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Quanto formaggio si può mangiare?

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Quanto formaggio si può mangiare?

La questione dei formaggi nell’alimentazione è estremamente controversa. C’è chi dice che bisogna consumare un certo quantitativo di latticini al giorno tutti i giorni; chi dice che vanno assolutamente tolti dalla dieta perché troppo calorici, pieni di grassi saturi e colesterolo e, infine, c’è chi dice che i latticini e formaggi vanno benissimo, anzi sono meglio di tanti altri alimenti, ma solo se sono rigorosamente allo  0% di grassi.

Nessuna di queste posizioni è “giusta” ma, per ora, non ci interessa sapere perché non lo siano. Quello che ci interessa è sapere – in soldoni – quanto formaggio si può mangiare quando si vuole seguire un’alimentazione sana.

Risposta sincera? Non lo so. La realtà è che nessuno può rispondere davvero a questa domanda: ci sono troppe variabili da tenere in considerazione. Alcune variabili riguardano i latticini e formaggi in sé (la provenienza del latte, se è latte di vacca o di ovino, se il prodotto è industriale o artigianale), altre dipendono da caratteristiche individuali (stato di salute, genetica).

Quello che so è che ognuno di noi ha il proprio modo di rapportarsi con i formaggi. Ed è proprio partendo da come ti rapporti tu con i formaggi che si può capire quale potrebbe essere la tua frequenza di consumo “ideale” (ideale nel senso “quella in cui ti trovi meglio”).

Generalizzando si possono individuare 3 categorie di “mangiatori di formaggio” in cui la maggior parte delle persone rientra e che trovi, di seguito, elencati:


Categoria 1.
Ti piace, ma non è che stravedi per il formaggio

Se il formaggio c’è, bene, un pezzettino lo mangi volentieri. Se non c’è, va bene uguale, non “ti manca”. In questi casi mangia il formaggio ogni tanto, al bisogno. Come quantità rimani sulle famose: “due dita di formaggio” aggiunte nel pasto dove sei più rilassato e calmo. Queste due dita di formaggio puoi mangiarle così come sono, a conclusione del pasto e per “farti la bocca”, oppure puoi trasformarle in una generosa grattugiata di parmigiano sul piatto di pasta o di uova e una generosa grattugiata su delle verdure gratinate.

 

 

Categoria 2. Ti piace il formaggio, soprattutto alcuni tipi 

E se devi rinunciare ai formaggi per qualche motivo – una dieta, ad esempio – senti la loro mancanza. La tua vita – non solo l’alimentazione – ne risente in peggio. In questo caso, 1-2 volte a settimana mangia i formaggi preferiti in quantità libera usandoli come fonte proteica principale di un pasto completo. Fonte proteica principale significa che non abbini altre fonti di proteine “pure” come carne, uova o pesce. Pasto completo significa che il tuo pasto sarà composto anche da tutti gli altri macronutrienti (carboidrati, grassi e verdure) in quantità più o meno simile alla fonte proteica, evitando naturalmente squilibri e abusi. Esempi classici di un pasto completo con il formaggio come fonte proteica principale sono: mozzarella + pomodoro + pane; parmigiano + insalata mista + legumi; formaggio spalmabile + verdure grigliate + piadina.

 

 

Categoria 3. Stravedi per il formaggio, specie se grassoccio e cotto

Sei come me: non ti piace il formaggio, lo ami. Al solo pensiero del formaggio cotto ti batte il cuore, cominci a salivare e l’odore del formaggio che fonde e bruciacchia non solo non ti schifa come succede a molti, ma ti inebria, ti esalta, ti risolleva lo spirito. In questo caso, 1-2 volte al mese, se vuoi, concediti un pasto libero tutto, o quasi, a base di formaggi. E’ meglio se, in questo pasto libero, scegli piatti tipici e tradizionali, come una bella pasta ai quattro formaggi; un frico come si deve o un piatto di polenta e formaggio grigliato. Nel caso in cui sei un purista e la pasta, il pane o le patate ti sembrano “rovinare” il momento, scegli un bel tagliere di formaggi diversi e assortiti, magari accompagnato da un bicchiere di buon vino. In alternativa, – ed è la mia scelta preferita – butta il tagliere di formaggio in padella e/o sulla griglia e datti alla pazza gioia.

 

Riassumendo:

  • Se i formaggi non ti fanno né caldo né freddo, mangiali al bisogno o, meglio, alla “voglia” senza farci troppi pensieri.

  • Se i formaggi ti piacciono, ma hai paura di abusarne, usali come fonte proteica 1-2 volte a settimana all’interno di un pasto completo in carboidrati, grassi e verdure. 

  • Se stravedi per i formaggi e un poco di mozzarella o del grana non farebbero che stimolare le tue voglie, concediti 1-2 pasti liberi al mese dove fare un pasto a base di formaggi, meglio ancora se all’interno di ricette tradizionali.

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Dieta: come passare dalle grammature alle porzioni visive

dieta: come passare dalle grammature alle misure volumetriche

Dieta: come passare dalle grammature alle porzioni visive

Se hai mai seguito una dieta, avrai familiarità con le cosiddette “grammature”, ovvero le indicazioni sulla quantità di cibo espressa in grammi. Ecco un esempio di dieta con grammature:

Dieta con grammature (dieta solo da esempio):
Colazione

  • Fette biscottate: 30 g

  • Marmellata: 10 g

  • Caffè: 40 g

Pranzo

  • Pasta: 60 g

  • Sugo di pesce: 120 g

  • Verdura: 150 g

  • Frutta: 150 g

  • Olio: 20 g

Cena

  • Pollo: 120 g

  • Pane: 60 g

  • Verdura: 150 g

  • Frutta: 150 g

  • Olio: 20 g

Queste quantità si riferiscono agli alimenti pesati crudi, pronti per il consumo o dopo la cottura. La bilancia da cucina è un’alleata preziosa all’inizio di una dieta perché rende tutto preciso e facilmente misurabile. Ma con il tempo, può trasformarsi in una gabbia.

 

I Pro e i Contro della Bilancia

Perché si usano le grammature nelle diete?

Le grammature vengono utilizzate per diverse ragioni:

  1. Facilità di misurazione: con una bilancia da cucina si possono gli alimenti con facilità.

  2. Chiarezza nelle indicazioni: le grammature eliminano incertezze rispetto a misure volumetriche (es. tazze, cucchiai).

  3. Universalità: il peso in grammi è un linguaggio comune, utile per la spesa e la pianificazione dei pasti.

Il problema della bilancia

All’inizio è utile. Ti aiuta a capire quanto e cosa mangiare. È uno strumento immediato, chiaro e universale: i grammi sono una misura precisa che non lascia spazio a dubbi.

Ma alla lunga pesa. Dopo qualche settimana, la bilancia da amica diventa un limite. Inizia a sembrarti poco pratica e scomoda, soprattutto quando vuoi mangiare fuori casa. Se provi a fidarti del tuo istinto e cucinare senza pesare, ecco che arriva il senso di colpa perché non sai quanto mangi. La sensazione di non stare più seguendo la dieta alla lettera può portarti a due estremi: 

  • o molli tutto in preda alla frustrazione

  • o diventi ossessionato, arrivando a togliere il maccherone in più dalla bilancia che spostava l’ago da 60 g a 60 e qualcosina g (storia vera).

C’è una via di mezzo? Certo: passare dalle grammature alle porzioni visive.

 

Come Passare Dalle Grammature a Misurare ad Occhio

Fase 1: Usa la bilancia per 2-3 settimane

Pesa gli alimenti e familiarizza con le porzioni. È una fase di allenamento, come usare le rotelle quando impari ad andare in bicicletta.

Esempio di dieta con grammature:

Colazione

  • Fette biscottate: 30 g

  • Marmellata: 15 g

  • Caffè: 40 g

Pranzo

  • Pasta: 60 g

  • Sugo di pesce: 120 g

  • Verdura: 150 g

  • Frutta: 150 g

  • Olio: 20 g

Cena

  • Pollo: 120 g

  • Pane: 60 g

  • Verdura: 150 g

  • Frutta: 150 g

  • Olio: 20 g

 

Fase 2: Misura con l’occhio per 1-3 mesi

Dopo qualche settimana, inizierai a riconoscere le porzioni senza bisogno della bilancia. Fidati della tua memoria visiva e inizia a usare riferimenti pratici:

Esempio di misure volumetriche:

Colazione

  • Fette biscottate: 3 fette

  • Marmellata: 1 cucchiaino colmo o 2 rasi

  • Caffè: 1-2 tazzine (seriamente, dobbiamo pesare il caffè?)

Pranzo

  • Pasta: 1-2 mestoli di pasta cotta o piatto fondo “sotto al giro”

  • Sugo di pesce: ¾ di un bicchiere

  • Verdura: una terrina media se cruda; circa ⅓-½ piatto piano se cotta

  • Frutta: il volume di un pugno

  • Olio: 2 cucchiai o q.b. se tendi a condire poco

Cena

  • Pollo: ⅓-½ di piatto piano

  • Pane: 2-3 fette grandi come il palmo della mano

  • Verdura: una terrina media se cruda; circa ⅓-½ di piatto piano se cotta

  • Frutta: il volume di un pugno

  • Olio: 2 cucchiai o q.b. se tendi a condire poco

All’inizio potrai avere qualche esitazione, ma con la pratica diventerà naturale, come pedalare senza rotelle.

 

Fase 3: Supera il Concetto di Dieta per sempre

 

Misurare le porzioni a occhio ti permette di compiere un passo decisivo: liberarti dal concetto rigido di dieta. Perché? Perché hai sviluppato un metodo pratico per valutare i pasti, anche quando non sei tu a prepararli (ad esempio, quando mangi fuori per lavoro o per piacere).

Grazie alla pratica e alla consapevolezza acquisita, saprai immediatamente se il pasto che stai per consumare è equilibrato o meno rispetto ai tuoi bisogni.

Adatta i Pasti in Base a Ciò che Hai

Sei a casa, ma ti mancano alcuni alimenti? Nessun problema! Puoi comunque comporre un pasto bilanciato con alternative simili:

  • Niente pane? Sostituiscilo con gallette o cracker.

  • Pollo finito? Qualsiasi altra carne andrà bene.

  • Manca l’olio? Usa burro, tahini (crema di sesamo) o salse ricche di grassi come pesto o maionese.

  • Non trovi verdure di stagione che ti piacciono? Meglio consumare verdure surgelate o alternative piuttosto che eliminarle del tutto.

Mangiare Fuori Senza Ansia

Ad esempio, ordini una tagliata con insalata al ristorante? A livello visivo, il tuo piatto contiene proteine, verdure e grassi da condimento. Basta aggiungere una porzione di pane, e avrai un pasto bilanciato e paragonabile a uno “da dieta”.

Oppure, ti trovi a mangiare una pizza non programmata? Analizzando a occhio, noterai che il pasto è ricco di carboidrati e latticini ma povero di proteine e fibre. Nessun problema: basta riequilibrare il pasto successivo basandosi su ciò che mancava, ossia verdure e proteine (insalata mista con salmone, bistecca con verdure cotte).

Alla Fine, Mangiare Diventa Naturale

Una volta acquisita questa abilità, tutto diventa più semplice. Come quando impari ad andare in bicicletta: all’inizio devi concentrarti, ma poi pedali senza pensarci. E quando affronti un nuovo percorso, sai adattarti con facilità, senza stress.

 

Dieta: Come Passare dalle Grammature alle Porzioni Visive

Le grammature sono un ottimo punto di partenza, ma non dovrebbero essere un vincolo per sempre. Una volta che hai imparato a stimare le porzioni, puoi fidarti del tuo occhio e liberarti dalla bilancia.

 

Tieni comunque il tuo vecchio schema in un cassetto, come le vecchie Pagine Bianche: se mai avrai bisogno di ritarare l’occhio, potrai sempre tornare a pesare qualche pasto per sicurezza. Ma ormai, la tua alimentazione sarà più naturale, intuitiva e serena.

 

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Tisana fredda di liquirizia e limone

Mano che regge bottiglia dal contenuto ambrato sfondo estivo per articolo Tisana fredda di liquirizia e limone

Tisana fredda di liquirizia e limone


Tisana fredda di liquirizia e limone: rimedio naturale per il benessere estivo

Cerchi un modo naturale e gustoso per combattere il caldo estivo senza ricorrere alle solite bevande zuccherate? La tisana fredda di liquirizia e limone è la risposta che stavi cercando! Come biologo nutrizionista, voglio svelarti tutti i segreti di questa bevanda che unisce gusto e proprietà benefiche per la tua salute.


Perché la tisana fredda di liquirizia e limone sta conquistando tutti

Se ti interessa l’alimentazione sana e le proprietà degli alimenti, questa bevanda sarà una vera rivelazione. Immagina di avere tra le mani una bevanda che non solo ti rinfresca, ma porta con sé un tesoro di benefici per il tuo benessere che vanno dal miglioramento dalla salute intestinale, al supportare la pressione bassa e a sopportare meglio il caldo estivo.

Ingredienti e strumenti (per 1 litro di tisana)

  • 1-2 tronchetti di liquirizia pura (cerca quelli senza zuccheri aggiunti!)

  • 1 limone biologico (buccia e succo)

  • Acqua (temperatura ambiente e fredda)

  • Un pentolino che usi solo per le tue tisane

  • Un mortaio (o un macinino, dai, non facciamo i puristi!)

  • Una bottiglia di vetro per conservare il tuo elisir


Prepariamola insieme!
  1. Operazione polvere magica

    • Riduci la liquirizia in polvere tritandola nel mortaio (è più facile di quanto pensi! Ma occhio hai pezzi di liquirizia che volano in giro)

    • Pro-tip: più fine è la polvere, meglio si scioglierà

  2. Il momento caldo

    • Scalda due dita d’acqua

    • Aggiungi una striscia di buccia di limone bio oppure della buccia di limone in polvere fatta in casa

    • Spegni il fuoco e butta dentro la polvere di liquirizia

    • Mescola finché non si scioglie tutto ottenendo una sorta di tisana di liquirizia

  3. Il tocco fresco

    • Spremi mezzo o un limone intero

    • In una bottiglia unisci la tisana di liquirizia con il succo di limone spremuto fresco

    • Aggiungi acqua fredda fino a raggiungere 1 litro

    • Assaggia e aggiungi acqua fredda in base ai tuoi gusti

I super poteri di questa tisana

Liquirizia: proprietà e benefici

La liquirizia è una radice dalle proprietà antinfiammatorie, antiossidanti e digestive. È nota per:

  • Protezione dello stomaco: Stimola la produzione di muco gastrico, che protegge le pareti dello stomaco dagli acidi digestivi.

  • Supporto alla pressione arteriosa: Grazie alla glicirrizina, un composto naturale, la liquirizia può aumentare leggermente la pressione sanguigna, risultando utile in caso di ipotensione, tipica delle giornate estive calde.

Pressione e calore:
Durante l’estate, il corpo dilata i vasi sanguigni per disperdere calore, il che può portare a una diminuzione della pressione arteriosa (ipotensione). Questo fenomeno è particolarmente comune in chi già soffre di pressione bassa. La liquirizia, aumentando leggermente la pressione, aiuta a contrastare i sintomi di stanchezza, capogiri e debolezza.

Tuttavia, chi soffre di ipertensione dovrebbe consumarla con moderazione per evitare effetti indesiderati.

Limone: un alleato contro il caldo

Il limone è un agrume ricco di vitamina C, minerali e acido citrico, che lo rendono un prezioso alleato durante i mesi più caldi.

  • Idratazione e reintegro dei sali minerali: Il succo di limone aiuta a reintegrare i sali minerali persi con la sudorazione, riducendo il rischio di spossatezza e crampi muscolari.

  • Acido citrico: Questo composto svolge un ruolo chiave nella regolazione dell’acidità gastrica, bilanciando sia i casi di iperacidità che di ipoacidità. Inoltre, stimola la digestione favorendo la produzione di bile ed enzimi pancreatici.

  • Benefici per il transito intestinale: Contrariamente alla credenza popolare, il limone non provoca stipsi ma aiuta a regolarizzare il transito intestinale grazie al contenuto di pectina.

  • Povero di zuccheri: Con un contenuto molto basso di zuccheri, è adatto anche per chi segue una dieta ipoglicemica o soffre di diabete.


Attenzione: non è per tutti!

Come ogni rimedio naturale, anche la tisana fredda di liquirizia e limone ha le sue controindicazioni. Meglio evitarla se:

  • Soffri di ipertensione

  • Sei in gravidanza

  • Hai problemi di reflusso grave

  • Stai seguendo terapie farmacologiche specifiche (consulta sempre il tuo medico!



FAQ – Le domande che mi fate sempre

Q: Posso berla tutti i giorni? A: Meglio alternarla con altre bevande, massimo 2-3 volte a settimana.

Q: Per quanto tempo si conserva? A: In frigo dura 2-3 giorni, ma è meglio farne poca e consumarla in giornata: eviti che i preziosi nutrienti si ossidino perdendo di efficacia.

Q: Posso usare la liquirizia in polvere già pronta? A: Sì, ma cerca quella pura al 100%, senza additivi. Tuttavia ridurre in polvere la liquirizia con mortaio e pestello è rilassante e soddisfacente.


Varianti creative

Puoi usare la tisana fredda di liquirizia e limone come base e poi aggiungere tutti gli altri ingredienti che preferisci. Ad esempio:

  • Versione detox: aggiungi una fettina di zenzero fresco

  • Versione energizzante: un pizzico di menta fresca

  • Versione digestiva: una punta di cannella

La tisana fredda di liquirizia e limone è un’ottima alternativa alle bevande zuccherate industriali, perfetta per chi segue un’alimentazione equilibrata. Inseriscila nella tua routine estiva come parte di uno stile di vita sano, magari dopo l’attività fisica o durante le pause pomeridiane.


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Tempeh di soia, ricetta casalinga

Tempeh di soia, ricetta casalinga

Tempeh di soia fatto in casa

Il Tempeh è un alimento di origine indonesiana a base di soia fermentata. E’ un alimento solido, compatto, formato da fagioli di soia uniti da una specie di struttura bianca e compatta. Per capirci, il tempeh assomiglia a quelle barrette energetiche dove i cereali sono uniti da cioccolato bianco o, ancora meglio, il tempeh assomiglia alla torta Mars dove c’è la soia al posto del riso soffiato e c’è questa struttura bianca che tiene unito il tutto a posto dei Mars sciolti.
E’ proprio perché il tempeh è un alimento molto compatto che può essere tagliato come si vuole. Può essere tagliato a fette ed essere usato come se fosse una bistecca o può essere tagliato a cubetti ed essere usato per fare degli spiedini.

Paragonare il tempeh a bistecche o spiedini non è un caso: il tempeh, infatti, è un alimento altamente proteico visto che è composto praticamente solo di soia. La soia, oltre ad essere ricca di proteine, è molto povera di carboidrati, cosa rara nel mondo dei legumi. Queste due caratteristiche – tante proteine e pochi carboidrati – rendono il tempeh un’eccellente alternativa alla carne e al pesce.

Rispetto al tofu, il prodotto derivato dalla soia più noto in assoluto, il tempeh ha un gusto più deciso e “al dente” in quanto i fagioli di soia, nel tempeh, rimangono interi e vanno masticati. Il tofu, al contrario, anche nelle sue versioni più compatte, rimane sempre piuttosto morbido.

L’unico lato negativo del tempeh è che costa davvero tanto compralo già pronto, ma l’aspetto positivo è che si può fare facilmente in casa e senza dover nemmeno essere degli chef stellati. Pochi giorni di pazienza e potrai gustare il tuo tempeh fatto in casa a costi mooooolto più contenuti rispetto a quelli del negozio bio.


Ricetta 
Ingredienti: fagioli di soia, tempeh starter, aceto di mele, acqua.
Strumenti: bacinella per mettere a bagno la soia, sacchetti di plastica per alimenti, stuzzicadenti, mestolo di legno, mollette, termometro da cucina, pentola per cucinare la soia e un posto tranquillo dove far fermentare il tempeh.

Metti a bagno la soia per 1 notte o 1 notte e l’intero mattino del giorno successivo. Usa una buona quantità di soia (grossomodo la resa è di 1:3 da secco a cotto). Cambia l’acqua almeno 3 volte.

Idratandosi le bucce esterne della soia si staccano e vanno in superficie, rimuovile a mano o con una schiumarola (ma se rimane qualche buccia non è un problema). Scola la soia e cucinala (nella pentola normale o nella pentola a pressione. Nel secondo caso la soia si cuoce molto prima) usando abbastanza acqua da ricoprire la soia con almeno un dito di acqua. Cucina la soia finché risulta cotta, ma non sfatta.

Scola l’acqua di cottura senza cercare di rimuoverla proprio del tutto: se dovesse rimanere un fondino questo lo asciugherai nel passaggio successivo. Rimossa l’acqua di cottura aggiungi 1-2 cucchiai di aceto, riaccendi il fuoco e, mescolando bene con un mestolo di legno, lascia che l’aceto e l’acqua di cottura rimasta evaporino.

A questo punto la soia è pronta ed è giunto, quindi, il momento di fermentare. Prima, però, dobbiamo aspettare che la soia si raffreddi fino ad arrivare sotto i 30 gradi (usa un termometro da cucina) altrimenti lo shock termico ucciderebbe il fungo.

Mentre aspetti che la soia si raffreddi prendi dei sacchetti di plastica per alimenti e “bucherellali” con uno stuzzicadente. Fai molti buchi perché è da questi buchi che il tempeh potrà respirare durante la fermentazione.

Quando la soia si è raffreddata aggiungi mezzo cucchiaino di starter (o rispetta le indicazioni segnate nella confezione) e mescola bene con il mestolo in modo da distribuire uniformemente il lievito.

Riempi i sacchetti bucherellati precedentemente con la soia, compatta per bene il tutto e chiudi i sacchetti con mollette o lacci puliti.

Riponi i sacchetti nel forno spento o in qualsiasi luogo tranquillo e coperto. La temperatura dell’ambiente, almeno per le prime 24 ore, dev’essere di circa 30 gradi. D’estate non è un problema, d’inverno sarà necessario riscaldare il forno a 30-40 gradi spegnendolo prima di inserire i sacchetti. Dovrai anche mettere all’interno del forno una pentola di acqua calda chiusa con un coperchio (per mantenere la temperatura alta, ma senza creare umidità).

La fermentazione è molto rapida d’estate, d’inverno decisamente meno ma, ad ogni modo, dopo 2 giorni dovresti vedere una leggera patina bianca che ricopre la soia. Quando vedi la patina bianca, smetti pure di riscaldare: il fungo è attecchito e “ci pensa da solo” a mantenere la corretta temperatura. 

Attendi un altro giorno e noterai che la patina bianca, da leggera e discontinua, è diventata molto più spessa, uniforme e sarà cresciuta così tanto da inglobare i fagioli di soia. A questo punto il tempeh è pronto, toglilo dai sacchetti e taglialo in fette di circa 1-2 cm di spessore. Nel fare questa operazione noterai che il tempeh è bello caldo, calore che deriva direttamente dal metabolismo del lievito (è per questo che, quando inizi a vedere la patina bianca, puoi anche smettere di riscaldarlo). 

Mentre tagli il tempeh, potresti notare delle macchie di muffa scura-grigiastra sulla superficie esterna. Se questa muffa scura-grigiastra è di piccole dimensioni probabilmente si tratta della muffa del tempeh “vecchia”, di per sé non dannosa per la salute. Ad ogni modo, rimuovi queste parti per tranquillità (tanto saranno piccole macchiette). Se, invece, vedi macchie di muffa di colori strani e/o troppo grandi oppure vedi aree non fermentate del tempeh o senti odori molto forti (il tempeh non ha un odore sgradevole o troppo forte) è possibile che ci sia stata una contaminazione batterica o fungina. Butta via tutto – meglio non rischiare – e ripeti dall’inizio avendo cura di usare strumenti e piani di lavoro puliti oltreché di avere le mani pulite.

Una volta tagliato il tempeh a fette puoi “abbatterlo” in congelatore (già che ci sei mettilo via porzionato: crea delle monodosi avvolgendo 2-3 fette di tempeh in carta forno prima di metterlo in congelatore). Se vuoi puoi anche conservarlo direttamente in frigorifero senza abbatterlo, ma solo nel caso in cui hai intenzione di usarlo in tempi brevi. Non abbattuto il fungo del tempeh continua a fermentare donando al tempeh un gusto più amaro e sgradevole.

Puoi usare il tempeh in molti modi diversi: marinato (con salsa di soia, zenzero, olio e limone) e poi cotto alla piastra; tagliato a cubetti, ripassato in padella con i sapori a te più graditi e poi aggiunto ad insalate o a cereali come pasta o riso.

Lo starter lo trovi nei negozi specializzati online o fisici. Devi cercare starter per tempeh o Rhizopus oligosporus.


Tempeh e fastidi digestivi
Se fatto bene il tempeh risulta molto digeribile grazie all’ammollo e all’azione degli enzimi del Rhizopus oligosporus che digeriscono quasi tutte le sostanze che possono dare fastidio a livello intestinale. 

In altre parole i legumi “normali” potrebbero anche darti fastidio a livello di pancia (per sapere come rendere i legumi gas-free e maldipancia-free leggi qui) ma potresti mangiare il tempeh in tutta tranquillità.


Conclusione
Fare il tempeh in casa è davvero facile e conveniente anche se, magari, la procedura in sé è un po’ lunghetta. Però, se ne fai in abbondanza e lo usi poco spesso, puoi andare avanti anche 4-6 mesi con una sola fermentazione, il che non è male se non hai molto tempo da dedicare alla cucina.

Se vuoi puoi fare il tempeh usando anche altri legumi (piselli, ceci) o, addirittura puoi usare i cereali (pare che renda molto bene l’orzo). Io ho provato a fare il tempeh con i piselli e con i fagioli neri, il risultato non era male, ma veniva un po’ meno compatto del tempeh di soia. Tuttavia ho provato giusto un paio di volte, magari, facendo un po’ di pratica, viene meglio.

Questo è tutto. Se provi a fare il tempeh seguendo questa ricetta fammelo sapere!


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Grigliare senza carne

immagine di spiedini alla griglia per l'articolo Grigliare senza carne

Grigliare senza carne

Per chi non ama o non mangia la carne, le grigliate estive – e quella di Ferragosto in particolare – possono essere dei momenti un po’ delicati. A parte qualche foglia di insalata, del pane e salse come ketchup e maionese, di solito non c’è molto altro tra cui scegliere e, se sei vegano, nemmeno la maionese rientra tra le opzioni papabili.

Nell’articolo “grigliare senza carne” vedrai come ribilanciare le cose imparando alcune ricette da fare alla griglia (e non) ottime per chi non mangia la carne e per chi, pur mangiandola, vuole esplorare sapori diversi oltre al pollo e alle costine alla griglia.

Le ricette non sono per forza vegane o vegetariane, anzi, l’unico filo che le accomuna è che non contengono carne. Per il resto, massima libertà.

Grigliare Senza Carne: le Scelte

Proteine

Tranci di salmone, tonno o pesce spada alla griglia

Ingredienti: tranci di salmone, tonno, pesce spada, succo di limone, succo di arancia, sale, pepe, spezie e aromi preferiti.

Marina il pesce con succo di limone o arancia, olio EVO, sale, pepe, spezie e aromi preferiti (aglio tritato, vino bianco, timo, ecc.). Lascialo riposare per almeno 30 minuti in frigo. Griglia i tranci per circa 3-6 minuti per lato, spennellandoli con la marinatura.

Formaggio alla piastra

Ingredienti: formaggi a pasta dura o semidura (caciotta, caciocavallo, scamorza, fontina, tomino). Extra: salse dolci.

Taglia i formaggi in fette spesse, cuocili sulla piastra finché formano una crosticina su entrambi i lati. Puoi accompagnarli con marmellata di mirtillo rosso o una salsa di miele, senape e noci.

Tofu affumicato e tempeh marinato alla piastra

Ingredienti: tofu affumicato, tempeh, olio, limone, salsa di soia, zenzero fresco, aglio.

Marina il tempeh con olio, succo di limone, salsa di soia, zenzero e aglio tritato per 30 minuti. Taglia tofu e tempeh a fette spesse, cuocili sulla griglia finché si dorano.

Verdure

Verdure grigliate

Ingredienti: melanzane, peperoni, cipollotti, zucchine, carote, sale, olio, spezie.

Lava e taglia le verdure a fette, grigliale per circa 10 minuti, iniziando da peperoni e carote. Condisci con sale, pepe e succo di limone.

Pannocchie di mais alla griglia

Ingredienti: pannocchie precotte, burro, sale. Extra: succo di limone.

Spalma le pannocchie con burro e sale, grigliale girandole spesso per circa 15 minuti. Puoi aggiungere succo di limone a metà cottura.

Patate alla brace

Ingredienti: patate, carta di alluminio, burro, sale, pepe. Extra: erba cipollina, formaggio fresco.

Lava e bucherella le patate, avvolgile nell’alluminio e cuocile nella brace per circa un’ora. Condisci con sale, pepe, burro e erba cipollina o farciscile con formaggio.

Dolce

Banana grigliata al cioccolato

Ingredienti: banana, cioccolato, carta di alluminio. Extra: marshmallow, granella di pistacchio, panna montata, gelato.

Taglia la banana per il lato lungo senza separarla completamente. Riempi con cioccolato e marshmallow, avvolgila nell’alluminio e grigliala per 10-15 minuti. Servi con granella, panna o gelato.

Piatti da portare già pronti alla grigliata

Salsa tzatziki

Ingredienti: cetriolo, yogurt greco, aglio, sale, olio, spezie.

Grattugia il cetriolo, lascialo scolare per 30 minuti, poi mescolalo con yogurt greco, sale, aglio tritato e aneto. Lascialo riposare prima di servire.

Hummus di ceci

Ingredienti: ceci cotti, tahina, olio, aglio, sale, pepe, spezie, acqua o ghiaccio.

Frulla ceci, tahina, succo di limone, aglio, sale, spezie e acqua o ghiaccio per ottenere una consistenza cremosa.

Insalata di riso

Ingredienti: riso, piselli, sottaceti, sott’oli, wurstel, uova, tonno, formaggio o alternative vegane, sale, pepe, olio.

Lessa il riso con i piselli, scolalo e lascialo raffreddare. Mescola con mais, cetriolini, sott’oli, carote julienne e gli altri ingredienti preferiti. Condisci con sale, pepe e olio.

Queste alternative rendono le grigliate più inclusive e varie, permettendo a tutti di godersi il pasto senza rinunce!

Grigliare senza carne in breve

Organizzare un barbecue senza carne non significa rinunciare al gusto e alla varietà. Verdure grigliate, formaggi, pesce e alternative vegetali come tofu e seitan offrono infinite possibilità per una grigliata saporita e bilanciata. Marinature aromatiche, spezie e salse fatte in casa esaltano ogni ingrediente, trasformando la griglia in un’esperienza gastronomica completa. Che tu voglia ridurre il consumo di carne o semplicemente provare qualcosa di diverso, queste idee ti permetteranno di goderti un barbecue ricco di sapore e adatto a tutti i gusti.

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Come personalizzare le insalatone estive

immagine di persona che prepara un'insalata per l'articolo Come Personalizzare le Insalatone Estive

Come personalizzare le insalatone estive

L’estate è la stagione perfetta per le insalatone: fresche, leggere, colorate e facili da preparare. Tuttavia, è facile cadere nella monotonia utilizzando sempre gli stessi ingredienti, rendendo le insalate noiose e ripetitive.

Se anche tu ti ritrovi a preparare sempre le stesse combinazioni, non preoccuparti! In questo articolo scoprirai come personalizzare le insalatone estive per renderle sempre nuove e appetitose.

 

Perché Variare le Insalatone È Importante?

Se hai poco tempo o devi accontentare i gusti di tutta la famiglia, è normale ripetere spesso gli stessi piatti. Tuttavia, diversificare la tua alimentazione porta numerosi benefici, tra cui:

  • Maggiore varietà di nutrienti: consumare alimenti diversi aiuta a coprire il fabbisogno di vitamine e minerali.

  • Più soddisfazione a tavola: pasti gustosi e diversi rendono più facile seguire un’alimentazione equilibrata.

  • Minore rischio di abbuffate di cibo spazzatura: se i pasti sono appaganti, si riduce la voglia di snack poco salutari.

 

Insalatone Ricche: La Base Perfetta

Per “insalatona” intendiamo un piatto unico bilanciato, che include:

  • Verdure (crude e/o cotte, a piacere);

  • Proteine (pollo, uova, salmone, tonno, tofu, gamberetti, fiocchi di latte, bresaola);

  • Carboidrati (legumi, patate, pane, gallette);

  • Grassi sani (olio di oliva, semi oleosi, avocado).

Questa combinazione garantisce un pasto completo e nutriente. Ora vediamo due metodi per personalizzarle!

 

1) Personalizzazione Immediata

La personalizzazione immediata consiste semplicemente nell’aggiungere alimenti e sapori alla tua insalata. Potresti fare sempre la stessa insalatona e, variando questi alimenti e sapori, gustare sempre qualcosa di nuovo.

Alimenti e Sapori da Usare Liberamente:

  • Capperi, limone, erbe aromatiche, spezie;

  • Aceto di mele, balsamico, lampone;

  • Zenzero, senape, tamari, miso;

  • Sottaceti, concentrato di pomodoro, lievito alimentare.

Alimenti da Usare con Moderazione:

Poiché apportano grassi, questi ingredienti devono essere bilanciati con le altre fonti di grassi:

  • Olive e paté;

  • Pomodori secchi, pasta di acciughe;

  • Maionese, pesto, parmigiano, salsa tahina;

  • Frutta secca e semi oleosi.

Se di solito condisci con 2 cucchiai di olio, puoi sostituirne 1 con uno di questi condimenti per una variante più saporita. Se condisci con 1 1 cucchiaio solo di olio puoi sostituirlo del tutto con 1 cucchiaio di questi alimenti.

Esempi di Insalatone Gustose:

  • Salmone + ceci + olio EVO + tahina + limone

  • Tonno + gallette + maionese + pesto

  • Bresaola + parmigiano + crostini + aceto balsamico

  • Uova sode + patate + paté di olive + capperi + senape

 

2) Personalizzazione Elaborata: Salse e Condimenti

La personalizzazione elaborata richiede, invece, di preparare in anticipo delle salse da usare per condire le insalatone. La personalizzazione elaborata è meno immediato rispetto ad aggiungere semplicemente qualcosa, ma può dare delle grandi soddisfazioni. Inoltre tieni a mente che queste salse possono essere usate in molti altri piatti e non solo nelle insalatone.

Hummus di Ceci

Un’ottima alternativa al classico condimento:

  • 300 g di ceci cotti (ben sciacquati se in barattolo);

  • 1-2 cucchiai di tahina (o 1 di tahina e 1 di olio EVO);

  • Succo di 1 limone;

  • 1 spicchio d’aglio (facoltativo);

  • Sale, pepe, paprika a piacere;

  • Acqua (o ghiaccio per una consistenza più soffice).

Frulla tutto con un minipimer fino a ottenere una crema liscia.

Dressing allo Yogurt

Perfetto per insalate fresche e leggere:

  • 2-3 cucchiai di yogurt greco;

  • 1-2 cucchiai di maionese;

  • 1 cucchiaino di senape;

  • Sale, erba cipollina, aglio in polvere o pasta di acciughe (opzionale);

  • 1-2 cucchiai di acqua fredda per regolare la consistenza.

Mescola bene e lascia riposare in frigo per almeno 5 minuti prima dell’uso.

Dressing all’Avocado

Ideale per chi ama i sapori cremosi:

  • 1 avocado maturo;

  • Succo di mezzo limone;

  • Sale, pepe, cipolla o aglio fresco (facoltativo);

  • Acqua per regolare la consistenza.

Frulla tutto e consuma subito per evitare l’ossidazione.

 

Conclusione: Insalate Sempre Nuove e Appaganti

Imparare come personalizzare le insalatone estive è più semplice di quanto pensi! Variando ingredienti e condimenti, puoi trasformare un piatto semplice in un’esperienza culinaria appagante.

Non temere di usare condimenti saporiti come paté di olive, pesto o maionese: se impiegati con criterio, rendono i tuoi pasti più gustosi e soddisfacenti, riducendo la voglia di alimenti poco salutari.

Infine, ricorda che un’alimentazione equilibrata non è fatta solo di “cibi giusti”, ma anche di piacere e soddisfazione. Se un piccolo biscotto con crema dolce a fine pasto ti appaga, meglio gustarlo con consapevolezza piuttosto che privarsene e poi abbuffarsi di alimenti meno salutari.

 

Ora tocca a te: sperimenta, varia e rendi le tue insalatone irresistibili!

 

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Come seguire la dieta d’estate con sgarri ma senza sensi di colpa

ragazzo in canotta che tiene un ananas di fronte al viso per l'articolo Come seguire la dieta d’estate con sgarri ma senza sensi di colpa

Come seguire la dieta d’estate con sgarri ma senza sensi di colpa

L’estate porta con sé numerose occasioni per mangiare fuori e concedersi qualche “sgarro”, tra cene al ristorante, gelati pomeridiani e le immancabili grigliate domenicali. Se stai seguendo una dieta, potresti trovarti combattuto tra il desiderio di mantenere il rigore alimentare e la voglia di goderti il momento, con il rischio di sentirti poi in colpa.

Questo conflitto rafforza l’idea che “essere a dieta” e “mangiare normalmente” siano due concetti inconciliabili. In realtà, è proprio questo pensiero rigido a ostacolare una vera consapevolezza alimentare. Una dieta equilibrata non dovrebbe significare restrizioni costanti, ma piuttosto un’alimentazione flessibile e sostenibile nel tempo.

In questo articolo scoprirai tre strategie efficaci per sapere come seguire la dieta d’estate con sgarri ma senza sensi di colpa. Imparerai a goderti le occasioni estive senza stress, mantenendo una certa coerenza con il tuo percorso nutrizionale. Le strategie variano in base alla frequenza e alla tipologia dell’occasione:

  1. Occasione improvvisa poco frequente (1-2 volte a settimana)

  2. Occasione improvvisa molto frequente (4-5 volte a settimana)

  3. Occasione programmata (grigliate, cene fuori, eventi sociali)

1) Occasioni improvvise poco frequenti (1-2 volte a settimana)

La soluzione è semplice: non preoccuparti e goditi il momento.

Se si tratta di un episodio occasionale, come un gelato improvvisato o un pranzo veloce in spiaggia, non sarà certo questo a compromettere il tuo percorso. Piuttosto che tentare di compensare modificando i pasti successivi, prosegui normalmente con la tua alimentazione abituale. Cercare di “tamponare” lo sgarro con restrizioni eccessive può portare a stress mentale e tensioni sociali, rendendo tutto più complicato del necessario.

2) Occasioni improvvise molto frequenti (4-5 volte a settimana)

La strategia migliore in questo caso è “fare l’opposto”.

Quando le occasioni di sgarro sono frequenti, è utile bilanciare la tua alimentazione regolando il pasto successivo. Ad esempio:

  • Se a cena hai mangiato una pizza, il pasto successivo dovrà contenere alimenti che in quel pasto mancavano, come proteine e verdure (es. insalatona con ceci e salmone. Qui altri spunti).

  • Se hai partecipato a una grigliata ricca di carne e formaggi, puoi equilibrare con un piatto a base di cereali integrali e verdure.

Non è necessario bilanciare immediatamente: se mangi la pizza a cena, puoi fare una colazione normale e riequilibrare a pranzo. Per rendere tutto più semplice, tieni in casa alimenti pronti o di facile preparazione come legumi in scatola, pesce e verdure surgelate e cereali integrali.

3. Occasioni programmate

Se sai in anticipo che avrai una cena fuori o una grigliata, puoi adottare la strategia della pianificazione.

Quando gli sgarri sono previsti e ripetuti per settimane (es. ferie estive, feste), puoi programmare i pasti precedenti e successivi. Ecco alcuni esempi:

Se l’occasione è a pranzo:

  • Colazione: yogurt magro o ricotta con un frutto, spezie come cannella o cacao per insaporire.

  • Cena: verdure con olio extravergine d’oliva e semi oleaginosi, con una piccola fonte proteica se il pranzo era ricco di carboidrati e dolci.

Se l’occasione è a cena:

  • Pranzo: insalata con proteine e una fonte di carboidrati complessi e ricchi di fibre (es. legumi, pane di segale, avena).

  • Colazione del giorno dopo: abbondanti liquidi (acqua, tè verde, tisane) e, se necessario, un piccolo spuntino con frutta secca o cioccolato fondente.

Se l’occasione è a colazione:

  • Cena del giorno prima: normale, senza modifiche particolari.

  • Colazione: se il pasto è ricco di dolci e zuccheri, può essere utile un integratore di fibre solubili per modulare l’assorbimento degli zuccheri.

  • Pranzo: deve contenere una fonte proteica per riequilibrare il pasto.

Come seguire la dieta d’estate con sgarri ma senza sensi di colpa

Come vedi, è possibile senza alcun problema. Con piccoli accorgimenti, puoi goderti i pasti senza sensi di colpa, mantenendo comunque un’alimentazione bilanciata.

Le strategie che hai visto non sono utili solo per l’estate, ma per qualsiasi periodo dell’anno. Soprattutto il metodo del “fare l’opposto” è pratico e facilmente applicabile anche in contesti quotidiani, come pranzi di lavoro o pasti fuori casa.

Ora dimmi, quale strategia adotti più spesso? Scrivilo nei commenti!

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Infuso di Malva: proprietà

immagine di fiore di malva per l'articolo Infuso di Malva: proprietà

Infuso di Malva: proprietà

L’infuso di malva è un rimedio naturale dalle straordinarie proprietà emollienti e lenitive, grazie alle foglie estremamente ricche di mucillagini e polisaccaridi (dal latino malva significa “molle”, un riferimento alle sue virtù calmanti). Le mucillagini e i polisaccaridi funzionano perché creano una sorta di film protettivo (tipo gel) sui tessuti con cui entrano in contatto.

Proprio per queste caratteristiche, la tisana di malva è ottima in caso di reflusso acido o esofagiti: bevuta prima dei pasti, sfrutta la barriera fisica data dal gel delle mucillagini per proteggere l’esofago dall’”insulto” meccanico causato dalla discesa del bolo alimentare (il bolo alimentare è il boccone di cibo una volta deglutito).

Come preparare la tisana di Malva

Due procedimenti: a caldo e a freddo.

A caldo: prendi 1 cucchiaino di malva (foglie e/o fiori) per 250ml (una tazza) di acqua bollente. Lascia in infusione per 10 minuti, filtra la tisana e bevi 1-2 tazzine prima dei pasti.

A freddo: la sera metti in frigo una caraffa o una bottiglia con 2-3 cucchiaini di malva e lascia in infusione tutta la notte. Il giorno successivo filtra la tisana e bevi 1-2 tazzine prima dei pasti.

Varianti

Malva + zenzero: aggiungendo lo zenzero, ottieni una tisana in grado anche di favorire la digestione. Lo zenzero è noto per le sue proprietà digestive e antinfiammatorie, aiutando a ridurre nausea, gonfiore e acidità gastrica, stimolando la digestione e favorendo il benessere intestinale.

Malva + miele di Manuka: questa combinazione offre una tisana con proprietà antibatteriche e lenitive. Il miele di Manuka, grazie al suo alto contenuto di metilgliossale (MGO), ha potenti effetti antibatterici ed è utile per la gola irritata, il sistema immunitario e la salute gastrointestinale.

Se cerchi un rimedio naturale per il benessere gastrointestinale o vuoi semplicemente provare una nuova tisana rilassante e benefica, l’infuso di malva è un’ottima scelta. Prova una delle sue varianti e scopri quale fa al caso tuo!

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Pesce surgelato: pratico, buono e veloce

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Pesce surgelato: pratico, buono e veloce

Che cos’hanno in comune gamberetti, cozze, vongole, capesante, seppioline e anelli di totano congelati? Che sono stracomodi per aumentare il consumo di pesce e mangiare bene senza perdere tempo! Il pesce surgelato è pratico, buono e veloce, quindi è un’ottima soluzione per chi vuole seguire un’alimentazione sana senza complicarsi la vita.

Sì, va benissimo se li prendi surgelati e già puliti: puzzano meno, si conservano a lungo e si usano subito, senza inutili passaggi. Ok, non sono pesce fresco, ma meglio un buon compromesso che non mangiare mai pesce o finire sempre sul solito tonno in scatola. Il pesce surgelato è pratico per i pasti quotidiani, mentre il pesce fresco resta perfetto per le occasioni speciali.

Come usare il pesce surgelato in cucina

1. Sughetti di pesce veloci

Basta mettere in padella gamberetti, cozze, vongole (o quelli che preferisci) con aglio, vino bianco, sale e salsa di pomodoro. Nel tempo di cottura della pasta avrai un sugo sfizioso!
👉 Stessa tecnica con merluzzo o platessa, ma con tempi di cottura leggermente più lunghi.

P.S. Se vuoi variare, puoi anche preparare un ragù di pesce: trovi la ricetta completa nell’articolo sui ragù.

2. Secondi piatti gustosi e rapidi

  • Seppioline in padella con olio, aglio e prezzemolo + patate lesse o al vapore. Tutto pronto in 30 minuti.

  • Anelli di totano con piselli e pomodoro: alternativa veloce e saporita.

  • Capesante rosolate con olio, burro, sale e pepe: un antipasto delizioso, pronto in pochi minuti.

3. Trucchi extra per più sapore

  • Acciughe e bottarga: le acciughe sciolte nell’olio e la bottarga grattugiata danno più sapore ai piatti.

  • Tonno in scatola “pacificatore”: aggiunto ai sughi, aiuta chi non ama il pesce a gustarlo senza problemi!

Mix di pesce: sì o no?

I mix per risotti e spaghettate vanno bene, ma meglio non esagerare: spesso contengono conservanti ed esaltatori di sapidità. Ottimi per un pasto libero a casa, magari con un fritto misto d’asporto.

I surgelati: alleati di una dieta sana e pratica

Gli alimenti surgelati, pesce compreso, possono essere un vero salvavita per chi vuole seguire un’alimentazione equilibrata senza perdere tempo. Offrono la comodità di avere sempre a disposizione ingredienti sani e già pronti, riducendo sprechi e costi. Inoltre, se scelti con attenzione (senza troppi additivi), mantengono quasi intatte le loro proprietà nutrizionali. Per chi è spesso di corsa o vuole rendere la dieta più varia senza complicazioni, i surgelati sono una soluzione pratica e intelligente!

 

Con il pesce surgelato puoi mangiare bene senza stress: pratico, buono e veloce!

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L’antistress in tazza: l’infuso di melissa

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L’antistress in tazza: l’infuso di melissa

Il titolo parla da sé: se stai vivendo un periodo di stress più intenso o più lungo del normale, la cosa più semplice che puoi fare per ridurlo, è aggiungere 1-2 tazze di infuso di Melissa (Lemon Balm) alla tua routine quotidiana.

La melissa contiene polifenoli, flavonoidi e triterpeni ad azione calmante e distensiva per il sistema neurovegetativo e per l’apparato gastroenterico. Questo significa provare benefici sia a livello di umore che di intestino (cosa particolarmente indicata per chi somatizza lo stress “sulla pancia”). E quando stai bene di testa e di intestino, beh, puoi affrontare praticamente qualsiasi cosa…


Gli effetti benefici della Melissa, però, non si fermano di certo qui. Questa pianta sembra efficace anche nel ridurre gli AGEs o prodotti di glicazione avanzata. Alcune sostanze presenti all’interno della Melissa evitano, infatti, che lo zucchero circolante nel sangue si leghi alle proteine modificandole (formando, così, gli AGEs). Questo tipo di proteine si chiamano proteine glicate e non funzionano bene come le proteine non glicate. Non solo, oltre a funzionare male, le proteine glicate stimolano una risposta infiammatoria aumentando, così, lo stress ossidativo.

Quando parliamo di proteine non dobbiamo pensare solo ai muscoli, ma dobbiamo pensare anche agli enzimi (dei microlaboratori chimici), ai recettori che permettono alle cellule di comunicare tra loro, alle stesse cellule e anche agli ormoni, visto che molti sono composti proprio da proteine. Le proteine, in breve, sono la parte funzionale di te, quella che “fa le cose”: danneggiarle glicandole ha, quindi, effetti negativi diretti sulla tua salute.

Per farla breve, l’infuso di Melissa con i suoi effetti distensivi mentali, calmanti intestinali e antiossidanti sistemici è una semplice, ma efficace soluzione ottima da adottare durante i periodi di stress più intenso. E poi è buona: sa di limone e menta.