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CrossFit: Dolori articolari e infiammazioni

uomo dolore gomito per articolo CrossFit: Dolori articolari e infiammazioni? Ecco come gestirli con la dieta

CrossFit: dolori articolari e infiammazioni

CrossFit: Dolori articolari e infiammazioni? Ecco come gestirli con la dieta e l’integrazione

Se fai CrossFit da un po’, sai bene che qualche acciacco fa parte del gioco. Ginocchia che scricchiolano dopo gli squat, spalle che si fanno sentire dopo un ciclo di snatch, polsi doloranti dopo un WOD pieno di muscle-up… insomma, il pacchetto completo. Ma se i dolori articolari e l’infiammazione diventano un problema costante, forse è il caso di guardare anche a quello che metti nel piatto.

Una corretta alimentazione può fare la differenza nel mantenere articolazioni sane e ridurre l’infiammazione cronica. Vediamo insieme quali alimenti possono aiutarti a recuperare meglio e a prevenire quei fastidi che ti impediscono di dare il massimo negli allenamenti.

Perché il CrossFit può causare infiammazione e dolori articolari?

Il CrossFit è uno sport ad alta intensità, e questo significa:

  • Stress articolare costante dovuto a movimenti ripetitivi e carichi elevati

  • Microlesioni muscolari non sono proprie del CrossFit, ma di tutti gli sport “fatti bene”. Ad ogni modo il corpo deve riparare queste microlesioni dopo ogni sessione

  • Possibili squilibri tra infiammazione e recupero, soprattutto se la dieta non ti fornisce tutto quello che ti serve per recuperare

Non vedere l’infiammazione come qualcosa di sempre negativo. E’ una risposta naturale del corpo per riparare i tessuti danneggiati e serve a tante altre cose, come combattere le infezioni. Il problema nasce quando l’infiammazione diventa cronica, portando a dolori persistenti, rigidità articolare e maggiore rischio di infortuni.

Alimenti che riducono l’infiammazione e proteggono le articolazioni

1. Omega-3: il miglior alleato contro l’infiammazione

Gli omega-3 sono grassi essenziali che aiutano a bilanciare l’infiammazione nel corpo. Studi dimostrano che un buon apporto di omega-3 riduce i dolori articolari e migliora il recupero muscolare.

Dove si trovano?

  • Salmone, sgombro, tonno, sardine. Pesce grasso in generale

  • Semi di lino, semi di chia

  • Noci

  • Olio di pesce (usando integratori di qualità)

2. Curcuma e zenzero: gli antinfiammatori naturali

Queste due spezie hanno proprietà antinfiammatorie potenti grazie ai loro principi attivi (curcumina e gingerolo). Aggiungile alle tue pietanze o usale come infuso o tisana. Esistono anche validi integratori se non riesci proprio a usarle come alimenti. 

3. Frutta e verdura ricche di antiossidanti

Gli antiossidanti contrastano lo stress ossidativo, un altro fattore che contribuisce all’infiammazione cronica.

Le migliori scelte?

  • Frutti di bosco (mirtilli, lamponi, more)

  • Arance e agrumi (ricchi di vitamina C, utile per la sintesi del collagene)

  • Verdure a foglia verde (spinaci, cavolo riccio, bietole)

  • Erbe aromatiche mediterranee come rosmarino, salvia, basilico, maggiorana

In linea di massima introduci verdura e frutta ogni giorno scegliendole di più colori diversi possibile. In questo modo fai il pieno di preziosi micronutrienti utili sia per il benessere che per ridurre l’infiammazione.

4. Proteine di qualità per il recupero

Le proteine sono fondamentali per riparare i tessuti e mantenere la salute delle articolazioni. Opta per fonti di alta qualità:

  • Carne tutta purchè di buona qualità

  • Uova di casa o “0”

  • Pesce tutta purchè di buona qualità

  • Latticini (se non danno fastidio)

  • Legumi e tofu per alternative vegetali (meglio se abbinati a EAA).

Cerca di non andare sotto i 1,5 g/kg peso corporeo di proteine

5. Olio extravergine d’oliva: il grasso buono per le articolazioni

L’olio EVO è ricco di polifenoli, che hanno proprietà antinfiammatorie e protettive per le articolazioni. Usa uno commerciale per la cottura e la cucina di tutti i giorni. Usa uno di alta qualità e magari non filtrato solo a crudo per un extra di condimento. Tanto fai CrossFit, i grassi non sono un problema!

6. Acqua e idratazione: il segreto sottovalutato

Il liquido sinoviale, che lubrifica le articolazioni, ha bisogno di un’adeguata idratazione per funzionare bene. Bere poco può aumentare l’attrito tra le articolazioni e peggiorare i dolori.

Obiettivo: punta a 2,5-3 litri d’acqua al giorno, dopodichè regolati in base al colore delle urine. Il colore non dev’essere né trasparente e nè scuro. Giallo chiaro o paglierino è l’optimum.

Alimenti da evitare per ridurre l’infiammazione

Alcuni cibi favoriscono l’infiammazione e possono peggiorare i dolori articolari. Ecco cosa limitare:

Zuccheri e carboidrati raffinati

Dolci, bibite zuccherate, marmellata e creme varie possono aumentare lo stress ossidativo e l’infiammazione anche a livello gastrointestinale. Tuttavia NON escluderle del tutto dalla tua alimentazione: se inseriti in maniera studiata questi alimenti possono darti una grossa mano nel recupero dagli allenamenti.

Grassi trans e oli vegetali raffinati

Evita margarine, fast food e prodotti industriali ricchi di oli di mais, girasole e soia raffinati. Sono tutti alimenti ricchi in omega 6 gli omega che favoriscono gli stati infiammatori.

Alcool e fumo

L’alcool in eccesso e il fumo aumentano lo stress ossidativo e compromettono il recupero. Tuttavia l’uso di queste sostanze non è così comune nel CrossFit. Il fumo, soprattutto, toglie molto fiato e in questa disciplina ne serve parecchio.

Latticini e glutine (se sei sensibile)

Non tutti devono eliminarli, ma se noti gonfiore o dolori dopo averli consumati, prova a ridurli e valuta se il problema migliora. Potrebbe essere utile evitarli nei giorni o settimane che precedono le gare, però anche qui è da vedere se il beneficio di togliere certi alimenti non viene oscurato dallo stress di non poter godersi una pizza o un buon piatto di pasta.

Integratori utili per proteggere le articolazioni

Se l’alimentazione non basta, alcuni integratori possono darti una mano:

  • Glucosammina e condroitina: supportano la salute delle cartilagini

  • Collagene idrolizzato: aiuta a mantenere elastiche le articolazioni e i legamenti

  • Vitamina D e Magnesio: fondamentali per la salute delle ossa, il recupero muscolare. Il magnesio è anche un blando miorilassante

  • Boswellia e Bromelina: sostanze naturali ad azione antinfiammatoria e analgesica

Conclusione: la strategia vincente per ridurre i dolori articolari

Se vuoi continuare a spingere forte nei WOD senza essere fermato dai dolori articolari, il primo passo è curare maniacalmente la tua tecnica, lavorando sempre pulito non vai mai a sforzare troppo le articolazioni. Il secondo è curare la tua alimentazione e integrazione che possono aiutarti molto per la salute articolare. Punta su cibi anti-infiammatori, evita quelli che peggiorano la situazione e, se necessario, usa i giusti integratori.

 

Ricorda: il CrossFit è un viaggio a lungo termine. Investire sulla tua salute articolare oggi significa poter sollevare di più, correre più veloce e allenarti con costanza anche domani.

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Crossfit: l’importanza della leggerezza

donna co in mano uno shaker per articolo Crossfit: l'importanza della leggerezza

CrossFit: l'importanza della leggerezza

Crossfit: l’importanza della leggerezza nell’integrazione sportiva

Nel mondo del fitness e degli allenamenti ad alta intensità, il Crossfit si distingue come una disciplina che richiede non solo forza e resistenza, ma anche una strategia nutrizionale mirata. Uno degli aspetti più interessanti di questa pratica è proprio la gestione dell’integrazione durante l’allenamento, dove la leggerezza diventa un concetto chiave.

Di solito agli atleti di sala pesi consiglio di sorseggiare uno shaker contenente proteine in polvere e zuccheri semplici durante l’allenamento in modo da stimolare la sintesi proteica e sfruttare l’effetto ”carica” degli zuccheri. Proteine in polvere e miele, Nesquik o il classico zucchero da cucina sono una soluzione economica e facilmente reperibile da tutti. Questa strategia funziona alla grande in un contesto di allenamento dove ci sono lunghe pause tra le serie e il corpo ha il tempo di assimilare e metabolizzare questi nutrienti.

Tuttavia, nel Crossfit, la situazione cambia radicalmente. I WOD (Workout of the Day) sono sempre ad alta intensità con pause nulle o molto brevi, rendendo lo shaker tradizionale controproducente. Fare sit up o burpees con il Nesquik che risale in gola non è proprio il massimo, vero? L’assunzione di una bevanda troppo “pesante” può rappresentare un ostacolo più che un vantaggio.

La soluzione? Alleggerire lo shaker usando aminoacidi essenziali (EAA) al posto delle proteine in polvere e integratori di carboidrati specifici per sport di endurance al posto del Nesquik. Perché? Perché EAA e i carboidrati per sport di endurance sono studiati per:

  • Garantire un rapido assorbimento

  • Minimizzare i disturbi intestinali

  • Fornire energia immediata senza appesantire l’atleta

La leggerezza è questione di efficienza digestiva e performance. Un atleta di Crossfit deve poter contare su un supporto nutrizionale che lo accompagni senza rallentarlo, che lo nutra senza appesantirlo.

Scegliere integratori ottimizzati significa quindi comprendere la specificità del proprio allenamento. Non si tratta di seguire mode o consigli generalizzati, ma di adattare la propria integrazione al tipo di sforzo che si sta affrontando.

 

Nel Crossfit ogni dettaglio conta, che sia la posizione del pollice sulla sbarra o il pianificare correttamente la strategia per affrontare il WOD. In questo la scelta dello shaker da prendere durante l’allenamento non fa eccezione.

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Buccia di limone in polvere

Agrumi messi ad asciugare in forno per articolo Buccia di limone in polvere

Buccia di limone in polvere

Come fare la buccia di limone in polvere in casa: un tocco di gusto e benessere

Hai mai pensato che quelle bucce di limone che solitamente finiscono nella spazzatura potrebbero trasformarsi in un prezioso alleato in cucina? La polvere di buccia di limone rappresenta non solo una soluzione intelligente antispreco, ma anche un concentrato di sapore e benessere che può arricchire la tua sana alimentazione quotidiana.

 

Nella buccia un concentrato di salute

Prima di spiegarti come fare la buccia di limone in polvere, è importante comprendere perché questo ingrediente merita un posto speciale nella tua dieta soprattutto se ti interessa l’alimentazione sana. La buccia degli agrumi contiene una concentrazione sorprendente di sostanze benefiche: flavonoidi come la naringenina e la limonina, potenti antiossidanti naturali che combattono i radicali liberi, una generosa dose di vitamina C che supera quella della polpa, e preziosi oli essenziali ricchi di limonene, noto per le sue proprietà digestive e il suo effetto positivo sull’umore. Preparare la polvere di buccia di limone significa portare tutti questi benefici direttamente nei tuoi piatti e senza costi aggiunti, visto che la buccia di limone, di solito, viene buttata via!

Ingredienti e strumenti necessari

Per preparare una perfetta polvere di limone avrai bisogno di:

  • Limoni biologici non trattati (fondamentale per evitare residui di pesticidi)

  • Un pelapatate affilato o un coltello tagliente

  • Un forno tradizionale o un essiccatore

  • Un macinino per spezie o un frullatore potente

  • Barattoli in vetro con chiusura ermetica per la conservazione

Procedimento passo dopo passo

  1. Preparazione delle bucce

    • Lava accuratamente i limoni con acqua tiepida e asciugali bene

    • Pela sottilmente la parte gialla della buccia, evitando la parte bianca amara (qualcosa rimane sempre, va bene, basta che non sia troppa che poi altera il gusto)

    • Disponi le scorze su una teglia rivestita di carta forno, senza sovrapporle

  2. Essiccazione

    • Preriscalda il forno a 50°C (se usi l’essiccatore, segui le istruzioni del produttore)

    • Inserisci la teglia e lascia la porta del forno leggermente aperta

    • L’essiccazione richiederà circa 2-3 ore: le bucce saranno pronte quando risulteranno completamente secche e friabili e avranno assunto un colore più scuro.

  3. Polverizzazione

    • Lascia raffreddare completamente le bucce essiccate

    • Trasferiscile nel macinino e riducile in polvere fine (occhio! L’aroma sprigionato potrebbe inebriarti!)

    • Setaccia con un colino per rimuovere i pezzi più grossolani. I pezzi grossolani puoi tritarli nuovamente, tuttavia non ne vale la pena: fai prima ad usarli come profumatori per armadi e cassetti

Errori da evitare

  • Non includere troppa parte bianca della buccia (albedo) che è piuttosto amara 

  • Non essiccare le bucce a temperatura troppo alta cosa che andrebbe ad alterare il sapore e a danneggiare le sostanze benefiche

  • Non conservare la polvere in luoghi umidi o alla luce diretta per evitare la formazione di muffe e la fotossidazione

  • Non utilizzare limoni non biologici o trattati. I pesticidi non fanno bene alla salute

 
Utilizzi creativi della buccia di limone in polvere

In cucina

  • Tisane aromatiche: Aggiungi un cucchiaino di buccia di limone in polvere in una tazza di acqua calda insieme a un po’ di miele e zenzero fresco. È una bevanda perfetta per le serate fredde, con un effetto calmante e digestivo. Per le serate calde, invece, prova la tisana di limone e liquirizia

  • Hummus plus: aggiungi un cucchiaino di polvere di limone nel tuo hummus per renderlo ancora più limonoso

  • Marinature: Mescola la polvere di limone con olio extravergine di oliva, aglio tritato e rosmarino per creare una marinata fresca e profumata. Ottima per pollo, tacchino o pesce bianco

  • Dolci: Arricchisci impasti per biscotti, torte e creme con un tocco agrumato naturale

Varianti con altri agrumi

La tecnica di preparazione della buccia di limone in polvere può essere applicata anche ad altri agrumi, ognuno con le sue peculiarità:

  • Arancia: più dolce e delicata, perfetta per tisane o per “rafforzare” il sapore della marmellata d’arancia

  • Mandarino: dolce e particolare, ottima per dessert o per insaporire yogurt e ricotta

  • Pompelmo: amarognola e complessa, interessante per piatti più particolari

In breve

Preparare la buccia di limone in polvere in casa rappresenta un perfetto esempio di come unire strategie antispreco e sana alimentazione. Il limone in polvere non solo arricchisce le tue preparazioni, ma porta con sé preziosi benefici per la salute. Sperimenta con diversi agrumi per scoprire nuove combinazioni di sapori e arricchire la tua cucina con un tocco di creatività e benessere.

Conservazione: in un vasetto di vetro ben chiuso, al riparo da luce e umidità, la polvere di limone si conserva a lungo, anche mesi, mantenendo intatto il suo aroma e le sue proprietà benefiche. Tuttavia sono certo che troverai così buona la buccia di limone in polvere che il vasetto durerà più di qualche giorno!

 

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Scalare nel CrossFit

uomo anelli per articolo Scalare nel CrossFit

Scalare nel CrossFit

Scalare nel CrossFit: Adatta l’Allenamento alle Tue Esigenze

Quando ho iniziato con il CrossFit, mi sono subito reso conto che alcuni esercizi erano davvero impegnativi e fuori dalla mia portata. Poi ho scoperto il concetto di “scalare” gli esercizi, e tutto è diventato più accessibile e divertente.

Cosa vuol dire Scalare nel CrossFit?

In parole semplici, scalare significa adattare un esercizio o un workout alle proprie capacità e livello di fitness. Questo può voler dire ridurre il peso, diminuire il numero di ripetizioni o sostituire un movimento con uno più semplice, ma simile. Ad esempio, se non riesci a sollevare un bilanciere di 50kg, puoi scalare il peso a 40 o 30 kg. Se i “toes to bar” (da appesi alla sbarra oscillare e toccarla con i piedi) sono troppo impegnativi, puoi optare per i “knee to chest” (da appesi alla sbarra oscillare e portare le ginocchia al petto).

Perché Scalare è Importante?

Il bello del CrossFit è che è per tutti, indipendentemente dall’età o dal livello di forma fisica. Scalare gli esercizi permette di:

  • Allenarsi in modo sicuro ed efficace, prevenendo infortuni.

  • Mantenere la giusta intensità, che è fondamentale per migliorare.

  • Progredire gradualmente, migliorando forza, resistenza e tecnica fino a eseguire gli esercizi nella loro forma originale.

Scalare non significa fare di meno: significa fare il giusto per il tuo livello attuale, rispettando il corpo e i suoi limiti.

Come Scalare gli Esercizi?

Ecco alcuni modi comuni per scalare gli esercizi nel CrossFit:

1. Ridurre il Peso

Se un workout prevede carichi troppo pesanti per te, diminuisci i kg  fino ad un peso che ti permette di mantenere una buona tecnica e di completare le ripetizioni previste. Metti da parte l’ego: sollevare troppo peso senza controllo non ti rende il più figo del box, anzi, rischi di farti male e di compromettere salute e progressi. 

2. Modificare il Movimento

Se un esercizio è troppo complesso, puoi sostituirlo con una variante più semplice, ma che coinvolge gli stessi muscoli e skill simili. Ad esempio:

  • Le flessioni in verticale sono troppo difficili? Prova con i pike push up o appoggia le gambe e ginocchia su un box.

  • Non riesci a fare pull-up? I pull-up sono un esercizio in cui ti sollevi appendendoti a una barra, utilizzando la forza delle braccia e della schiena per portare il mento sopra la sbarra. Usa un elastico per assistenza (aggancia un elastico resistente alla sbarra e posizionaci il piede per aiutarti a sollevarti) o prova i ring row (afferra gli anelli, inclina il corpo indietro con i piedi a terra e tira il petto verso gli anelli mantenendo il core attivo).

3. Diminuire le Ripetizioni o aumentare il Tempo

Se un workout richiede molte ripetizioni o è a tempo, riduci il numero di ripetizioni o la durata per adattarlo al tuo livello. I WOD chiamati EMOM (Every Minute on the Minute) prevedono di fare un tipo di esercizio per un certo numero di ripetizioni in un minuto, per poi passare al minuto successivo con un altro esercizio e altre ripetizioni. Il tutto si ripete per un tempo prestabilito. Ad esempio, se un EMOM prevede 15 burpees in un minuto e 25 air squat nell’altro, il tutto per 20 minuti, ma non riesci a tenere questi numeri, riduci le ripetizioni (es, 10 burpees, 18 air squat). Non ha alcun senso fare 3 giri (3 minuti) e poi fermarsi perché cotti: è molto meglio scalare, riducendo le ripetizioni, ma lavorare per tutti i 20 minuti previsti.

Altri WOD prevedono, invece, di fare una serie di esercizi all’interno di un tempo prestabilito, ad esempio, 20 minuti. Ma se non riesci a chiudere il WOD in 20 minuti, non c’è nulla di male nel darsi del tempo extra, magari anche solo 5 minuti. Nel tempo migliorerai i tuoi tempi fino a concludere il WOD nei tempi originari.

Conclusione

Non c’è nulla di male nel scalare gli esercizi; anzi, è una pratica intelligente che ti permette di progredire in sicurezza e di goderti al massimo ogni sessione di allenamento. L’obiettivo è migliorare un passo alla volta, ascoltando il tuo corpo e rispettando i tuoi limiti.

 

Ricorda, il CrossFit è un viaggio personale: non importa dove inizi, ma come progredisci nel tempo. Dai il massimo, divertiti e continua a sfidare te stesso!

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Come reinventare la pasta al pomodoro

Immagine di penne al pomodoro per l'articolo Come reinventare la pasta al pomodoro

Come reinventare la pasta al pomodoro

La pasta al pomodoro con una spolverata di parmigiano è uno di quei piatti che tutti conoscono e amano. Un vero classico della cucina italiana, semplice, veloce e capace di mettere d’accordo grandi e piccini. 

È la soluzione ideale quando hai poco tempo ma non vuoi rinunciare a un pasto gustoso e soddisfacente. Non a caso, è anche il piatto per eccellenza delle diete equilibrate: leggero, nutriente e facile da inserire in qualsiasi piano alimentare. Tuttavia, per quanto sia un’icona intramontabile, anche i grandi classici diventano monotoni se ripetuti troppo spesso.

E allora perché non darle una rinfrescata con qualche variante facile e veloce? In questo articolo su come reinventare la pasta al pomodoro, scoprirai come trasformare la tua solita pasta al pomodoro in un piatto sempre nuovo, perfetto anche quando sei di fretta o hai pochi ingredienti in casa. 

Le ricette sono suddivise in tre categorie:

  • Plug & Play: dove basta aggiungere uno o due sapori extra e ci sei.

  • Con verdure (a a minimo sforzo): dove unisci il contorno di verdure alla pasta senza perdere tempo.

  • Primo e secondo insieme: per un piatto unico completo in pochi minuti.

Quelle proposte sono tutte ricette facili con la pasta. Non richiedono grandi abilità in cucina e sono pronte in meno di 20 minuti (compreso il tempo per preparare la classica pasta al pomodoro, non in aggiunta!). Fidati, da oggi in avanti, la pasta al pomodoro avrà sempre un gusto nuovo!


Varianti “Plug & Play”: da 1 a 3 ingredienti per cambiare tutto

Queste varianti sono perfette per chi cerca una soluzione veloce per dare nuova vita alla pasta al pomodoro senza complicazioni:

  • All’arrabbiata: aggiungi un pizzico di peperoncino fresco o secco mentre soffriggi l’aglio. Poi aggiungi la passata di pomodoro. Più facile di così non si può!

  • Con olive nere o verdi: unisci una manciata di olive denocciolate al sugo di pomodoro. Le olive aggiungono una nota sapida e mediterranea senza alterare i valori nutrizionali.

  • Con acciughe: sciogli alcuni filetti di acciughe sott’olio in una padella con olio caldo e aglio (facoltativo). Aggiungi la passata di pomodoro e fai amalgamare i sapori per qualche minuto per ottenere un gusto deciso e ricco di umami.

  • Con ‘nduja: sciogli un cucchiaio di ‘nduja nella salsa di pomodoro. Basta così poco per dare un minimo di brio.

  • Con zafferano: aggiungi una bustina di zafferano alla passata di pomodoro per un aroma intenso e un colore vivace.


Con verdure (a minimo sforzo)

Vuoi aggiungere più verdure alla tua dieta senza fatica? Queste varianti sono perfette per aumentare l’apporto di fibre e aumentare la sazietà:

  • Funghi trifolati: soffriggi aglio e olio, aggiungi i funghi surgelati e cuoci fino a quando si ammorbidiscono. Aggiungi la passata di pomodoro e lascia cuocere per qualche minuto.

  • Zucchine a cubetti: taglia le zucchine a cubetti e saltale in padella con aglio e olio. Unisci la salsa di pomodoro e cuoci finché non sono morbide.

  • Melanzane grigliate surgelate: aggiungile direttamente dal freezer al sugo già pronto per un tocco rustico senza fatica.

  • Peperoni a dadini: soffriggi i peperoni con aglio e olio fino a renderli morbidi. Aggiungi la passata e cuoci finché il sugo non si rapprende.

  • Piselli surgelati: aggiungili direttamente al sugo e cuoci per 10-15 minuti. Ottimi per aumentare le fibre e le proteine vegetali.

Le verdure le puoi anche frullare insieme alla salsa di pomodoro, se preferisci una consistenza uniforme. Melanzane, peperoni, cipolla o carote rendono molto bene frullate con il pomodoro.
Se frulli in dosi molto piccole le melanzane e i peperoni, questi saranno in grado di dare un buon aroma alla salsa di pomodoro, ma senza sovrastarne il sapore.


Primo e secondo insieme: un piatto unico completo

Vuoi trasformare la tua pasta in un pasto completo? Aggiungi proteine per creare un piatto equilibrato e saziante:

  • Con ricotta: aggiungi la ricotta al sugo per una consistenza cremosa e leggera.

  • Con tonno in scatola: soffriggi cipolla tritata, unisci il tonno sgocciolato e la passata di pomodoro. .

  • Con mozzarella: aggiungi cubetti di mozzarella al sugo pronto e lascia che si sciolgano leggermente.

  • Con anelli di totano: cuoci gli anelli di totano surgelati con aglio e peperoncino, aggiungi la passata di pomodoro e cuoci per qualche minuto.

  • Con uova: rompi un uovo direttamente nella padella con il sugo e cuoci a fuoco basso fino a ottenere una consistenza cremosa (tipo pasta alla poverella).

Altre idee per primi piatti completi li trovi qui: 12 esempi di primi piatti completi

Considerazioni finali su come reinventare la pasta al pomodoro

Come vedi, basta poco per creare delle varianti della pasta al pomodoro, anche se hai poco tempo da dedicare alla cucina o non hai fatto la spesa. Tutti, infatti, hanno in casa capperi, olive, tonno o verdure dimenticate in frigo, quindi, anche in condizioni di “magra”, puoi variare la tua pasta al pomodoro senza fatica.

Queste varianti sono perfette anche se vivi con persone abitudinarie, che mangerebbero ogni giorno la stessa pasta al pomodoro, mentre a te viene la nausea al solo pensiero. Puoi preparare la stessa base e modificarla solo per te, evitando di fare due cucine diverse e di litigare con chi vuoi bene.

Hai provato queste varianti? Quale preferisci? Raccontaci la tua esperienza nei commenti!

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Mettersi a dieta senza seguire una dieta

donna che regge cartello con aria sconvolta per articolo Mettersi a dieta senza seguire una dieta è possibile

Mettersi a dieta senza seguire una dieta

Mettersi a dieta senza seguire una dieta

Mettersi a dieta senza seguire una dieta può sembrare un controsenso, ma in realtà è un approccio che punta alla semplicità e alla sostenibilità. Le diete tradizionali spesso richiedono tempo, denaro e una notevole dose di impegno, rendendo difficile mantenerle a lungo termine. Tuttavia, migliorare la propria alimentazione è possibile anche senza un piano dettagliato: è sufficiente adottare alcuni semplici accorgimenti per iniziare a prendersi cura di sé.

 

Perché evitare di seguire una dieta tradizionale?

 

Le diete classiche spesso richiedono impegno e dedizione, ma raramente insegnano come gestire l’alimentazione in autonomia. Il loro vero scopo delle diete dovrebbe essere proprio quello di fornire strumenti utili per creare abitudini alimentari sostenibili da adottare da soli. Senza questa componente educativa finale, non conviene iniziare proprio la dieta. Nella maggior parte dei casi, infatti, si abbandona molto presto il percorso e visto che non si sono acquisite le abitudini alimentari si torna alle vecchie abitudini perdendo tutti i risultati ottenuti.

 

Inoltre, molte persone rinunciano all’idea di una dieta perché la percepiscono come un sacrificio insostenibile, specie quando mancano tempo, energie o risorse economiche. Ma aspettare il momento perfetto per iniziare non è sempre la scelta migliore: piccoli passi fatti oggi possono fare la differenza.

 

In questo articolo ti voglio condividere i piccoli passi più utili per affrontare i tre motivi più comuni per cui le persone si rivolgono ad un professionista dalla nutrizione: perdere peso, dieta “per la palestra” e risolvere problemi intestinali.

 

Vuoi perdere peso?

Se il tuo obiettivo è dimagrire, ecco tre semplici strategie:

  1. Inizia i pasti con proteine e verdure. Scegli alimenti come carne magra, pesce, uova, ricotta, yogurt o tofu, accompagnandoli con verdure di stagione. Poi completa il pasto con carboidrati come pane, riso o pasta.

  2. Prova piatti unici. Combina proteine, verdure e carboidrati in un solo piatto (ad esempio, riso con gamberetti e zucchine).

  3. Colazione sana. Se non ami le verdure al mattino, opta per un frutto fresco o un estratto. Evita i succhi di frutta industriali; puoi scoprire perché qui.

Perché funziona?

Consumare proteine e verdure all’inizio dei pasti aumenta la sazietà e riduce il rischio di eccessi con altri alimenti. Le proteine proteggono la massa magra, favorendo la perdita di grasso, mentre le verdure migliorano la digestione e rallentano l’assorbimento dei carboidrati, stabilizzando i livelli di zucchero nel sangue.

 

Vuoi migliorare le prestazioni sportive?

Se ti alleni, ecco due semplici accorgimenti:

  1. Aumenta le porzioni di carboidrati e proteine dopo l’allenamento. Se normalmente mangi 60 g di pasta e 120 g di carne, aumenta a 90 g di pasta e 170 g di carne.

  2. Spuntino post-allenamento. Se il tuo allenamento finisce lontano dai pasti principali, opta per uno spuntino come 30 g di pane e 30 g di affettati magri, o 250 g di frutta fresca con 150 g di yogurt bianco.

Perché funziona?

L’allenamento consuma glicogeno e danneggia le fibre muscolari. I carboidrati ripristinano le riserve energetiche, mentre le proteine stimolano la riparazione muscolare. L’assunzione combinata migliora il recupero e ottimizza le prestazioni nei successivi allenamenti.

 

Vuoi migliorare la salute intestinale?

Per un intestino sano, prova questi accorgimenti:

  1. Riduci gli alimenti industriali. Evita cibi confezionati, preferendo verdure fresche o surgelate al naturale.

  2. Modera latticini e gelati. Consumali massimo due volte a settimana. Scegli yogurt bianco intero come fonte principale di latticini.

  3. Usa spezie e verdure benefiche. Integra curcuma, zenzero, menta, carciofi, zucchine e finocchi nella tua alimentazione.

Perché funziona?

Gli alimenti industriali spesso contengono additivi, zuccheri e conservanti che possono irritare l’intestino. Spezie e verdure specifiche hanno effetti antinfiammatori e migliorano la digestione, riducendo i gonfiori.

 

Conclusione

Mettersi a dieta senza seguire una dieta è possibile: basta adottare piccoli accorgimenti mirati per perdere peso, migliorare nello sport o ridurre i disturbi intestinali. Un’alimentazione più consapevole è il primo passo per il benessere a lungo termine.

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L’uso strategico degli alimenti sgarro negli atleti

immagine di torte per articolo Chi ha paura dei dolci? L'uso strategico degli alimenti "sgarro" negli atleti

Chi ha paura dei dolci? L'uso strategico degli alimenti sgarro negli atleti

I dolci fanno male? Dipende!

Se sei un atleta, probabilmente hai sentito dire che alimenti come pizza, Nutella e gelato dovrebbero essere evitati a tutti i costi. Ma sei davvero sicuro che un corpo capace di staccare 150 kg o di correre 10 km in meno di 50 minuti debba avere paura di un cucchiaio di Nutella? Forse è la Nutella che dovrebbe temere te!

In realtà, l’uso strategico degli alimenti sgarro negli atleti può essere un’arma strategica nell’alimentazione sportiva, in grado di migliorare performance e recupero. Scopriamo perché.

Alimenti “sgarro”: davvero così dannosi?

Nel mondo del fitness e dell’alimentazione sportiva, i dolci e i cibi altamente energetici sono spesso demonizzati. Il problema non è tanto l’alimento in sé, ma il contesto in cui viene inserito. Un atleta che ha un alto dispendio energetico ha esigenze nutrizionali diverse da una persona sedentaria. In alcuni casi, alimenti densi di energia possono risultare più utili rispetto a quelli “sani” e voluminosi.

Densità energetica vs volume del cibo

Gli alimenti tipicamente considerati “sani” tendono ad avere un elevato volume e un basso contenuto calorico. Verdure, cereali integrali e proteine magre sono alimenti “sani” ottimi per la salute, ma quando un atleta deve assumere elevate quantità di nutrienti, questi cibi possono diventare un ostacolo. L’eccessivo volume di cibo può appesantire la digestione e influenzare negativamente la performance.

Per esperienza ad un certo punto si arriva ad un “tappo” con gli alimenti sani. Non si riesce più a salire con le quantità perchè tutto è semplicemente troppo, il sistema digerente è sempre impegnato e l’atleta è “ingolfato” con ripercussioni che ricadono sia sugli allenamenti che nella vita di tutti i giorni.

Ecco che allora entrano in gioco gli alimenti sgarro: forniscono un’elevata quantità di energia in poco volume, senza sovraccaricare il sistema digestivo.

I benefici degli alimenti sgarro negli sportivi

Gli atleti, in particolare quelli che si allenano tutti i giorni o quasi in sport di potenza e resistenza come il CrossFit o la corsa, possono trarre beneficio da cibi ad alta densità calorica. Ecco alcuni vantaggi:

  • Ripristino delle scorte di glicogeno: dopo un allenamento intenso, il corpo necessita di carboidrati per recuperare. Dolci e alimenti ad alto indice glicemico possono accelerare questo processo.

  • Migliore aderenza alla dieta: concedersi strategicamente un alimento sgarro aiuta a mantenere la dieta nel lungo termine, è divertente (riduce lo stress) e favorisce la socialità, aspetto che tende ad essere messo da parte negli atleti che si allenano ogni giorno o quasi.

  • Maggiore apporto calorico senza appesantire: una fetta di pizza o una coppa di gelato forniscono molte calorie in poco spazio, evitando gonfiore e problemi digestivi.

Quali alimenti sgarro scegliere e quando inserirli

Non tutti gli alimenti “sgarro” sono uguali, e il loro utilizzo deve essere contestualizzato. Ecco alcune opzioni e i momenti migliori per inserirle nella dieta:

Alimenti strategici per il recupero e il miglioramento della performance

  • Pizza e focaccia: ottime fonti di carboidrati e grassi, ideali per recuperare dopo un allenamento intenso. Possono essere usati anche frequentemente, in questo caso usa prodotti di alta qualità.

  • Gelato: fonte di zuccheri e proteine (se a base di latte), perfetto dopo l’allenamento. Per un extra di proteine crea una cremina proteica sciogliendo le proteine in polvere nel cioccolato e poi usandola come “topping” sul gelato.

  • Nutella e creme spalmabili: energetiche e appetibili, possono essere utili per aumentare l’apporto calorico nei periodi di ipertrofia. T’assicuro che un post-workout a base di pane e Nutella, oltre ad essere molto buono, causerà invidia e sgomento in spogliatoio.

  • Succhi di frutta e yogurt aromatizzati industriali: pessimi in generale, ottimi in questi casi. Tanti zuccheri ad un prezzo basso e ad un sapore imbattibile. Approfondimenti qui per i succhi di frutta e qui per gli yogurt aromatizzati.

  • Cereali zuccherati e biscotti: ottimi come alternativa più glucidica dei fiocchi di avena per il classico spuntino yogurt greco, miele e fiocchi d’avena che tanti atleti hanno nel piano alimentare.

Quando inserirli nella dieta?

  • Dopo l’allenamento: il momento migliore per consumare carboidrati semplici, dato che vengono rapidamente utilizzati per il recupero.

  • Nei giorni di carico glucidico: se devi aumentare l’apporto energetico e soprattutto di carboidrati, gli alimenti sgarro possono essere un’ottima soluzione.

  • Quando il volume alimentare diventa eccessivo: se mangiare solo cibi sani diventa un problema per la digestione, inserire alimenti più calorici e meno voluminosi può fare la differenza.

Conclusione: chi deve aver paura di cosa?

Se sei un atleta, devi iniziare a vedere il cibo come un amico e mai come un nemico (vabbè, questo tutti, in realtà). Mangiare “troppo sano” può essere un limite se ti impedisce di progredire nei tuoi obiettivi. Lo so che sembra strano, ma è così. L’uso strategico degli alimenti sgarro negli atleti non è tradire la dieta, ma un modo intelligente per ottimizzare la performance e il recupero.

Quindi, la prossima volta che ti freni di fronte ad un pezzo di pizza o ad una vaschetta di gelato pensando a che “forse non dovrei mangiarlo”, ricorda: sono loro a dover avere paura di te, non il contrario.


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Crossfit: Hand stand hold, l’esercizio che sveglia più del caffè​

uomo in piedi a testa in giù sorridente per l'articolo Crossfit: Hand stand hold, l'esercizio che sveglia più del caffè​
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Crossfit: Hand stand hold, l'esercizio che sveglia più del caffè

L’esercizio che sveglia più del caffè: hand stand hold

Da quando ho iniziato Crossfit, uno degli esercizi che mi piace di più è l’Hand Stand Push Up Strict, ossia le flessioni fatte in verticale a testa in giù e con i piedi appoggiati alla parete. Ora, però, sto facendo pratica con una versione ancora più avanzata: l’Hand Stand Hold. Questo esercizio consiste nel mantenere la posizione verticale a testa in giù senza appoggiare i piedi al muro. L’ Hand Stand Hold è propedeutico per imparare a camminare sulle mani, una skill importante nel Crossfit e nell’allenamento funzionale in generale. 

Ora, aldilà di tutto questo, quello che mi ha colpito di più dell’Hand Stand Hold sono gli effetti a livello mentale. Sarà la posizione invertita, l’aumento di sangue al cervello, o magari la quasi certezza di cadere subito dopo aver staccato le gambe dal muro… fatto sta che l’Hand Stand Hold mi attiva tantissimo a livello mentale. Se prima ero uggioso, distratto e incapace di concentrarmi, bastano 2-3 tentativi per sentirmi subito sveglio, sull’attenti, pieno di adrenalina. E la sensazione di attivazione perdura per molto tempo.

Come se avessi preso un caffè, ma in vena.

Un esercizio per tutti? Non proprio, ma ci sono alternative

Ovviamente, l’Hand Stand Hold non è un esercizio adatto a tutti. Non farlo se non sei preparato o non ti senti sicuro: il rischio di farti male c’è. Anche perché non devi metterti per forza a testa in giù per darti una svegliata, anzi. Puoi ottenere la stessa “sferzata di energia” con dei piccoli snack di attività fisica. Cosa sono? Mini-esercizi da un minuto o poco più che puoi fare ovunque. Ti attivano, migliorano la circolazione e ti rimettono subito in pista.

Ecco qualche idea facile e alla portata di tutti:

  • Squat a corpo libero: Ottimi per attivare i muscoli delle gambe e migliorare la circolazione. Bastano una decina di ripetizioni fatte in velocità.

  • Flessioni classiche o al muro: Se le flessioni a terra sono troppo impegnative, inclinati verso un muro, appoggia le mani e fai dei piegamenti.

  • Plank: Anche solo 20-30 secondi aiutano a rafforzare il core e stimolare la mente.

  • Camminata veloce: Fai quattro passi, meglio ancora se all’aperto. Aria fresca e movimento sono un mix imbattibile per riattivarti.

Cosa scegliere: caffè o esercizio?

Magari uno snack di attività fisica ti risparmia il caffè pomeridiano che ti serve per arrivare a fine giornata, ma che ti tiene anche sveglio tutta la notte. Un breve allenamento, invece, ti dà energia naturale, senza effetti collaterali. E, in più ti allena, con tutti i benefici che derivano dall’allenamento (più tono muscolare, migliore circolazione, migliore connessione mente-muscolo). 

Ovvio, un minuto o anche due o tre è poca cosa, ma in una giornata ne puoi fare quanti ne vuoi e li puoi fare tutti i giorni perchè non stancano come un allenamento normale, ma ti danno solo il beneficio di attivarti.

 

In breve, che tu voglia provare l’Hand Stand Hold o semplicemente fare un po’ di squat e flessioni, il risultato è lo stesso: ti senti più concentrato, attivo e, perché no, anche più soddisfatto di aver fatto qualcosa per il tuo corpo e la tua mente.

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Semplice guida alimentare per il dopo le feste

Semplice guida alimentare e non per il dopo le feste

Di seguito trovi uno schema di 3 giorni di “dieta” che ti può aiutare a recuperare dagli eccessi delle festività invernali.


Disclaimer
Questo articolo, così come gli altri articoli presenti sul sito, ha uno scopo puramente didattico e informativo. Gli articoli non rappresentano consigli medici e non si sostituiscono in alcun modo alle figure professionali di competenza. È opportuno richiedere un parere medico prima di iniziare un qualsiasi regime alimentare. L’uso di qualsiasi indicazione è a completa discrezione e responsabilità dell’utente



Primo giorno

3 pasti principali (colazione, pranzo e cena) a base di verdure cotte e crude, poca frutta e olio extravergine di oliva, o olio di cocco, quanto basta per rendere un minimo gustosi i piatti. 

A colazione puoi prendere un frutto, un estratto di verdure fatto in casa oppure dei succhi di verdure commerciali, ma di alta qualità (dev’essere segnato che il succo è ricavato dalla verdura fresca. Evita prodotti con scritto da: “concentrato 100%”). Pranzo e cena a base di verdure crude e cotte condite con un poco di olio evo o olio di cocco. Erbe, spezie e aceto di mele a piacere.



Secondo giorno

Il secondo giorno è uguale al primo giorno, ma con l’aggiunta del volume di 1 palmo della mano senza le dita o ½-¾ di tazza tipo mug di fonti proteiche per pasto (carne, pesce, uova, tofu/tempeh, yogurt, ricotta, formaggi molli magri). 

Le fonti proteiche si intendono pronte per il consumo, quindi, quando si parla di un palmo si parla di un palmo di carne o pesce cotti. Usa la tazza per fonti proteiche molli (yogurt, ricotta) o per le fonti proteiche “amorfe” (macinato, gamberetti, anelli di totano. Cotti ovviamente).

A colazione puoi preparare dello yogurt con dentro un frutto a pezzi oppure della ricotta mantecata con cannella e cacao amaro. Pranzo e cena sempre a base di verdure con l’aggiunta di un piccolo secondo (es, pollo ai ferri, scaloppina di vitello, merluzzo all’acqua pazza, uova strapazzate).



Terzo giorno

Il terzo giorno è uguale al secondo giorno, ma con l’aggiunta del volume di un pugno di fonti di carboidrati integrali per pasto (pane integrale o di segale; fiocchi di avena; cereali in chicco come riso nero o rosso, grano saraceno, farro; legumi come ceci, piselli, fagioli, lenticchie). Anche in questo caso si considerano gli alimenti pronti per il consumo. 

Per quanto riguarda i pasti puoi riprendere quelli del secondo giorno adattandoli alle nuove indicazioni. A colazione, ad esempio, puoi aggiungere dei fiocchi di avena allo yogurt con la frutta oppure puoi spalmare la ricotta mantecata con cacao e cannella su del pane integrale tostato. Pranzo e cena puoi farli come il secondo giorno aggiungendo solo dei legumi (anche pronti da barattolo, basta sciacquare molto bene) o del pane di segale. Se, invece, hai voglia di cucinare qualcosa di diverso, puoi cucinare pasta integrale condita con un ragù a base di macinato e salsa di pomodoro oppure puoi preparare del grano saraceno con gamberetti e zucchine.



Spuntini nei 3 giorni di “dieta”

Se a metà mattina o metà pomeriggio hai fame bevi 1-2 tisane e attendi un attimo. Se la fame passa bene, se non passa prendi 1-2 cucchiai o una manciata di frutta secca (noci, nocciole, anacardi, mandorle), cioccolato molto fondente (dal 75% in su), cocco (rapè, burro di). Puoi fare un mix delle varie fonti. 

Per la cioccolata non farti pensieri, lo so che è poco comune misurare la cioccolata in cucchiai, ma considera che 2 cucchiai corrispondono a una fila di quadretti o quadrettoni di una tavoletta di cioccolata.

Misurare la cioccolata in cucchiai è utile perché spesso consiglio di preparare un barattolino con un mix di questi alimenti da cui pescare, appunto, con il cucchiaio. Mix sempre molto apprezzati sono nocciole e cioccolato molto fondente oppure mandorle e cocco rapè.

Se vuoi, puoi usare anche le creme di frutta secca al 100% come burro di arachidi, crema di nocciola o di mandorle al 100% al posto della frutta secca intera.



Dal quarto giorno in poi torna alla tua alimentazione abituale.



Nota 1

Non è necessario fare tutti e 3 i giorni di “dieta”: se non ci si sente poi così pieni e ingolfati, basta fare solo il primo giorno e poi tornare all’alimentazione abituale. Addirittura, puoi seguire solo il primo giorno semplificato, ossia fare colazione e pranzo come il primo giorno (verdure + poco condimento), ma fare la cena come il terzo giorno (porzione di carboidrati integrali + porzione di proteine + verdure + poco condimento).



Nota 2 

Per quanto riguarda le verdure preferisci quelle amarognole (radicchio, rucola, scarola, cicoria, carciofi) o quelle della famiglia delle crucifere (broccoli, cavoli, cavolo verza, cappuccio, ravanelli, rucola). Se le verdure amare sono troppo amare preparale insieme alle carote e/o alla cipolla che sono naturalmente dolci e vanno quindi a mitigare l’amaro. Qualche altro spunto al riguardo lo puoi trovare in questo articolo


Le verdure amare aiutano a resettare un palato ormai abituato ai sapori dolci e zuccherini dei tipici alimenti festivi. Riabituare il palato a sapori più amari riduce il desiderio per gli alimenti dolci e, di conseguenza, aiuta a limitare il consumo di zuccheri semplici nelle settimane e nei mesi a venire. Riabituare il palato è abbastanza facile e non richiede troppi sforzi. Se non mi credi, prova a domandare ai tuoi conoscenti che sono passati dal zuccherare il caffè a prenderlo amaro. A parte qualche minimo disagio iniziale, è probabile che si saranno abituati rapidamente a bere il caffè nero. Non solo, è anche probabile che ora trovino il caffè zuccherato troppo dolce, fin quasi cattivo.


Le verdure amare e le crucifere aiutano a detossificare l’organismo perché stimolano gli organi deputati a questo lavoro come, ad esempio, il fegato (in inglese si dice che “liver love bitter” ossia “il fegato ama l’amaro”, mica per niente) e apportano preziosi fitonutrienti.

Cucina le verdure con olio evo, olio di cocco o un buon burro di malga in quando gli olii e i grassi cotti stimolano la cistifellea a svuotarsi della bile. La bile è un liquido prodotto dal fegato che ha una funzione digestiva (aiuta ad assorbire grassi e vitamine liposolubili) e ha una funzione detossificante (nella bile si trovano tutte le sostanze di scarto che non possiamo eliminare tramite le urine).


Per concludere la carrellata di verdure è importante citare il finocchio e il sedano, due vegetali molto utili in questo periodo dell’anno. Il primo è utile per le sue proprietà digestive e antifermentanti, il secondo perché è ricco di iodio, minerale che aiuta a tenere alto il proprio tono umorale, magari un minimo “giù” dagli eccessi dei giorni festivi.


Ad ogni modo, non devi per forza consumare tutte le verdure elencate. Che l’ampia varietà di scelta ti aiuti a selezionare quelle che più apprezzi, evita di consumare verdure che ti fanno schifo solo perché “fanno bene”. Se ti fanno proprio schifo, bene non ti fanno.


Di seguito giusto tre esempi di ricette da usare come spunto: 

Antipasto: Finocchio crudo, arancia, melograno

Contorno: Radicchio cotto in padella con olio e cipolla

Piatto principale: Vellutata di cavolfiore e carote



Avanzi di panettoni / pandori / torroni / dolci vari

Per quanto riguarda gli avanzi di dolci natalizi il consiglio è quello di evitare di smangiucchiarli giorno dopo giorno, ma di decidere 2-3 momenti durante la settimana dove consumarne in buona quantità (ad esempio, mercoledì a colazione, sabato sera a cena e domenica a colazione).

A livello mentale è molto meglio “sapere già” quando mangiarli e quando no, invece di entrare in cucina, vederli e cominciare uno struggle interno dove la mente fa un tira e molla tra: “dai, solo un pezzettino” e: “meglio di no, sai che non ti fermerai mai a solo un pezzettino”. 

A livello di piacere è molto meglio togliersi la soddisfazione di godersi una bella fetta di panettone in un unico pasto, piuttosto che suddividere la stessa fetta in 7 o più pezzettini di sbocconcellare lungo la settimana, stuzzicando, ma mai appagando, il proprio desiderio.



Attività fisica

Falla, semplicemente falla, non importa quanta poca esperienza di allenamento hai, l’importante è che cominci (o continui, se già lo fai) a muovere il tuo corpo.


Se la tua esperienza di allenamento è molto bassa limitati alla classica passeggiata dove, ogni tanto e per pochi minuti (anche solo uno), ti “sfidi” ad aumentare il passo mantenendolo ad un ritmo che ti faccia sentire un minimo a disagio e che ti faccia battere il cuore e respirare più forte e velocemente. Già questo fa tanto sia per recuperare dagli eccessi festivi, che per la salute.


Se hai un minimo di esperienza di allenamento in più puoi fare i classici circuiti di esercizi a corpo libero (squat, piegamenti sulle braccia, plank, tanto per rimanere sul classico). In un’ottica di “riprendersi” dagli eccessi festivi, puoi fare 1-2 circuiti in cui arrivi a sentire il bruciore muscolare (fai il massimo di ripetizioni possibili – per il plank mantieni la posizione – per 30-45 secondi. Rifiata tra un circuito e l’altro) per poi concludere il tutto con una bella passeggiata di 20-40 minuti a passo svelto.


L’ideale, tuttavia, è iniziare a praticare un’attività fisica strutturata vera e propria. In palestra seguiti da un personal trainer oppure uno sport/corso vero e proprio sempre seguiti da un istruttore/maestro. Va contro i miei interessi dirlo, ma in molti casi quello che fa la differenza, in termini di benessere e forma fisica, non è tanto la dieta “dieta” (schema con grammature e alimenti precisi) quanto iniziare un’attività fisica fatta per bene. Dove, per fatta per bene, significa che c’è qualcuno di esperto (personal trainer o un istruttore) che ti corregge le posizioni, ti aiuta a muoverti in sicurezza e ti sprona ad andare avanti.


Lato alimentare spesso basta un po’ di educazione alimentare, ossia imparare cosa e quali sono i macronutrienti, che effetto fanno, dove si trovano negli alimenti e come combinare gli alimenti in pasti che siano facili da preparare, piacevoli al palato e ampiamente personalizzabili. Ecco, ora vado verso i miei interessi, visto che l’approccio di educazione alimentare è quello che uso normalmente e quello che regala più soddisfazioni alle persone che si affidano a me.

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Cene di Natale: Survival Guide

Donna affranta all'idea di andare all'ennesima cena di Natale

Cene di Natale: Survival Guide

In questi ultimi giorni molte persone mi stanno chiedendo come regolarsi con le cene di Natale, ossia con le cene che si fanno con i colleghi, con gli amici e con i compagni di scuola o di palestra poco prima delle festività Natalizie.

Dicembre è appena iniziato eppure sono certo che anche tu hai già partecipato ad almeno una di queste cene e, sicuramente, ne avrai altre ancora in programma. Se poi hai un partner e dei figli il numero delle cene sociali aumenta vertiginosamente e da qui, a Natale, la strada è ancora lunga…

Per questo motivo voglio mostrarti quali strategie adottare per vivere queste cene nel migliore dei modi, in modo da trarne il massimo beneficio – soprattutto in termini di svago e socialità – ma riducendo al minimo i temuti effetti collaterali, come gonfiore, aumento di peso e malessere generalizzato.

L’articolo ti mostrerà le strategie in maniera diretta, senza scendere troppo nei dettagli sul perché le strategie funzionano. Tuttavia, se questi aspetti ti interessano, puoi contattarmi in privato e sarò lieto di spiegarti tutto.

Le strategie sono suddivise in tre aree differenti in modo da coprire (quasi) ogni aspetto.

  • Alimentazione e integrazione peri-cena (ossia poco prima e poco dopo)

  • Alimentazione negli altri giorni

  • Movimento


Ultima cosa prima di iniziare: quelle che leggerai sono indicazioni a scopo puramente divulgativo e informativo e non intendono in alcun modo sostituirsi ad un consulto professionale. Prima di fare qualsiasi modifica alla tua dieta o al tuo stile di vita consulta il tuo medico curante. 


Alimentazione peri-cena: Prima di cena

  • Nel pomeriggio cerca di bere molta acqua (anche in forma di tisana) in modo da idratarti fornendo, così, la base per la produzione di succhi digestivi.

  • 1-2 ore prima di cena fai uno spuntino a base di verdure e proteine in polvere (per ricordarti, fai questo spuntino giusto prima di iniziare a prepararti). In pratica puoi mangiare giusto una carota, un po’ di finocchio o della verdura cotta e, a parte, prendere un piccolo shaker di proteine in polvere (bastano 15-20 g. Quantità piccole che puoi anche sciogliere in una tazza di acqua o latte vegetale senza dover usare per forza uno shaker). 
    Proteine e verdure tolgono la fame da “nutrimento” in modo che a cena, tu possa mangiare per gusto e piacere, senza strafogarti solo perché non ci vedi più dalla fame (quando mai queste cene cominciano davvero in orario?). Le proteine e le fibre, inoltre, rallentano l’assorbimento dei carboidrati aiutando a tenere a bada i temuti picchi glicemici.

Alimentazione peri-cena: Dopo cena

  • Dopo cena prendi un paio di capsule di enzimi digestivi. Gli enzimi digestivi si “sobbarcano” parte del lavoro dell’apparato digerente, facendoti digerire più velocemente. In questo modo puoi dormire con serenità e svegliarti il giorno dopo senza l’odiosa sensazione di sentirti ancora pieno e “ingolfato”. Alcuni gonfiori – non solo sul corpo, ma anche sul volto e attorno agli occhi – possono essere dovuti ad un accumulo di metaboliti che non sono stati espulsi dal tuo organismo proprio perché era troppo impegnato a gestire e smaltire la cena. Gli enzimi digestivi, togliendo lavoro digestivo, facilitano indirettamento lo smaltimento dei metaboliti aiutandoti, così, anche a livello estetico.


Alimentazione peri-cena: Colazione del giorno successivo

  • Se il giorno dopo non hai fame non fare per forza colazione. Limitati a bere tanti liquidi (acqua, tè, tisane) con un pizzico di sale marino integrale e del succo di limone. Liquidi, sali e limone, reidratandoti e riequilibrando il pH gastrico, aiutano il tuo organismo a riprendersi dagli eccessi. Se, invece, senti fame ai liquidi aggiungi una manciata di frutta secca e un frutto fresco in modo da fornire nutrimento al tuo organismo, ma senza sovraccaricarlo troppo.


Movimento: Prima di cena

  • Se di norma ti alleni, durante la giornata fai semplicemente il tuo classico allenamento senza aggiungere nulla di più. Se, invece, non hai pratica di palestra e di esercizi, il pomeriggio cerca di fare almeno una passeggiata a passo svelto, oppure, ancora meglio, fai un piccolo circuito di esercizi a corpo libero come, ad esempio, Air Squat, Lunges e Push Up. L’attività fisica prima dei pasti aiuta a dirottare i nutrienti all’interno del tessuto muscolare, sottraendoli al tessuto adiposo.


Movimento: Dopo cena

  • Dopo cena fai una breve passeggiata digestiva. Cammina con calma, non fa bene “fare le corse” subito dopo mangiato. Lo scopo della passeggiata è quello di mettere in movimento il sangue (se hai bevuto alcolici più il sangue scorre meglio, più velocemente l’alcool viene metabolizzato) e massaggiare gli organi intestinali grazie al movimento ritmico della camminata (massaggiare facilita i movimenti peristaltici digestivi).


Alimentazione negli altri giorni

Nei giorni che intercorrono tra le cene sociali non ci sono cose particolari da fare anzi, non si deve fare nulla di diverso rispetto al seguire la classica alimentazione sana.
Evita i digiuni e i salti dei pasti senza criterio, evita di ridurre all’osso le porzioni o di mangiare tutto sciapo e scondito. Spesso si fa così quasi come modo per punirsi e risolvere il senso di colpa generato dall’aver “sgarrato” o “esagerato” durante le cene. Ma non serve a nulla: 1) non esiste il peccato nel cibo; 2) limitare e punirti non farà altro che aumentare il rischio di abusare e mangiare in eccesso alla prossima occasione; 3) t’assicuro che, in termini di peso e di forma fisica, mangiare poco, sciapo e cattivo non da’ alcun risultato degno di nota.
Di seguito vedrai 2 tipologie di piatti sani – il Piatto 1, più ricco di carboidrati e il Piatto 2, più ricco di proteine – che puoi usare come spunto per impostare i tuoi pranzi e cene.
Non è necessario alternare Piatto 1 e Piatto 2 tra pranzo e cena. Se preferisci i carboidrati scegli più spesso (ma non sempre) il Piatto 1, viceversa, se preferisci le proteine, scegli più spesso (ma non sempre) il Piatto 2. 

Per quanto riguarda le quantità anche qui non c’è bisogno di farla tanto lunga, cerca solo di fare in modo che il tuo pasto rimanga all’interno di un piatto piano regolandoti in eccesso (un pochino più di un piatto piano) o in difetto (un pochino in meno di un piatto piano) in base al tuo fisico e ai livelli di fame percepita.

 

  • Piatto 1: Cereali integrali con condimento di legumi o verdure, meglio se in formato crema. Piccole quantità di formaggio o affettati per insaporire e bilanciare l’apporto proteico.

Es. Grano saraceno con crema di broccoli (mentre cucini il grano saraceno taglia a piccoli pezzi il broccolo e cucinalo in un pentolino alto con acqua salata. Quando è morbido frullalo con il minipimer. Salta il grano saraceno e la crema di broccoli in padella con un po’ di olio di oliva. Pancetta o speck rosolato in padella a piacere per insaporire).
Riso integrale (parboiled, che si cucina prima) con crema di lenticchie rosse (intanto che il riso si cucina lava le lenticchie e cucinale con un rapporto 1:3 con l’acqua. Una volta cotte, sala, aggiungi l’olio e mescola in modo da formare una crema – si spappolano da sole senza fatica – che userai per condire il riso. Formaggio grattugiato a piacere per insaporire).


  • Piatto 2: carne e pesce preferibilmente, ma non esclusivamente, magro cotto in maniera semplice. Come carboidrati pane giusto per aiutarti “a tirare su”, 2-3 cucchiai di polenta o 1 patata.

Es. Scaloppina di pollo al limone con pane per scarpetta (infarina il pollo, cucinalo in una padella calda con olio fino a che non si indora, abbassa la fiamma, aggiungi sale e limone e prosegui la cottura finché si forma una salsina).
Merluzzo all’acqua pazza (in una padella cucina con l’olio pomodorini o pomodori a tocchetti insieme ad una patata e ad un po’ di cipolla o aglio. Quando il pomodoro comincia a fare acqua aggiungi il merluzzo e prosegui la cottura fino a che le patate non si sono ammorbidite e il merluzzo non si sfalda o quasi. Regola di sale e spezie preferite. Aggiungi olive nere o capperi se graditi).


  • Al Piatto 1 e al Piatto 2 aggiungi delle Verdure come contorno.
    Preferisci (ma non ti limitare a) verdure amare come radicchio, cardo e carciofi in quanto contengono nutrienti che supportano il lavoro detossificante del fegato. Per questo scopo sono ottime anche le verdure della famiglia delle crucifere come cavolfiori, broccoli e verze. Consumale cotte o crude a seconda del tipo di verdura e dei tuoi gusti personali. Come cotture alterna la cottura al vapore, trifolate e al forno. Per favore, non mangiare solo verdure bollite nella convinzione che siano più sane e dietetiche. 1) non lo sono (un cucchiao d’olio in più per fare le verdure trifolate NON FA ALCUNA DIFFERENZA in termini di ingrassamento); 2) le verdure bollite sono così piene di acqua che possono paradossalmente affaticare la tua digestione (gli enzimi e i succhi gastrici vengono diluiti dalla troppa acqua funzionando meno bene); 3) fanno schifo rispetto a cotture più saporite come in padella o al forno il che porta a consumare porzioni limitate e sub-ottimali (riducendo, così, l’apporto di fibre, fitonutrienti, vitamine e minerali importanti per la tua salute).

  • Colazione.
    Senza farla troppo complicata puoi fare colazione semplicemente con del pane o delle fette biscottate accompagnati con marmellata o miele. Abbi solo cura di abbinarci anche una piccola fonte di grassi come burro di arachidi, crema di mandorle al 100% oppure del classico burro normale. Es. 1-2 fette di pane tostato con burro di arachidi, marmellata, rondelle di banana e una spolveratina di cannella.
    Tuttavia dai una chance anche a colazioni un po’ più proteiche: potrebbero piacevolmente stupirti in termini di soddisfazione e sazietà. Alcuni esempi di colazioni proteiche possono essere: pane tostato + ricotta e miele / noci, oppure pane tostato + uova strapazzate con latte, frutta preferita (anche in forma di purea), un pizzico di sale e di cannella.


Come vedi non è che ci siano chissà che magheggi strani da fare per gestire le cene sociali. Basta solo avere un po’ di buonsenso (non mangiare se non si ha fame, non colpevolizzarsi), mettere in pratica qualche “trick” mirato (enzimi digestivi, proteine + fibre, movimento targettizzato) e il più è fatto.

Per comodità riporto per punti il contenuto dell’articolo, in modo che tu abbia tutto a colpo d’occhio. Sappi che, comunque, non è necessario seguire ogni volta tutti i consigli: anche solo adottarne 1 o 2 è di grandissimo aiuto.

  1. Il giorno in cui hai la cena sociale cerca di fare attività fisica e bere molta acqua

  2. 1-2 ore prima della cena consuma delle verdure e prendi un po’ di proteine in polvere

  3. Dopocena, se ne hai bisogno, prendi 1-2 capsule di enzimi digestivi e, se puoi, fai una breve passeggiata

  4. Il giorno dopo, se non hai fame, salta la colazione e bevi molti liquidi. Se hai fame ai molti liquidi aggiungi della frutta secca e fresca

  5. Negli altri giorni mangia “normale”, senza restringere o fare digiuni autoprescritti senza criterio. Punta ad usare alimenti minimamente processati e a preparare i pasti in casa includendo verdure amare e crucifere in virtù delle loro proprietà detossificanti e depurative