare scorta di proteine e carboidrati a lunga conservazione

Tieni in dispensa alimenti pronti da usare nei giorni in cui non riesci a seguire alla lettera la dieta. Se, ad esempio, hai riso e pollo a pranzo (uuuh, che noia riso e pollo: qui trovi delle alternative), ma non puoi prepararli, sostituiscili con alternative pratiche e veloci.

Ecco alcune idee:

  • Pane in cassetta (di segale o ai cereali) + pesce in scatola (sgombro, tonno, salmone)

  • 1-2 frutti (anche disidratati) + barretta / yogurt proteico

  • Legumi in barattolo (ceci, fagioli, lenticchie) + mais dolce in scatola

Personalizza questi pasti con gli ingredienti che più ti piacciono, come olive, capperi, pomodori secchi, sottaceti o salse (ketchup, maionese, pesto). Non preoccuparti se non sono prodotti di alta qualità: ciò che conta è la praticità e il gusto e se non esageri con le dosi, male non ti fanno.

E se proprio non riesci? Nessun problema: un pasto al McDonald’s o un toast al bar non rovineranno il tuo percorso. Goditi il momento e, piuttosto, scegli qualcosa che ti piaccia davvero, senza accontentarti della prima cosa che trovi. 

Non credere a chi ti dice che bisogna attenersi scrupolosamente al piano per ottenere risultati e che basta un biscotto o due (figuriamoci un pasto completo al fast food) per gettare tutto alle ortiche. Uno “sgarro” non pianificato non cambia nulla nel lungo periodo. Anzi, è proprio questa mentalità “o tutto o niente” che è alla base di molti fallimenti. 

3) Procurarti contenitori, schiscette e un buon coltello

Contenitori frigo/freezer: Ideali per conservare verdure cotte, ragù fatto in casa, arrosti, spezzatini, legumi cotti, minestroni e vellutate. Prepararle in abbondanza e congelare è un grande risparmio di tempo e un ottimo modo per ottimizzare i tuoi sforzi in cucina.

Schiscette con scomparti: Perfette per portare al lavoro un pranzo completo senza dover usare mille contenitori. Se possibile, scegli modelli termici o riscaldati per mangiare piatti caldi anche negli uffici privi di angolo cucina.

Un coltello ben affilato: Spesso sottovalutato, è essenziale per tagliare con meno fatica e risparmiare tempo, soprattutto con alimenti più duri come le verdure. Un coltello di qualità migliora la tua esperienza in cucina e rende più facile aderire alla dieta.




Sapere cosa fare in attesa della dieta ti aiuterà ad affrontare la dieta con meno stress e più successo. Approfitta della pausa tra visita invio del piano dietetico per organizzarti al meglio in modo da trasformare il tuo percorso alimentare in un’abitudine sostenibile! Hai già provato qualche strategia di queste? Condividila nei commenti!

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3 strategie per perdere peso dopo le feste

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3 Strategie per Perdere Peso dopo le Feste

Le feste sono appena finite e hai notato qualche chilo di troppo? Non preoccuparti: è normale prendere peso durante questo periodo, ma con le giuste strategie puoi perderlo in modo rapido ed efficace. In questo articolo ti presentiamo 3 strategie per perdere peso dopo le feste, tutte semplici da seguire e adatte a ogni stile di vita.

 

1) Non Fare Nulla

Se sei sano e moderatamente attivo (cammini regolarmente, fai sport o vai in palestra), non devi fare nulla di speciale per perdere peso. I chili in più che hai accumulato, per lo più dovuti a ritenzione idrica, spariranno da soli con il ritorno alle tue abitudini quotidiane.

Durante le feste, l’eccesso di cibi elaborati e zuccherini, unito allo stress dei pranzi e delle cene, causa infiammazione, che si traduce in ritenzione di liquidi. Tuttavia, se il tuo stile di vita è già equilibrato, basterà aspettare qualche giorno per perdere il peso accumulato e sentirti meglio.

Se invece vuoi accelerare i risultati, o il tuo stile di vita non è ideale, puoi provare una delle due strategie che seguono.

 

2) Detox Vegetale Orizzontale

Questa strategia è molto semplice: per 2-3 giorni sostituisci il pranzo o la cena con un pasto composto da verdure in quantità libera (escludendo patate, legumi e mais), un frutto fresco (massimo 150-200 g) e condimenti q.b. per rendere il tutto gustoso.

Il resto dei pasti rimane invariato.

La frutta e la verdura sono ricche di vitamine, minerali e fitonutrienti che aiutano il tuo organismo a ridurre l’infiammazione e ritrovare l’equilibrio. Ricorda che non è solo una questione di calorie: è la qualità degli alimenti e quello che apportano a fare la differenza.

Consigli per il detox vegetale:

  • Scegli varietà di colori per assumere più fitonutrienti possibile (vanno bene anche le verdure surgelate).

  • Usa crucifere (cavolo, cavolfiore, rucola) che favoriscono la detossificazione epatica.

  • Preferisci piante amare (radicchio, cicoria, carciofi) che supportano la digestione.

Alcuni esempi di pasti detox:

  • Insalata croccante: carote grattugiate, cavolo rosso, finocchi e chicchi di melagrana con olio EVO.

  • Mix cotto e crudo: zucchine trifolate, radicchio e fagiolini al vapore con un cucchiaino di pesto.

  • Vellutate e minestre: di spinaci, di carote oppure minestrone di verdure miste. Hai solo l’imbarazzo della scelta!

Per i condimenti puoi usare l’olio evo, l’avocado oppure – e ora arrivano le cose golose – puoi usare salse come maionese, pesto o patè di pomodori secchi. Pesti e salse sono molto saporiti e sono in grado di rendere gustosa qualsiasi verdura, anche usandoli in quantità moderata

Per quanto riguarda pesti e salse compra quelle che usano come olio di oliva o olio di girasole alto oleico. Evita prodotti a base di oli di semi perché sono composti da acidi grassi pro infiammatori.

Questa strategia è ottima, ma apporta quantità notevoli di alimenti vegetali che, per alcune persone, possono significare problemi intestinali. Se hai notato che un eccesso di verdure tende a gonfiarti o a darti problemi digestivi, evita questa, ma passa alla strategia successiva.

 

 

3) Doppio Secondo

Un’altra strategia semplice ed efficace è il doppio secondo: per 2-3 giorni, a pranzo e a cena, consuma un secondo piatto (carne, pesce, uova o legumi) con verdure di contorno in quantità libera.

Se troppe verdure ti causano fastidi digestivi, limita la quantità a 150 g per pasto e scegli quelle da te più tollerate (oppure scegli zucchine, carote, spinaci verdure piuttosto tollerate).

Per quanto riguarda i legumi, se hai difficoltà a digerirli, puoi optare per legumi decorticati (ad esempio lenticchie rosse) o passarli al passaverdure per eliminare la buccia, che è la principale causa di fastidi digestivi. In alternativa, puoi provare la pasta o il riso di legumi: i trattamenti termici che subiscono inattivano le sostanze che causano fastidi digestivi.

Esempi di pasti doppio secondo:

  • Filetto di pesce in padella con pomodori.

  • Frittata di spinaci o di verdure miste.

  • Purea di lenticchie decorticate e cicoria.

Anche qui, i condimenti sono fondamentali per rendere il pasto gradevole e appagante. Usali con moderazione, ma usali sempre.


In che modo queste funzionano?

Durante le feste, ci si abitua a cibi ricchi di zuccheri e molto elaborati. Questo altera il palato e può portarti a mantenere un’alimentazione poco sana anche dopo le festività.

Facciamo un paragone per capirci meglio. Se sei abituato a bere il caffè zuccherato, quello amaro ti sembrerà imbevibile. Tuttavia basta che ti sforzi di prendere il caffè senza zucchero per qualche giorno di fila per scoprire di apprezzarlo. Non solo, una volta abituato al caffè amaro, quello zuccherato ti sembrerà insopportabilmente dolce. 

Con i pasti festivi succede la stessa cosa, ma all’incontrario. Per questo è importante agire attivamente subito dopo le feste per resettare il palato e evitare che l’alimentazione “da festa” diventi l’alimentazione “di tutti i giorni”.

Chi già mangia bene è avvantaggiato perché non deve fare nulla oltre a quello che è già abituato a fare. Basterà riprendere le sane abitudini e aspettare qualche giorno per “resettare” il palato, perdere i chili accumulati e sentirsi meglio.

Per tutti gli altri, invece, queste strategie per perdere peso dopo le feste sono un buon punto di partenza per resettare il palato e perdere i chili accumulati riacquistando, così, benessere e forma fisica.

Le strategie che hai appena letto sono solo un esempio: esistono molti modi per mangiare meno elaborato e meno dolce. Quelle proposte possono essere viste come un gioco (o una sfida, a seconda delle inclinazioni personali), da seguire giusto per pochi giorni, in attesa di decidere se intraprendere un percorso di benessere più ampio.

Una piccola precisazione: chi mangia bene non evita alimenti dolci o elaborati, né ne ha paura (sarebbe tutt’altro che sano). Semplicemente, non li consuma tutti i giorni e quando li consuma lo fa in modo consapevole, godendoseli fino in fondo.

Una nota importante:

In questo articolo ci siamo concentrati esclusivamente su strategie dietetiche post-feste molto semplici, senza trattare gli altri aspetti coinvolti nel benessere come movimento, sonno e gestione dello stress. Tuttavia, non ignorarli, soprattutto il movimento, che è fondamentale per perdere il peso accumulato durante le feste.

Se non pratichi sport e non frequenti la palestra, comincia semplicemente a camminare. L’obiettivo? Raggiungere 6000-8000 passi al giorno. Puoi sfruttare le app contapassi per monitorare i progressi (senza farne un’ossessione!). 

Per raggiungere il tuo obiettivo puoi fare due passeggiate al giorno di circa mezz’oretta oppure puoi integrare i passi nella tua quotidianità.

 

Come integrare i passi nella tua quotidianità:

  • Usa il bagno di un altro piano rispetto a quello in cui ti trovi.

  • Se usi l’ascensore, scendi un piano prima e prosegui a piedi.

  • Durante la pausa pranzo, fai una breve camminata prima di andare a mangiare.

  • Quando torni dal lavoro, fai un giretto dell’isolato prima di entrare in casa (perché una volta entrato in casa sarà più difficile uscirne di nuovo!).

Spalmando i passi lungo la giornata, ti accorgerai che raggiungere 6000-8000 passi è più facile di quanto pensi!

 

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Buon proposito 2025: fai quello che ti piace

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Buon proposito 2025: fai quello che ti piace

L’unico buon proposito del 2025: fare quello che ti piace
Gennaio è il mese dei buoni propositi, ma spesso ci troviamo a inseguire obiettivi complicati che abbandoniamo presto. E se il 2025 fosse diverso? L’unico buon proposito che vale davvero la pena seguire quest’anno è semplice: fai quello che ti piace.

Quando si tratta di migliorare la salute, dimagrire o tornare in forma, il piacere è fondamentale. Se ti obblighi a seguire una dieta che odi o vai in palestra controvoglia, ti stresserai e presto abbandonerai dieta e sport, sentendoti pure in colpa. 

La chiave è trovare alternative che ti facciano sentire bene: prova un approccio più semplice all’alimentazione, privo di grammature fisse o pasti prestabiliti. Prova attività diverse dalla palestra, come danza, yoga, trekking o anche sport all’aria aperta, anche queste attività ti tonificano e fortificano.

Piacere e costanza vanno a braccetto. Se non ti piace quello che fai, non diventerà mai una tua abitudine. Questo vale per la dieta, l’attività fisica e ogni altra abitudine legata al benessere. Seguire percorsi che non senti tuoi può portarti a effetti collaterali come il famoso effetto yo-yo, la sedentarietà e uno stato di benessere illusorio e temporaneo.

 

Piacere senza compromessi

Non confondere il “farti piacere” con il vero piacere. Se ti forzi a mangiare piatti che trovi poco appetibili, magari camuffandoli con aromi e dolcificanti, stai solo mascherando il problema. Quello che scegli deve piacerti davvero, senza inganni.

Un esempio concreto? Quando i miei pazienti mi dicono: “Non mi sembra di essere a dieta,” so di aver centrato l’obiettivo. Questo significa che hanno trovato un equilibrio tra gusto, benessere e risultati, senza rinunce eccessive.

 

Il tuo 2025 inizia dal piacere

L’unico buon proposito del 2025: fare quello che ti piace. Se ami quello che fai, i risultati arrivano naturalmente.

Per questo 2025 ti auguro con tutto il cuore di trovare strategie, professionisti e attività che ti rendano felice, e il tuo benessere fisico e mentale sarà una naturale conseguenza.

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Sgarrare a Natale

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Sgarrare a Natale

Sgarrare a Natale

A Natale sgarrare o no? E’ il dubbio più forte di chi è a dieta e vede avvicinarsi le feste natalizie, ma la risposta è semplice e diretta:


Sgarra.


Certi alimenti e certe occasioni capitano solo adesso, per cosa ti trattieni a fare? Tenere alla linea e tenere a se stessi non vuol dire privarsi delle lasagne, del torrone o della fetta di panettone, soprattutto se sono alimenti che ti piacciono e che hai voglia in questo periodo.


Molti amici lontani tornano a casa solo adesso e rimangono per poco, è un peccato evitarli solo per paura di mangiare un dolcetto o di bere una cioccolata calda in più.


Questo non vederlo come un invito ad esagerare ma, piuttosto, come un invito a godersi il momento senza inutili timori e ansie. Strafogarsi fino a stare male – come limitarsi eccessivamente – NON sono comportamenti che fanno godere il momento né, tantomeno, sono approcci sani. 


Chiarito questo, ci sono dei trucchetti che puoi adottare a livello dietetico per evitare di accumulare troppo peso, non perdere i risultati ottenuti e evitare problemi digestivi, pur senza limitarti. 


Di seguito ti lascio gratuitamente i 5 trucchetti più utili e efficaci in assoluto che ho trovato in anni e anni di pratica.



1) Proteine e verdure

Prima di ogni pasto “sgarro” assumi proteine e fibre. Proteine e fibre tolgono la fame “vera” in modo che tu possa mangiare per gusto e piacere, senza strafogarti solo perché non ci vedi più dalla fame. Le proteine e le fibre, inoltre, rallentano l’assorbimento dei carboidrati aiutando a mantenere stabile la glicemia. 

“Prima” può essere il pasto precedente (pranzo, se il pasto sgarro è la cena), lo spuntino o l’antipasto del pasto sgarro stesso.

Per proteine si intendono carne, pesce, affettati, uova/albume, formaggi magri e proteine in polvere. Per fibre si intendono tutte le verdure fresche o congelate tal quali, cotte o crude, intere o frullate/passate.



2) Idratazione

Durante la giornata bevi molta acqua (anche sotto forma di tè / tisane), ma evita di bere troppo durante o subito dopo il pasto sgarro. Bere prima aiuta il tuo corpo a produrre i succhi gastrici, bere durante o subito dopo diluisce gli stessi rallentando la digestione e favorendo gonfiore e fermentazione.



3) Aiuta la digestione

Dopo il pasto usa enzimi digestivi per favorire la digestione soprattutto se quello che mangi tende a rimanerti sullo stomaco. Se sei intollerante al lattosio usa integratori di lattasi, l’enzima che scinde il lattosio in glucosio e galattosio e che è deficitario in chi, appunto, è intollerante al lattosio. Latte e derivati vengono spesso usati nelle ricette festive (pensa solo alla besciamella), è un peccato stare male quando bastano 1-2 compresse grandi come delle Tic Tac per stare bene.

Per aiutare la digestione puoi anche sorseggiare una tisana a base di semi di finocchio dopo il pasto (o qualsiasi tisana in commercio con scritto Digestive / Digestiva o simili). Falla concentrata (2 filtri al posto di 1), per renderla forte ma poco voluminosa, in modo da evitare di assumere troppi liquidi che disturberebbero la digestione. Prendi una tisana anche se prepararla e gustarla ti rilassa: un animo calmo e sereno facilita enormemente la digestione.



4) Digiuna

Nel pasto successivo al pasto sgarro sfrutta il digiuno “metabolico”, ossia mangia pure qualcosa, ma limitato nelle quantità e che sia neutro dal punto di vista glicemico. Se il pasto sgarro era un cenone allora a colazione del giorno dopo prendi solo una manciata di mandorle o 2 quadrettoni di cioccolato molto fondente. Bevi anche molta acqua, acqua e limone, thè, tisane varie, preferibilmente tiepide/calde. 

Alimenti come mandorle e cioccolato molto fondente sono neutri dal punto di vista glicemico e risultano sazianti anche in piccola quantità. I liquidi da acqua e tisane idratano e stimolano dolcemente l’apparato digerente favorendo l’evacuazione mattutina.


Se vuoi non digiunare, è però possibile che sarà il tuo corpo stesso a dirti che non ha bisogno di chissà che, proprio perché ancora carico dei nutrienti assunti il giorno prima. Se al mattino senti comunque fame, prova lo stesso questa colazione “digiuno” e attendi un attimo. A volte il senso di fame viene per abitudine e non per reale necessità. Se passa bene, se non passa fai colazione come tua abitudine.



5) E tra un giorno di festa e l’altro?

Tra un giorno di festa e l’altro fa in modo che i tuoi pasti siano a base di proteine o legumi e verdure. Carboidrati, come pasta, pane, riso, e grassi, come olio di oliva usali in piccola quantità, giusto come contorno e come condimento.

Puoi usare qualsiasi tipo di carne e di pesce, non serve prendere solo i pezzi più magri (a meno che non ti piacciano solo quelli). L’importante è che carne e pesce siano freschi o surgelati tal quali, evitando scatolame e prodotti lavorati (bastoncini di pesce, cotolette impanate). 

Legumi come piselli, lenticchie, fagioli, ceci li puoi usare così come sono o prenderli in formato pasta, riso o in farina per fare delle farinate. Consumali “duri e puri” (es solo scolati, sciacquati e via); all’uccelletto (con salsa di pomodoro e cipolla), in purea (schiacciati, frullati), a mo’ di primo (formato pasta o riso). Usali come preferisci, insomma.

Verdure tutte: fresche, surgelate tal quali, crude/cotte, intere/frullate, da sole o come ingrediente delle tue pietanze.


Esempi di pasti possono essere bistecca, pesce al forno, scaloppina o brasato con un contorno di verdure crude o cotte e con un tozzo di pane, una patata o della polentina per completare il pasto. 

Esempi di pasti a base di legumi possono essere fagioli all’uccelletto, minestroni di verdure e legumi, farinata di ceci o della pasta di legumi condita con un sugo di verdure. Anche qui pane, crostini e simili usali come accompagnamento. 



E questo è quanto. Fammi sapere se proverai questi consigli: ogni feedback, anche se non viene dalle persone che seguo, è utile e prezioso.



Se non vuoi sgarrare a Natale perché i tuoi parenti sono dei simpaticoni che amano fare commenti e battutine sulla tua linea o su quello che mangi, semplicemente non frequentarli durante le feste. O frequentali lo stesso, ma fuori dai pasti.


I parenti li puoi vedere tutto l’anno, perché stressarti proprio nell’unico momento in cui ti puoi godere il Tronchetto di Natale?

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Formaggio a dieta: la regola della metà

Immagine di forma di formaggio tagliata per l'articolo Formaggio a dieta la regola della metà

Formaggio a dieta: la regola della metà

Scopri come gustare i formaggi senza compromettere la linea!

Il formaggio è tra gli alimenti più amati, ma viene spesso visto come un nemico delle diete. Ti sei mai chiesto se si può mangiare formaggio senza compromettere il tuo percorso di perdita di peso o il mantenimento della forma fisica? La risposta è sì, e oggi vedrai come grazie alla “regola della metà”.

 

Cosa rende il formaggio un alimento controverso nelle diete?

Il formaggio è ricco di proteine di alta qualità, calcio e altri nutrienti benefici, ma è anche un alimento molto ricco di grassi. Tra le fonti proteiche (carne, pesce, uova, affettati e varianti veg) il formaggio è l’alimento che, a parità di proteine, apporta più grassi rispetto alle altre fonti. Questo non significa che il formaggio debba essere escluso dalla dieta, anzi, al contrario, è possibile consumarlo anche spesso senza compromettere i tuoi obiettivi. Il tutto grazie alla “regola della metà”.

Piccola digressione. L’essere umano produce formaggio da almeno 10.000 anni il che rende il formaggio uno tra gli alimenti più antichi mai consumati. E’ difficile credere che questo alimento sia particolarmente dannoso per la salute se lo consumiamo da così tanto tempo. 

 

La regola della metà: come funziona?

La “regola della metà” è una strategia pratica e flessibile che ti consente di integrare il formaggio nei tuoi pasti quotidiani, aiutandoti a mantenere una dieta equilibrata senza eccedere con i  grassi. Funziona così:

  1. Prendi la grammatura della fonte proteica prevista nel tuo pasto (carne, pesce, uova, affettati e varianti veg)

  2. Dividila a metà

  3. Sostituisci una delle metà con una porzione di formaggio

In questo modo, bilancerai il contenuto proteico del pasto senza alterare significativamente l’apporto calorico complessivo.

Esempi pratici per applicare la regola della metà

  • Carne: Se la tua dieta prevede 200 g di carne, puoi optare per 100 g di fettina di manzo cotta alla pizzaiola con 100 g di mozzarella.

  • Uova: Invece di consumare 3 uova, prepara 1-2 uova all’occhio di bue e aggiungi 1 cucchiaio colmo di parmigiano grattugiato o gorgonzola.

  • Panino: Un panino con 100 g di prosciutto cotto può diventare un toast con 50 g di prosciutto cotto e 50 g di Montasio.

Puoi anche variare le proporzioni in base ai tuoi gusti o alla disponibilità degli ingredienti. Ad esempio, 150 g di fettina di manzo con 50 g di bocconcini di mozzarella avanzati possono essere una valida alternativa. Ricorda: sforare di qualche grammo in più o in meno non comprometterà il tuo piano alimentare.

 

Perché scegliere la regola della metà?

La regola della metà ti consente di:

  • Non assumere troppi grassi: Il formaggio apporta molti grassi, ma bilanciando le porzioni con altre fonti proteiche questo aumento non incide più di tanto.

  • Godere del gusto del formaggio: Non devi rinunciare a un alimento che ti piace; basta imparare a consumarlo in modo equilibrato e consapevole.

  • Aggiungere varietà alla dieta: Integrare il formaggio nei pasti ti permette di variare i sapori e rendere la tua alimentazione più soddisfacente.

  • Ottimizzare gli sforzi in cucina: A volte la fonte proteica che hai scelto ne hai in poca quantità, a quel punto basta aggiungere la differenza in formaggi e sei a posto.

 
Quali formaggi scegliere per la dieta?

Non tutti i formaggi sono uguali, e scegliere quelli giusti può fare la differenza a seconda del tuo obiettivo.

Se stai seguendo una dieta per dimagrire – o dieta ipocalorica – è preferibile avere in casa formaggi magri (come ricotta o mozzarelle light) o formaggi freschi (stracchino o crescenza) rispetto a formaggi stagionati o grassi.

Se stai cercando di aumentare di peso, come chi si allena in palestra e vuole mettere su più massa muscolare, allora ti conviene evitare i formaggi troppo magri e optare per quelli interi o stagionati.

 

Conclusione

Il formaggio nella dieta non è un nemico, ma un prezioso alleato del gusto e della varietà. La regola della metà ti permette di inserire i tuoi formaggi preferiti nei pasti senza compromettere gli obiettivi di perdita di peso o mantenimento della forma fisica. Provala e scopri come questa strategia possa rendere la tua alimentazione più piacevole ed equilibrata.

Per sapere, invece, come inserire i formaggi nella dieta basandoti sulle tue inclinazioni e gusti personali leggi qui.

 

 

Che ne pensi della “regola della metà”? Hai già provato ad applicarla? Condividi la tua esperienza nei commenti!

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Come inserire le verdure nella dieta

Come inserire le verdure nella dieta

Tutti i nutrizionisti inseriscono le verdure a pranzo e a cena. Le inseriscono perché le verdure fanno bene, contengono fibre, sostanze in grado di di regolare il transito intestinale, tenere a bada glicemia e mantenere sazi a lungo. Le verdure apportano vitamine, minerali e fitonutrienti che aiutano a mantenere il nostro organismo sano e in forma e, inoltre, apportano anche molta acqua, il che aiuta a mantenerci idratati.

 

Insomma, ci sono un sacco di buoni motivi per mangiare le verdure. Il problema è che A) non sono buone come una tagliata o una pizza fumante e B) richiedono davvero tanto lavoro tra pulire, tagliarle e cucinarle, lavoro che si va ad aggiungere a quello richiesto per preparare il resto del pasto. Per questi motivi le verdure sono spesso messe da parte e ignorate dai più. Si sa che fa bene mangiarle, ma questo non basta per spingere le persone a farlo. Ed è giusto che sia così.

 

Alimentarsi, infatti, non è solo una mera questione di introdurre nutrienti. E’ anche una questione di gusto, praticità e socialità. Tutti elementi che vengono messi troppo spesso in secondo piano quando si parla di dieta e alimentazione. Se un alimento, un pasto, una dieta non appaga il palato, è troppo difficile da preparare o è incompatibile con la vita sociale l’alimento, il pasto e la dieta verranno abbandonati. E’ matematico.

 

Per quanto riguarda le verdure i due grossi problemi sono, appunto, il fatto che siano alimenti poco “palatabili” (ossia poco buoni) e che richiedono una marea di tempo per essere preparate. Per il primo punto ne abbiamo parlato in questo articolo, per il secondo, invece, ne parliamo in questo articolo.

Per farla molto breve, per rendere le verdure “”””degne”””” di essere preparate, devi promuoverle da mero contorno a protagoniste (o co-protagoniste) dei tuoi pasti. In questo modo non devi preparare pasto + verdure, ma pasto e verdure coincideranno.

 

Verdure come protagonista: piatti unici

Nell’articolo linkato sopra abbiamo visto come affettati, formaggi e pangrattato possono essere usati per rendere le verdure più appetibili, ossia più buone, in modo da far venire voglia di mangiarle. Ma questi, ed altri, ingredienti possono essere usati per rendere le verdure una sorta di piatto unico, ossia un piatto che può essere mangiato da solo in un pasto (o con minime aggiunte) in virtù del fatto che contiene tutti i macronutrienti necessari (Proteine, Grassi, Carboidrati e Verdure).

 

Qualche esempio? 

 

Melanzane alla parmigiana

Le melanzane possono essere cotte al forno o in padella con un po’ di olio, non devi per forza friggerle (anche se, ogni tanto, male non fa). Le melanzane fanno la parte delle verdure, la mozzarella delle proteine e l’olio e il parmigiano dei grassi. Basta solo aggiungere un po’ di pane come fonte di carboidrati e sei a posto.

 

Cavolfiore e salsiccia

Ottimo piatto invernale che contiene verdure, proteine e i grassi (olio usato in cottura). Anche qui, basta aggiungere del pane e otteniamo un pasto completo in carboidrati, proteine, grassi e verdure. Oppure, se fai cavolfiore e salsiccia al forno, puoi aggiungere del formaggio (proteine) e del pangrattato (carboidrati), in questo modo ottieni direttamente un pasto unico, senza altre aggiunte.

 

Verdure all’indiana con yogurt

Verdure miste tagliati a piccoli pezzi (carote, cipolla, fagiolini, melanzane, peperoni, cavolfiore. Usa le verdure che preferisci) + piselli e patate (carboidrati). Cucina i vegetali in padella con un po’ di olio di oliva extravergine, latte di cocco o burro ghee (scegli la fonte di grassi che preferisci). In cottura aggiungi spezie come curry, aglio e peperoncino o le spezie che preferisci. Verso fine cottura, quando le verdure si sono ammorbidite, aggiungi la fonte di proteine, ossia lo yogurt, in modo da ottenere un piatto unico.


Altra versione di piatto unico a base di verdure sono le insalatone miste, perfette per l’estate. Ne abbiamo parlato in questo articolo.

 

 

Verdure come co-protagonista: condimenti per pasta e riso

Se mangi pasta o riso allora usa condimenti a base di verdure. Il modo più efficace per usare le verdure come condimento è prendere quelle che si vuole mangiare (zucchine, carote, spinaci, peperoni + eventuali sapori come cipolla, aglio, sedano, ecc.), tagliarle a pezzi grossolani, buttarle in un pentolino con i bordi alti e cucinarle con un po’ di acqua e sale. Appena le verdure sono morbide basta frullare tutto con il minipimer, insieme ad un po’ di olio di oliva extravergine (oppure assieme ad un po’ di crema di frutta secca al 100% o di latte di cocco). Aggiungi un poco di parmigiano e voilà, il condimento alle verdure è pronto. Con un minimo di pratica riuscirai a creare un ottimo sugo di verdure nel tempo in cui la pasta impiega a cuocere.

 

 

Verdure come spuntino o antipasto

Prepara un contenitore con verdure crude croccanti pulite e porzionate (carote, cetrioli, finocchi, pomodorini, ravanelli, sedano. Usa le verdure che preferisci) e conservala in frigo. Quando avrai fame fuori dai pasti principali, mangia un po’di verdura cruda croccante. Magari la fame è fame nervosa e masticare alimenti duri e croccanti è un efficace antistress.

Prima dei pasti, quando la fame è tanta, mangia la verdura cruda croccante, magari mentre prepari il resto del pasto (così eviti anche di sbecottare pane, grissini o formaggi nell’attesa). Scoprirai che sarà davvero facile arrivare alla classica porzione di verdure consigliate per pasto (150-200 g), quantità che, magari, facevi fatica a mangiare quando le verdure le consumavi come contorno.

Prepara una buona quantità, che ti basti per 2-3 giorni e, se vuoi, puoi abbinare alle verdure croccanti dell’hummus, della ricotta (con limone e pepe) o dei fiocchi di latte, per rendere gli antipasti più gustosi.

 

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Come vedi puoi inserire le verdure in molti modi diversi che le rendono più facili – e buone – da consumare rispetto al mangiarle come semplice “contorno”.


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In bilico tra voglia e vizio

Donna in bilico sui binari per articolo In bilico tra voglia e vizio

Credit: Freepik

In bilico tra voglia e vizio

Riflessione nata da un confronto con una persona che seguo. Riflessione personale, che non ha alcuna pretesa di essere la verità e, men che meno, di essere solida a livello scientifico.

La riflessione è nata da una domanda riguardo la possibilità o meno di consumare alimenti o bevande diciamo “da sgarro” non segnate nella dieta.


Risposta mia:



≪Per me, tutto quello che ricade dentro “una voglia” e si ferma lì, va assecondata senza farsi troppi pensieri. Se, invece, ricade dentro “un vizio” allora sarebbe bene parlarne.


La discriminante tra “voglia” e “vizio” è come ci si sente nel momento in cui non si fa quello che si vorrebbe fare. Se il non fare porta ad un pensiero sulla falsariga di: “ah, che peccato, ma pazienza, non è un problema” e uno va avanti con la propria giornata tranquillo, allora è una voglia. Se invece porta ad un pensiero sulla falsariga di: “ah, no, cavolo e adesso come faccio?” e uno si trova a ripensarci ancora e ancora lungo la giornata con l’umore peggiorato allora è un vizio.

Tutto questo per dire che puoi (mangiare/bere x alimento/bevanda) se ne hai voglia.≫



Perché la voglia va assecondata, ma il vizio no? Perché, secondo me, la voglia nasce come desiderio estemporaneo, spontaneo, magari stimolato dall’ambiente o dalla situazione in cui ci si trova. E’ un bisogno innocente e semplice, e come tale va trattato. E’ come se fosse un prurito che, una volta grattato, passa. Ma anche se non venisse grattato il prurito passerebbe comunque, è solo più soddisfacente grattarsi.


D’altro canto, il vizio, secondo me, nasce come modo indiretto per gestire una situazione, pensiero o sentimento negativo che non si crede si possa (o non si vuole) gestire in altro modo. Il vizio diventa un surrogato di quello che vorremmo davvero fare, non è spontaneo e non è realmente stimolato dall’ambiente o dalla situazione in cui ci si trova, ma più dal modo in cui vorremmo reagire in quel dato ambiente o quella data situazione, ma non possiamo o non vogliamo fare.


Se d’estate passeggiando noti una gelateria piena di clienti intenti a gustarsi gelati e frappè e senti il desiderio di unirti a loro, probabilmente quella che provi è una voglia (ma, d’altronde, d’estate di cosa si dovrebbe avere voglia?).


Se il desiderio di mangiare un gelato ti viene spesso, in diverse situazioni, ogni volta che ti senti giù, hai una difficoltà o non sai cosa fare, e magari mangi pure il gelato meccanicamente senza sentirne poi tanto il sapore ecco, quello, forse è un vizio. Ed è il caso di parlane (pur senza vietare il gelato!).


Chiedersi “come sto?” dopo che non si asseconda il desiderio di consumare un alimento o una bevanda “sgarro” può essere un modo per capire se il desiderio nasce da una voglia o da un vizio. Può aiutare a farsi meno problemi e pare inutili quando si è di fronte ad una voglia (uno “sgarro” in più o in meno non ha mai cambiato nulla) e può essere il primo passo per trovare modi di reagire più funzionali se ci si trova di fronte ad un vizio.


Di nuovo, nessuna pretesa di verità in tutto questo, è solo una riflessione personale. 

Che ne pensi?


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