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Migliora la colazione

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Migliora la colazione

Migliora benessere e aspetto fisico cambiando solo la colazione

Quando si inizia una dieta, si tende a pensare che sia necessario stravolgere completamente l’alimentazione, modificando colazioni, pranzi e cene. In realtà, non è indispensabile apportare cambiamenti drastici per ottenere risultati visibili in termini di salute e benessere.

A volte basta intervenire solo sul pasto meno equilibrato, quello in cui si commettono gli errori alimentari più evidenti. Questi errori possono influire negativamente sia nell’immediato, a causa degli alimenti ingeriti, sia nel lungo termine, condizionando le scelte alimentari della giornata e influenzando la salute nel tempo.

Per la maggior parte delle persone, il pasto più critico è la colazione, spesso ricca di zuccheri e carboidrati raffinati (fette biscottate, marmellate, creme spalmabili) e di bassa qualità (brioche, biscotti industriali).


Gli effetti negativi di una colazione sbagliata

Nel breve termine

Una tipica colazione italiana a base di brioche e cappuccino, o una colazione da dieta con fette biscottate e marmellata, fornisce solo carboidrati semplici e raffinati, senza altri nutrienti essenziali. Questi carboidrati causano:

  • Un rapido aumento della glicemia, seguito da un picco di energia momentaneo.

  • Un altrettanto rapido calo glicemico che, nel giro di un’ora o poco più, provoca fame intensa e un calo dell’energia. Questo avviene per l’azione dell’insulina, che abbassa la glicemia rapidamente, talvolta in modo eccessivo.

Il risultato? Un continuo alternarsi di energia e stanchezza, fame precoce e voglia di snack poco salutari.

Nel lungo termine

Se la colazione non è bilanciata, si crea un circolo vizioso:

  • La fame precoce porta a scegliere snack disponibili nell’ambiente circostante (bar, distributori automatici), spesso anch’essi ricchi di zuccheri e carboidrati raffinati.

  • Si tende ad abusare di caffè o bevande stimolanti per rialzare l’energia.

  • Il continuo sbalzo glicemico può favorire l’insulino-resistenza aumentando, nel tempo, il rischio di diabete di tipo II.

  • Ogni picco insulinico blocca il metabolismo dei grassi, rallentando il dimagrimento.

  • Un eccesso di caffeina può causare nervosismo e insonnia, peggiorando il benessere generale.


Migliora la colazione in pratica

La buona notizia è che migliorare la colazione è semplice e anche piacevole. Bastano pochi accorgimenti:

  1. Sostituire i carboidrati semplici con quelli complessi

    • Preferire pane artigianale (anche bianco, purché di qualità), pane integrale, ai cereali, di segale o fiocchi di avena.

    • Al massimo lasciare una “nota dolce” ossia usare un po’ di marmellata, miele, composta di sola frutta e, perchè no? anche creme dolci spalmabili


  1. Aggiungere una fonte proteica

    • Yogurt bianco intero, ricotta, uova o albume.

    • Se le uova non piacciono al naturale, si possono utilizzare in pancake o mugcake (mescolate con farina, cacao amaro o cannella).

    • Abbastanza validi sono anche i vari yogurt e dessert proteici,ma da usare solo ogni tanto perchè sono comunque prodotti industriali


  1. Inserire una fonte di grassi buoni

    • Frutta secca o crema di frutta secca al 100%.

    • Cioccolato extra fondente (dal 80% in su).

    • Cocco (olio o cocco rapè), avocado.

    • I grassi forniscono sazietà prolungata e aiutano a modulare l’assorbimento dei carboidrati.


  1. (Facoltativo) Aggiungere una fonte di fibre

    • Frutta fresca, a seconda della voglia e del contesto.

    • Estratti di verdure (se praticabili) o, in alternativa, fibre solubili come il glucomannano nei casi in cui il pasto successivo sarà molto lontano.

    • Le fibre aumentano il senso di sazietà e aiutano a regolare il transito intestinale


Esempi di colazioni bilanciate

Per mettere in pratica questi consigli, ecco alcune idee:

  • Pane tostato + ricotta (da sola o con cacao/cannella) + cioccolato extra fondente

  • Yogurt bianco intero + fiocchi di avena + mandorle

  • Pancake con uova e farina di riso + crema di frutta secca 100%

A queste opzioni puoi aggiungere:

  • Frutta fresca da sola o integrata nel pasto (banana nello yogurt, frutti di bosco nei pancake).

  • Un po’ di miele, marmellata o Nutella, per la “nota dolce”


Conclusione

L’unica cosa che ti rimane da fare è trovare le colazioni complete che più ti piacciono e che puoi sostenere nel tempo. L’obiettivo è renderle parte della tua routine senza sentirle come una restrizione. In poche parole, con le nuove colazioni non devi sentire la mancanza delle colazioni vecchie.

Migliora la colazione in questo modo per almeno tre settimane e valuta i cambiamenti nel tuo senso di fame, nel benessere generale e nell’aspetto fisico. Un piccolo cambiamento può fare una grande differenza, vedrai!


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Full body workout con 1 solo esercizio (2 varianti: corpo libero e con bilanciere)

Full body workout con 1 solo esercizio (2 varianti: corpo libero e con bilanciere)

Per allenare tutto il corpo, ovvero per allenare braccia, gambe, petto e addome, non serve fare allenamenti di ore composti da decine di esercizietti diversi. Basta fare un solo esercizio, ma uno di quelli in grado di coinvolgere e attivare i muscoli di (quasi) tutto il corpo.  Stiamo parlando del Burpee, un esercizio che puoi fare a corpo libero, e del Deadlift + Push Up, esercizio da fare, invece, con il bilanciere. 

Il Burpee – corpo libero

Burpee: link video

Il Burpee è un esercizio che unisce il movimento del Push Up (o piegamenti sulle braccia) e il movimento dello Squat in un unico gesto atletico. I Push Up allenano la parte superiore del corpo (braccia, petto e l’addome, in quanto gli addominali vengono contratti per mantenere schiena e tronco in posizione), mentre lo Squat allena gli arti inferiori.



Il Deadlift + Push Up – bilanciere.

Deadlift + Push Up: link video

Il Deadlift (o stacco da terra) coinvolge i muscoli delle gambe, della schiena e tutti i muscoli che servono a reggere il bilanciere e a stabilizzare il movimento nel suo complesso (ovvero i muscoli delle braccia e dell’addome). I Push Up, di nuovo, allenano la parte superiore del corpo e l’addome.


Come vedi si tratta di due esercizi in grado di coinvolgere, di fatto, i muscoli di tutto il corpo. Basta che ne scegli uno e, per la tua seduta di allenamento, sei a posto, non dovrai fare per forza altri esercizi, ma solo se ti va o se vuoi lavorare di fino sui gruppi muscolari che ti interessano particolarmente (bicipiti, spalle, glutei). Ma sarà una tua scelta: l’allenamento principale lo avrai già fatto.


Dai video puoi notare che sono esercizi che richiedono movimenti rapidi ed esplosivi, soprattutto durante i cambi di posizione. L’esplosività è molto utile negli allenamenti in quanto è in grado di migliorare la forza complessiva e a migliorare la connessione mente-muscolo. L’unica cosa da fare attenzione è che i movimenti esplosivi – se eseguiti a freddo e male – possono causare infortuni.


Pertanto, per minimizzare i rischi di infortunio e ottenere il meglio dall’allenamento:

  • Fai questi esercizi solo se non hai problemi o dolori ad articolazioni. Fai una visita approfondita se hai dubbi.

  • Prima di fare gli esercizi abbi cura di fare, prima, un appropriato riscaldamento articolare e muscolare.
    Come riscaldamento articolare può bastare un piccolo circuito di circonduzioni delle braccia e slanci sagittali e frontali delle gambe. Come riscaldamento muscolare potresti, invece, fare jumping jack, salto alla corda o anche una breve corsa.

  • Cura maniacalmente l’esecuzione degli esercizi. Il movimento dev’essere corretto e fluido. Siccome Burpee e Deadlift + Push Up possono essere suddivisi in movimenti singoli (push up, squat, deadlift) puoi prima imparare bene i singoli movimenti e solo dopo unirli insieme.

That’s all. Ovviamente imparare bene i movimenti e fare il riscaldamento muscolare e articolare richiede un po’ di tempo, ma vedi questo tempo come un investimento prezioso, in grado di ottimizzare i risultati dell’allenamento e minimizzare gli infortuni.

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Piano B: la strategia per non mollare mai

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Plan B: la strategia per non mollare mai

Piano B: la strategia per non mollare mai

A volte capitano giorni in cui non riesci a seguire la dieta, l’allenamento o qualsiasi altra abitudine legata al tuo benessere. È normale, succede a tutti. Un imprevisto può stravolgere la giornata, oppure semplicemente potresti non avere voglia di fare nulla.

Il Piano B: come restare in carreggiata senza stress

Quando questo accade, la chiave è il modo in cui reagisci. Se saltare un allenamento o sgarrare con il cibo ti fa pensare: “Ormai è andata, tanto vale lasciarsi andare” oppure “Sono un fallimento”, allora è il momento di provare il Piano B.

Il Piano B è una strategia semplice ma efficace: consiste nel creare una lista di azioni facili e rapide che ti permettono di restare coerente con il tuo percorso, anche nei giorni difficili. Non stai rinunciando ai tuoi obiettivi, stai semplicemente adattando il percorso al momento che stai vivendo. Questa è la vera personalizzazione di uno stile di vita sano!

Azioni semplici per restare in linea con la dieta

  • Bere 1-2 bicchieri d’acqua in più

  • Mangiare 2-3 pezzi di verdura cruda mentre aspetti il cibo d’asporto

  • Sgranocchiare una manciata di mandorle prima della colazione al bar

Strategie alternative per l’allenamento

  • Fare una rampa di scale in più

  • Guardare un video motivazionale sullo sport che pratichi

  • Dedicare 5 minuti a stretching o mobilità articolare

Piccoli gesti per il benessere mentale

  • Bere una tisana in totale relax

  • Fare un minuto di respirazione profonda

  • Leggere qualche pagina di un libro senza distrazioni

Esempi pratici di Piano B

  • “Oggi finisco tardi e non posso preparare la cena”“Mangio un po’ di verdura cruda mentre ordino”

  • “Non ho voglia di andare in palestra, ma voglio comunque muovermi”“Salgo una rampa di scale extra”

  • “Sono sommerso dagli impegni e stressato”“Mi prendo una pausa per bere una tisana in pace”

Quando il miglior Piano B è non fare nulla

Tra le varie alternative, ricordati che puoi sempre scegliere “Va bene così”. Un giorno senza dieta, sport o impegni per il benessere non cambia nulla a lungo termine. Concediti il lusso di non fare nulla senza sensi di colpa.

Piano B: la strategia per non mollare mai

Il segreto non è essere perfetti, ma costanti. E il Piano B ti aiuta proprio in questo!

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Verdure bagnate e verdure asciutte

immagine doppia di verdure crude e di verdure cotte per l'articolo Verdure bagnate e verdure asciutte

Verdure "bagnate" e verdure “asciutte”

A seconda di come vengono cucinate, le verdure possono essere classificate in verdure bagnate e verdure asciutte. Questo influisce sulla digestione, sulla ritenzione idrica e sull’assorbimento dei nutrienti. Vediamo le differenze tra i due tipi e quale scegliere per un’alimentazione equilibrata.

Verdure bagnate: pro e contro

Le verdure bagnate sono quelle cotte con aggiunta di acqua, come minestre, vellutate, verdure bollite o al vapore.

Queste verdure contengono molta acqua, il che può comportare alcuni svantaggi:

  • Diluizione dei succhi digestivi, rallentando la digestione e causando gonfiore o pesantezza;

  • Maggiore fermentazione intestinale, con conseguente produzione di gas e feci poco formate;

  • Possibile ritenzione idrica, dovuta al mix di acqua e sali minerali;

  • Minore sazietà nel tempo, perché l’organismo impara a non farsi ingannare dal volume del cibo privo di densità nutritiva;

  • Basso apporto calorico, ma spesso con una carenza di grassi essenziali (come olio o burro), fondamentali per l’assorbimento di alcuni nutrienti.

Verdure asciutte: benefici e come cucinarle

Le verdure asciutte sono quelle cotte con poco o nessun liquido e con l’aggiunta di grassi come olio o burro. Ecco i principali metodi di cottura:

  • Ripassate in padella: prima bollite o scottate le verdure vengono poi saltate con olio e aromi;

  • Trifolate: le verdure sono tagliate crude e cotte direttamente in padella con un po’ di olio o di burro;

  • Al forno: da crude e condite con olio e spezie vengono messe in forno e cotte finchè non diventano morbide dentro e croccanti fuori.

I vantaggi delle verdure asciutte includono:

  • Migliore digestione, perché non diluiscono i succhi gastrici;

  • Migliore assorbimento dei nutrienti liposolubili, grazie alla presenza di grassi;

  • Maggiore concentrazione di vitamine e minerali, non dispersi nell’acqua di cottura;

  • Minore ritenzione idrica perché non apportano sali e liquidi nello stesso momento;

  • Gusto più intenso e maggiore gradimento, soprattutto per chi fatica a mangiare verdure.

Come bilanciare le verdure bagnate e le verdure asciutte

Le verdure asciutte offrono diversi vantaggi, ma non è necessario eliminare del tutto le verdure bagnate, specialmente se le apprezzi. Ad esempio, per molte persone le vellutate, minestre e passati di verdura sono dei “comfort food”, perché vietarsele, allora? Un buon equilibrio potrebbe essere:

  • Consumare almeno metà delle verdure in forma asciutta;

  • Con l’altra metà alternare tra verdure crude e verdure bagnate;

  • Usando le verdure bagnate come “comfort food” da gustare nei momenti di relax.

Le verdure bagnate e verdure asciutte hanno entrambe un ruolo in un’alimentazione varia ed equilibrata. Scegliere il giusto mix aiuta a migliorare la digestione, l’assorbimento dei nutrienti e il benessere generale. L’importante è trovare un equilibrio che sia funzionale al tuo stile di vita e ai tuoi gusti!

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Legumi: manuale di istruzioni

Immagine di tre legumi diversi per articolo Legumi: manuale di istruzioni

Legumi: manuale di istruzioni

Molte persone provano fastidio dopo aver mangiato legumi (fagioli, lenticchie, ceci, ecc). Aria, rumori di pancia strani, qualche dolorino in più e feci non formate sono alcuni dei “discomfort” più comuni. Ci sono diverse cose che puoi fare per migliorare la digeribilità dei legumi limitando, così, questi discomfort. Tuttavia, se proprio non sei abituato a mangiare i legumi, ci vorrà un po’ di tempo per abituartici, a prescindere da cosa fai per rendere più tollerabili i legumi. C’è bisogno di tempo perché bisogna aspettare che il tuo microbiota si arricchisca di tutti quei batteri in grado di digerire alcuni particolari zuccheri dei legumi. Sono, infatti, proprio questi zuccheri, e la loro mal gestione, ad essere responsabili della maggior parte dei fastidi che provi. 


Il giusto ammollo e il giusto risciacquo

La prima cosa da fare per rendere digeribili i legumi è fare un buon ammollo, se parti dai legumi secchi, o risciacquarli molto bene, se usi legumi pronti.


I legumi sono semi pertanto il loro scopo è germinare e formare un pianta. All’interno del legume sono presenti tutti i nutrienti necessari per sostenere la prima fase di crescita in modo che la pianta possa germinare, produrre radici e foglioline e diventare indipendente. 


Siccome i nutrienti servono al seme e non per nutrire altri animali, nel corso dell’evoluzione i legumi hanno sviluppato un modo per rendersi indigesti ai “predatori” producendo sostanze che:

  • inibiscono gli enzimi digestivi

  • “sequestrano” molti minerali, in modo che non vengano utilizzati


Queste sostanze rendono molto indigesti i legumi, ma possiamo “disattivarle” se inganniamo il legume e gli facciamo credere che è tempo di germinare. Lo scopo dell’ammollo è proprio questo: l’acqua, idratando il legume, lo “attiva” e il legume comincia a produrre tutte quelle sostanze che vanno a disattivare gli inibitori di enzimi digestivi e a liberare i minerali. Questo è un passaggio fondamentale senza il quale nemmeno il legume potrebbe usare le proprie riserve di nutrienti. Il giusto tempo di ammollo (8-12 ore), quindi, è fondamentale per rendere i legumi digeribili. Cambiare l’acqua spesso (almeno 3 volte) permette di togliere tutte quelle sostanze e zuccheri indigesti che finiscono nell’acqua di ammollo. Per quanto riguarda i legumi già cotti, possiamo solo fidarci che siano stati trattati come si deve dall’azienda. L’unica cosa che tu puoi fare è sciacquarli molto bene prima di consumarli in modo da rimuovere eventuali sostanze indigeste e togliere l’eccesso di sale.


Cottura e Alga kombu Cuoci i legumi rispettando i tempi riportati sulla confezione. Se usi la pentola a pressione i tempi si dimezzano. I legumi sono pronti quando sono morbidi e si infilzano con facilità, ma sono ancora integri e non disfatti. Metti i legumi in una pentola con acqua fredda e poi accendi il fuoco, Nell’acqua di cottura, sempre a freddo, aggiungi un pezzo di Alga kombu grande come l’ultima falange del pollice. L’alga Kombu è un’alga che contiene enzimi in grado di degradare in parte gli zuccheri responsabili della fermentazione migliorando, così, la digeribilità dei legumi.


Passaverdure Gli step precedenti dovrebbero essere sufficienti per rendere i legumi molto più tollerabili. Tuttavia, nel caso tu voglia usare i legumi come portata principale, potrebbe essere utile passare con il passaverdure parte o tutti i legumi prima di mangiarli (tutti → vellutata di legumi; in parte → pasta e fagioli). Il passaverdura, infatti, rimuove le bucce esterne ovvero quella parte del legume più difficile da digerire e più in grado di causare discomfort. Usa il passaverdure e non il minipimer perché quest’ultimo sminuzza finemente le bucce, ma non le rimuove. In alternativa – anche più rapida da preparare rispetto a dei legumi normali – puoi utilizzare i legumi già privati della buccia come delle lenticchie decorticate (ottime se fatte come purè).


Erbe e spezie Tante piante vengono usate tradizionalmente per rendere più digeribili e meno meteorizzanti i legumi grazie ai loro composti aromatici. Ad esempio, molto usate sono la salvia, l’alloro, il rosmarino, l’aneto, il finocchio, lo zenzero, il finocchietto e la curcuma. Anche aglio e peperoncino vengono spesso usati nei legumi sia per migliorarne il sapore che la digeribilità. Non è necessario usare tutte queste erbe, molto meglio selezionarle poche, quelle che piacciono e quelle che ben si abbinano al legume scelto. Ad esempio una buona combinazione sono: ceci + alloro e/o rosmarino; fagioli + salvia (come nei fagioli all’uccelletto); piselli + aglio (aglio soffritto in olio e poi rimosso); fave + cicoria ripassata con aglio e peperoncino. Puoi assumere questi alimenti anche a parte e non per forza insieme ai legumi. Il finocchio, ad esempio, puoi benissimo usarlo come verdura di contorno (magari cotto) o come antipasto (crudo come “cruditè”). Le erbe e le spezie le puoi usare anche in forma di tisana. Le tisane di alloro o finocchio sono molto utili in questo senso, come molto utile è la tisana che trovi descritta in questo articolo.

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Cucinare pasta e cereali senza fatica

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Cucinare pasta e cereali senza fatica

Preparare pasta e cereali può essere un processo lungo: aspettare che l’acqua bolla, cuocere gli alimenti e controllare che tutto proceda senza problemi. Se hai poco tempo o semplicemente non vuoi stare ai fornelli a sorvegliare la cottura, esiste un metodo rapido ed efficace che ti permette di cucinare pasta e cereali senza fatica.

Grazie a questa tecnica, potrai dedicarti ad altro mentre la pasta o i cereali si cuociono da soli. Perfetto per chi ha una vita frenetica o vuole ottimizzare il tempo in cucina!

Metodo veloce per cucinare pasta e cereali senza fatica

Ti serviranno solo:
– Un bollitore elettrico
– Una pentola con coperchio (meglio se spessa)

Procedura:
1️.  Fai bollire l’acqua nel bollitore. Nel frattempo, prepara la pasta o i cereali.
2️.  Versa l’acqua bollente nella pentola, aggiungi il sale e gli alimenti.
3️. Accendi il fuoco per pochi secondi, giusto il tempo di riprendere il bollore.
4️. Spegni il fuoco, copri con il coperchio e lascia cuocere senza bisogno di controllare.

Tempi di cottura consigliati

  •  Pasta: Aggiungi più acqua del necessario e scola l’eccesso. Il tempo di cottura è circa 2-3 minuti in più rispetto a quello indicato sulla confezione. Se vuoi una cottura perfetta, lascia la pasta per il tempo indicato e completa la cottura in padella con il condimento.

  •  Cereali: Meglio la cottura per assorbimento! Usa la giusta quantità d’acqua per evitare di dover scolare. Versa l’acqua bollente, copri e attendi 10-15 minuti.

Rapporto acqua/cereale per una cottura perfetta:

  • Riso bianco → 2:1

  • Riso integrale → 3:1

  • Orzo, farro, segale, miglio → 3:1

  • Grano saraceno → 2:1

Consiglio extra: Sciacqua sempre i cereali prima della cottura per eliminare impurità e, se sono integrali, mettili in ammollo qualche ora per renderli più digeribili.

 

Ora che sai come cucinare pasta e cereali senza fatica, prova questo metodo e guadagna tempo in cucina!

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Come gestire gli sgarri senza sensi di colpa

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Immagine di wayhomestudio su Freepik

Come gestire gli sgarri senza sensi di colpa

Seguire un’alimentazione equilibrata non significa rinunciare per sempre ai cibi che ami. Gli sgarri fanno parte di una dieta sostenibile e imparare a gestirli senza sensi di colpa è essenziale per evitare frustrazione e abbandono del percorso. In questo articolo scoprirai come gestire gli sgarri senza sensi di colpa, siano questi sgarri occasionali o veri e propri periodi di maggiore libertà alimentare. Il tutto senza compromettere i tuoi risultati.

Come gestire gli sgarri senza sensi di colpa: le strategie

Sgarro singolo: cosa fare?

Cosa fare quando si sgarra una volta (ovvero quando si mangia qualcosa che non era previsto nella dieta, che so, un dolce extra o, magari un pacchetto di patatine)? Nulla. Si continua esattamente come prima.

Compleanni, aperitivi inaspettati, un gelato al pomeriggio: sono tante le occasioni in cui è possibile sgarrare. Che cosa fare in questi casi? Nulla, goditi il momento e continua con la tua vita. Non pensare nemmeno a compensare lo sgarro magari saltando il pranzo o la cena (o riducendoli all’osso) perché a) nel grande insieme delle cose che influenzano la tua forma fisica (dieta, allenamento, benessere, consapevolezza), uno sgarro è ininfluente; b) il pensare a come compensare e il compensare stesso fanno più danni rispetto al continuare come se nulla fosse.


Sgarri multipli: come comportarsi?

Se in una settimana si verificano 3-4 sgarri, il consiglio resta lo stesso: non serve fare nulla di speciale. Una settimana non è sufficiente a compromettere i tuoi progressi.

Hai due opzioni:

  • Accettare un lieve peggioramento temporaneo e riprendere la dieta con serenità.

  • Oppure farti sopraffare dai sensi di colpa, rischiando di mollare tutto in preda al panico. La chiave è la continuità nel lungo periodo, non la perfezione assoluta di per sé irraggiungibile.

Pianificare gli sgarri per mantenere il metabolismo attivo

Se sai già che ci saranno 1-2 settimane con più sgarri (come durante le festività), puoi sfruttare questo periodo per fare una pausa programmata dalla dieta.

Ogni 4-8 settimane di regime alimentare controllato, un break di 1-2 settimane aiuta a prevenire il rallentamento del metabolismo e il senso di stanchezza dovuto alla restrizione calorica.

Come rientrare dopo una pausa dalla dieta

Se dopo una settimana di eccessi ti senti gonfio o appesantito, il problema è spesso legato alla ritenzione di liquidi più che a un vero aumento di grasso. In questo caso, per 1-2 giorni:

  • Riduci i carboidrati in generale, mantenendo solo la frutta fresca e legumi

  • Aumenta il consumo di verdure crude o mix crude/cotte nei pasti principali.

  • Assumi proteine di qualità (yogurt, carni bianche, pesce, uova) cucinate in modo semplice.

Questo aiuterà a riequilibrare il corpo senza ricorrere a diete drastiche.

Conclusione

  • Uno sgarro occasionale non richiede alcuna compensazione.

  • Anche una settimana con più sgarri non compromette i risultati se riprendi la dieta con costanza.

  • Pianificare pause strategiche aiuta a evitare stalli metabolici.

  • Dopo un periodo di eccessi, un breve reset con meno carboidrati e più verdure e proteine aiuta a tornare in forma rapidamente.

Capire come gestire gli sgarri senza sensi di colpa è fondamentale se vuoi seguire la dieta serenamente. Viviamo in un mondo pieno di tentazioni, cedere è inevitabile e anche auspicabile (non vorrai mica sgranocchiare broccoli crudi ad un aperitivo?). Ma seguendo queste semplici linee guida, potrai gestire gli sgarri senza sensi di colpa e senza compromettere i tuoi progressi!


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Luce blu: il nemico del sonno

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Luce blu: il nemico del sonno

La sera provi spesso mal di testa e nervosismo senza un motivo apparente? Fai fatica ad addormentarti? Senti gli occhi stanchi? E per caso passi le ore prima di andare a dormire davanti a uno schermo, che sia PC, smartphone o TV? Forse il problema è la luce blu, il nemico del sonno numero 1.

Come la luce blu rovina il sonno

La luce blu affatica gli occhi e inibisce la produzione di melatonina, l’ormone che regola il ritmo sonno-veglia. Durante il giorno, questa luce è presente in abbondanza ed è un segnale naturale per il nostro organismo che è il momento di restare svegli e attivi.

Di sera, invece, la luce blu viene filtrata dall’atmosfera e il cielo assume tonalità rossastre. Questo cambiamento ciclico è stato il riferimento naturale per il nostro corpo nel corso dell’evoluzione: con il tramonto, il calo della luce blu segnalava che era ora di riposare, attivando la produzione di melatonina.

Tuttavia, oggi l’uso serale di schermi luminosi e luci artificiali intense manda segnali contrastanti all’organismo, alterando il sonno e rendendo più difficile l’addormentamento.

Come difendersi dal nemico del sonno?

La soluzione più efficace sarebbe semplice: evitare del tutto la luce blu nelle ore serali, quindi niente schermi e niente luci troppo forti.

Ma siamo onesti: chi è davvero disposto a spegnere TV e smartphone ogni sera? E chi ha voglia di sostituire tutte le lampadine di casa con luci calde-aranciate? Senza contare che, di giorno, le luci calde non sono sempre l’ideale.

Ecco quindi alcune soluzioni pratiche e facili da applicare:

  • Attiva i filtri luce blu sui tuoi dispositivi: molte app gratuite, come f.lux (per PC) o la modalità “Luce notturna” presente in molti smartphone, riducono automaticamente la luce blu nelle ore serali.

  • Usa occhiali con filtro luce blu: se passi molte ore al computer o al telefono, puoi indossare occhiali con lenti specifiche per bloccare la luce blu (disponibili su Amazon o dal tuo ottico).

  • Illumina gli ambienti con luci più soft: invece di cambiare tutte le lampadine, puoi acquistare lampade portatili a luce calda (le trovi nei negozi di articoli per la casa). Sono poco potenti ma perfette per illuminare bagno e camera da letto senza disturbare il sonno.

Migliora il sonno con piccoli accorgimenti

Riducendo l’esposizione alla luce blu e alle luci intense di sera, potrai notare subito miglioramenti: meno mal di testa, occhi meno affaticati e un sonno più profondo e rigenerante.

Non serve cambiare radicalmente le abitudini, basta qualche piccolo accorgimento per dormire meglio e sentirti più riposato ogni mattina.

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Gin Fito Tonic​

imaggine di boccette con liquido verdastro e lime per l'articolo Gin Fito Tonic​

Gin Fito Tonic

Gin Fito Tonic: il rimedio naturale per influenza e raffreddore

Un rimedio naturale che non ti aspetti

“Dottore, c’è qualcosa di naturale che aiuti a far passare influenza e raffreddore? Che so, qualche erba medicinale, della propoli, un estratto.”

“Sì, c’è, ma non ci crederai mai.”

Combattere i malanni di stagione

I malanni di stagione sono debilitanti e fastidiosi, proprio quando gli impegni riprendono a pieno ritmo. Per fortuna, la fitoterapia ci offre soluzioni naturali efficaci. Con pochi ingredienti selezionati, è possibile preparare in casa un rimedio semplice e sorprendente: il Gin Fito Tonic.

Gli ingredienti fitoterapici

Per contrastare influenza e raffreddore, serve una combinazione di piante officinali dalle proprietà benefiche:

  • Ginepro: le bacche hanno proprietà antinfiammatorie e antinfluenzali. L’estratto idroalcolico di ginepro (noto anche come Gin) è facilmente reperibile in commercio e spesso arricchito con cannella (antiossidante), liquirizia (gastroprotettiva) e cardamomo (utile per la respirazione).

  • Chinino: un potente antipiretico e analgesico naturale. Rispetto all’aspirina, non irrita lo stomaco e offre anche un’azione antiparassitaria. L’estratto di chinino si trova in commercio sotto forma di acqua tonica dolcificata e gasata, che in questo caso fornisce anche zuccheri utili al lavoro del fegato.

  • Limone: ricco di vitamina C e acido citrico, supporta il sistema immunitario e aiuta il fegato nel metabolismo delle tossine.

La ricetta del Gin Fito Tonic

Per ottenere il massimo dai benefici fitoterapici, uniamo gli ingredienti seguendo le dosi consigliate:

  • 40 ml di estratto di Ginepro (Gin);

  • 100 ml di estratto di Chinino dolcificato (Acqua tonica);

  • 1 fetta di limone con succo;

  • Ghiaccio, utile anche per alleviare il mal di gola.

Mescola il tutto e gustalo in un momento di relax: il riposo è sempre il miglior alleato contro influenza e raffreddore.

Gin Fito Tonic: benefici e curiosità

Non è un invito a bere indiscriminatamente, ma è curioso notare come un semplice drink abbia una base storica come rimedio antifebbrile e antimalarico. Già nel ‘600 i marinai utilizzavano ginepro, chinino e limone per proteggersi da febbri e scorbuto. Probabilmente, dopo qualche bicchiere di troppo, si spiegano anche le loro visioni di sirene e mostri marini!

NB: Questo articolo è ironico e non sostituisce consigli medici professionali. In caso di influenza, affidati a un esperto della salute!

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2 tecniche per ricordare meglio

donna che studia disperata di fronte ad un portatile per l'articolo 2 tecniche per ricordare meglio

2 tecniche per ricordare meglio

Migliora la tua memoria con piccoli accorgimenti

Se hai difficoltà a memorizzare quanto studi, esistono strategie semplici ed efficaci per migliorare la tua capacità di apprendimento. In questo articolo scoprirai 2 tecniche per ricordare meglio, basate su principi scientifici e facili da applicare nella tua routine di studio.

1) Studia in posti differenti

Evita di studiare sempre nello stesso luogo e prova a cambiare ambiente di tanto in tanto. Quando apprendi qualcosa, il tuo cervello associa le informazioni al contesto in cui ti trovi: colori, suoni, odori e persino la postura che assumi possono influenzare la memoria.

Se ripeti sempre nello stesso posto, potresti avere difficoltà a ricordare le informazioni in un contesto diverso, come durante un esame. Per questo motivo, studiare in ambienti variabili aiuta il cervello a dissociare il ricordo dall’ambiente, rendendolo più accessibile in qualsiasi situazione.

Prova a ripassare in luoghi diversi, come la biblioteca, un bar tranquillo o una stanza differente della tua casa. Così facendo, sarai in grado di ricordare meglio le informazioni indipendentemente dal contesto.

2) Fai attività fisica

L’attività fisica non giova solo alla forma fisica, ma ha anche effetti positivi sulle capacità cognitive. Il segreto risiede nell’ippocampo, una regione del cervello fondamentale per consolidare i ricordi e trasferire le informazioni dalla memoria a breve termine a quella a lungo termine.

Diversi studi dimostrano che l’esercizio fisico stimola la neurogenesi, ovvero la nascita di nuovi neuroni. Tuttavia, questi neuroni sono molto vulnerabili nei primi giorni e rischiano di non sopravvivere se non vengono stimolati. L’attività fisica aiuta a rafforzarli, migliorando così la capacità di apprendimento e memorizzazione.

Anche una semplice camminata quotidiana o una sessione di allenamento moderato possono fare la differenza, aumentando la concentrazione e facilitando il recupero delle informazioni studiate.

Conclusione

Applicare queste 2 tecniche per ricordare meglio può fare la differenza nel tuo percorso di apprendimento. Alternare gli ambienti di studio e mantenersi attivi fisicamente sono strategie semplici ma efficaci per migliorare la memoria e affrontare lo studio con maggiore sicurezza. Provale e scopri come possono aiutarti a ottenere risultati migliori senza stress!

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