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Come reinventare la pasta al pomodoro

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Come reinventare la pasta al pomodoro

La pasta al pomodoro con una spolverata di parmigiano è uno di quei piatti che tutti conoscono e amano. Un vero classico della cucina italiana, semplice, veloce e capace di mettere d’accordo grandi e piccini. 

È la soluzione ideale quando hai poco tempo ma non vuoi rinunciare a un pasto gustoso e soddisfacente. Non a caso, è anche il piatto per eccellenza delle diete equilibrate: leggero, nutriente e facile da inserire in qualsiasi piano alimentare. Tuttavia, per quanto sia un’icona intramontabile, anche i grandi classici diventano monotoni se ripetuti troppo spesso.

E allora perché non darle una rinfrescata con qualche variante facile e veloce? In questo articolo su come reinventare la pasta al pomodoro, scoprirai come trasformare la tua solita pasta al pomodoro in un piatto sempre nuovo, perfetto anche quando sei di fretta o hai pochi ingredienti in casa. 

Le ricette sono suddivise in tre categorie:

  • Plug & Play: dove basta aggiungere uno o due sapori extra e ci sei.

  • Con verdure (a a minimo sforzo): dove unisci il contorno di verdure alla pasta senza perdere tempo.

  • Primo e secondo insieme: per un piatto unico completo in pochi minuti.

Quelle proposte sono tutte ricette facili con la pasta. Non richiedono grandi abilità in cucina e sono pronte in meno di 20 minuti (compreso il tempo per preparare la classica pasta al pomodoro, non in aggiunta!). Fidati, da oggi in avanti, la pasta al pomodoro avrà sempre un gusto nuovo!


Varianti “Plug & Play”: da 1 a 3 ingredienti per cambiare tutto

Queste varianti sono perfette per chi cerca una soluzione veloce per dare nuova vita alla pasta al pomodoro senza complicazioni:

  • All’arrabbiata: aggiungi un pizzico di peperoncino fresco o secco mentre soffriggi l’aglio. Poi aggiungi la passata di pomodoro. Più facile di così non si può!

  • Con olive nere o verdi: unisci una manciata di olive denocciolate al sugo di pomodoro. Le olive aggiungono una nota sapida e mediterranea senza alterare i valori nutrizionali.

  • Con acciughe: sciogli alcuni filetti di acciughe sott’olio in una padella con olio caldo e aglio (facoltativo). Aggiungi la passata di pomodoro e fai amalgamare i sapori per qualche minuto per ottenere un gusto deciso e ricco di umami.

  • Con ‘nduja: sciogli un cucchiaio di ‘nduja nella salsa di pomodoro. Basta così poco per dare un minimo di brio.

  • Con zafferano: aggiungi una bustina di zafferano alla passata di pomodoro per un aroma intenso e un colore vivace.


Con verdure (a minimo sforzo)

Vuoi aggiungere più verdure alla tua dieta senza fatica? Queste varianti sono perfette per aumentare l’apporto di fibre e aumentare la sazietà:

  • Funghi trifolati: soffriggi aglio e olio, aggiungi i funghi surgelati e cuoci fino a quando si ammorbidiscono. Aggiungi la passata di pomodoro e lascia cuocere per qualche minuto.

  • Zucchine a cubetti: taglia le zucchine a cubetti e saltale in padella con aglio e olio. Unisci la salsa di pomodoro e cuoci finché non sono morbide.

  • Melanzane grigliate surgelate: aggiungile direttamente dal freezer al sugo già pronto per un tocco rustico senza fatica.

  • Peperoni a dadini: soffriggi i peperoni con aglio e olio fino a renderli morbidi. Aggiungi la passata e cuoci finché il sugo non si rapprende.

  • Piselli surgelati: aggiungili direttamente al sugo e cuoci per 10-15 minuti. Ottimi per aumentare le fibre e le proteine vegetali.

Le verdure le puoi anche frullare insieme alla salsa di pomodoro, se preferisci una consistenza uniforme. Melanzane, peperoni, cipolla o carote rendono molto bene frullate con il pomodoro.
Se frulli in dosi molto piccole le melanzane e i peperoni, questi saranno in grado di dare un buon aroma alla salsa di pomodoro, ma senza sovrastarne il sapore.


Primo e secondo insieme: un piatto unico completo

Vuoi trasformare la tua pasta in un pasto completo? Aggiungi proteine per creare un piatto equilibrato e saziante:

  • Con ricotta: aggiungi la ricotta al sugo per una consistenza cremosa e leggera.

  • Con tonno in scatola: soffriggi cipolla tritata, unisci il tonno sgocciolato e la passata di pomodoro. .

  • Con mozzarella: aggiungi cubetti di mozzarella al sugo pronto e lascia che si sciolgano leggermente.

  • Con anelli di totano: cuoci gli anelli di totano surgelati con aglio e peperoncino, aggiungi la passata di pomodoro e cuoci per qualche minuto.

  • Con uova: rompi un uovo direttamente nella padella con il sugo e cuoci a fuoco basso fino a ottenere una consistenza cremosa (tipo pasta alla poverella).

Altre idee per primi piatti completi li trovi qui: 12 esempi di primi piatti completi

Considerazioni finali su come reinventare la pasta al pomodoro

Come vedi, basta poco per creare delle varianti della pasta al pomodoro, anche se hai poco tempo da dedicare alla cucina o non hai fatto la spesa. Tutti, infatti, hanno in casa capperi, olive, tonno o verdure dimenticate in frigo, quindi, anche in condizioni di “magra”, puoi variare la tua pasta al pomodoro senza fatica.

Queste varianti sono perfette anche se vivi con persone abitudinarie, che mangerebbero ogni giorno la stessa pasta al pomodoro, mentre a te viene la nausea al solo pensiero. Puoi preparare la stessa base e modificarla solo per te, evitando di fare due cucine diverse e di litigare con chi vuoi bene.

Hai provato queste varianti? Quale preferisci? Raccontaci la tua esperienza nei commenti!

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Mettersi a dieta senza seguire una dieta

donna che regge cartello con aria sconvolta per articolo Mettersi a dieta senza seguire una dieta è possibile

Mettersi a dieta senza seguire una dieta

Mettersi a dieta senza seguire una dieta

Mettersi a dieta senza seguire una dieta può sembrare un controsenso, ma in realtà è un approccio che punta alla semplicità e alla sostenibilità. Le diete tradizionali spesso richiedono tempo, denaro e una notevole dose di impegno, rendendo difficile mantenerle a lungo termine. Tuttavia, migliorare la propria alimentazione è possibile anche senza un piano dettagliato: è sufficiente adottare alcuni semplici accorgimenti per iniziare a prendersi cura di sé.

 

Perché evitare di seguire una dieta tradizionale?

 

Le diete classiche spesso richiedono impegno e dedizione, ma raramente insegnano come gestire l’alimentazione in autonomia. Il loro vero scopo delle diete dovrebbe essere proprio quello di fornire strumenti utili per creare abitudini alimentari sostenibili da adottare da soli. Senza questa componente educativa finale, non conviene iniziare proprio la dieta. Nella maggior parte dei casi, infatti, si abbandona molto presto il percorso e visto che non si sono acquisite le abitudini alimentari si torna alle vecchie abitudini perdendo tutti i risultati ottenuti.

 

Inoltre, molte persone rinunciano all’idea di una dieta perché la percepiscono come un sacrificio insostenibile, specie quando mancano tempo, energie o risorse economiche. Ma aspettare il momento perfetto per iniziare non è sempre la scelta migliore: piccoli passi fatti oggi possono fare la differenza.

 

In questo articolo ti voglio condividere i piccoli passi più utili per affrontare i tre motivi più comuni per cui le persone si rivolgono ad un professionista dalla nutrizione: perdere peso, dieta “per la palestra” e risolvere problemi intestinali.

 

Vuoi perdere peso?

Se il tuo obiettivo è dimagrire, ecco tre semplici strategie:

  1. Inizia i pasti con proteine e verdure. Scegli alimenti come carne magra, pesce, uova, ricotta, yogurt o tofu, accompagnandoli con verdure di stagione. Poi completa il pasto con carboidrati come pane, riso o pasta.

  2. Prova piatti unici. Combina proteine, verdure e carboidrati in un solo piatto (ad esempio, riso con gamberetti e zucchine).

  3. Colazione sana. Se non ami le verdure al mattino, opta per un frutto fresco o un estratto. Evita i succhi di frutta industriali; puoi scoprire perché qui.

Perché funziona?

Consumare proteine e verdure all’inizio dei pasti aumenta la sazietà e riduce il rischio di eccessi con altri alimenti. Le proteine proteggono la massa magra, favorendo la perdita di grasso, mentre le verdure migliorano la digestione e rallentano l’assorbimento dei carboidrati, stabilizzando i livelli di zucchero nel sangue.

 

Vuoi migliorare le prestazioni sportive?

Se ti alleni, ecco due semplici accorgimenti:

  1. Aumenta le porzioni di carboidrati e proteine dopo l’allenamento. Se normalmente mangi 60 g di pasta e 120 g di carne, aumenta a 90 g di pasta e 170 g di carne.

  2. Spuntino post-allenamento. Se il tuo allenamento finisce lontano dai pasti principali, opta per uno spuntino come 30 g di pane e 30 g di affettati magri, o 250 g di frutta fresca con 150 g di yogurt bianco.

Perché funziona?

L’allenamento consuma glicogeno e danneggia le fibre muscolari. I carboidrati ripristinano le riserve energetiche, mentre le proteine stimolano la riparazione muscolare. L’assunzione combinata migliora il recupero e ottimizza le prestazioni nei successivi allenamenti.

 

Vuoi migliorare la salute intestinale?

Per un intestino sano, prova questi accorgimenti:

  1. Riduci gli alimenti industriali. Evita cibi confezionati, preferendo verdure fresche o surgelate al naturale.

  2. Modera latticini e gelati. Consumali massimo due volte a settimana. Scegli yogurt bianco intero come fonte principale di latticini.

  3. Usa spezie e verdure benefiche. Integra curcuma, zenzero, menta, carciofi, zucchine e finocchi nella tua alimentazione.

Perché funziona?

Gli alimenti industriali spesso contengono additivi, zuccheri e conservanti che possono irritare l’intestino. Spezie e verdure specifiche hanno effetti antinfiammatori e migliorano la digestione, riducendo i gonfiori.

 

Conclusione

Mettersi a dieta senza seguire una dieta è possibile: basta adottare piccoli accorgimenti mirati per perdere peso, migliorare nello sport o ridurre i disturbi intestinali. Un’alimentazione più consapevole è il primo passo per il benessere a lungo termine.

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L’uso strategico degli alimenti sgarro negli atleti

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Chi ha paura dei dolci? L'uso strategico degli alimenti sgarro negli atleti

I dolci fanno male? Dipende!

Se sei un atleta, probabilmente hai sentito dire che alimenti come pizza, Nutella e gelato dovrebbero essere evitati a tutti i costi. Ma sei davvero sicuro che un corpo capace di staccare 150 kg o di correre 10 km in meno di 50 minuti debba avere paura di un cucchiaio di Nutella? Forse è la Nutella che dovrebbe temere te!

In realtà, l’uso strategico degli alimenti sgarro negli atleti può essere un’arma strategica nell’alimentazione sportiva, in grado di migliorare performance e recupero. Scopriamo perché.

Alimenti “sgarro”: davvero così dannosi?

Nel mondo del fitness e dell’alimentazione sportiva, i dolci e i cibi altamente energetici sono spesso demonizzati. Il problema non è tanto l’alimento in sé, ma il contesto in cui viene inserito. Un atleta che ha un alto dispendio energetico ha esigenze nutrizionali diverse da una persona sedentaria. In alcuni casi, alimenti densi di energia possono risultare più utili rispetto a quelli “sani” e voluminosi.

Densità energetica vs volume del cibo

Gli alimenti tipicamente considerati “sani” tendono ad avere un elevato volume e un basso contenuto calorico. Verdure, cereali integrali e proteine magre sono alimenti “sani” ottimi per la salute, ma quando un atleta deve assumere elevate quantità di nutrienti, questi cibi possono diventare un ostacolo. L’eccessivo volume di cibo può appesantire la digestione e influenzare negativamente la performance.

Per esperienza ad un certo punto si arriva ad un “tappo” con gli alimenti sani. Non si riesce più a salire con le quantità perchè tutto è semplicemente troppo, il sistema digerente è sempre impegnato e l’atleta è “ingolfato” con ripercussioni che ricadono sia sugli allenamenti che nella vita di tutti i giorni.

Ecco che allora entrano in gioco gli alimenti sgarro: forniscono un’elevata quantità di energia in poco volume, senza sovraccaricare il sistema digestivo.

I benefici degli alimenti sgarro negli sportivi

Gli atleti, in particolare quelli che si allenano tutti i giorni o quasi in sport di potenza e resistenza come il CrossFit o la corsa, possono trarre beneficio da cibi ad alta densità calorica. Ecco alcuni vantaggi:

  • Ripristino delle scorte di glicogeno: dopo un allenamento intenso, il corpo necessita di carboidrati per recuperare. Dolci e alimenti ad alto indice glicemico possono accelerare questo processo.

  • Migliore aderenza alla dieta: concedersi strategicamente un alimento sgarro aiuta a mantenere la dieta nel lungo termine, è divertente (riduce lo stress) e favorisce la socialità, aspetto che tende ad essere messo da parte negli atleti che si allenano ogni giorno o quasi.

  • Maggiore apporto calorico senza appesantire: una fetta di pizza o una coppa di gelato forniscono molte calorie in poco spazio, evitando gonfiore e problemi digestivi.

Quali alimenti sgarro scegliere e quando inserirli

Non tutti gli alimenti “sgarro” sono uguali, e il loro utilizzo deve essere contestualizzato. Ecco alcune opzioni e i momenti migliori per inserirle nella dieta:

Alimenti strategici per il recupero e il miglioramento della performance

  • Pizza e focaccia: ottime fonti di carboidrati e grassi, ideali per recuperare dopo un allenamento intenso. Possono essere usati anche frequentemente, in questo caso usa prodotti di alta qualità.

  • Gelato: fonte di zuccheri e proteine (se a base di latte), perfetto dopo l’allenamento. Per un extra di proteine crea una cremina proteica sciogliendo le proteine in polvere nel cioccolato e poi usandola come “topping” sul gelato.

  • Nutella e creme spalmabili: energetiche e appetibili, possono essere utili per aumentare l’apporto calorico nei periodi di ipertrofia. T’assicuro che un post-workout a base di pane e Nutella, oltre ad essere molto buono, causerà invidia e sgomento in spogliatoio.

  • Succhi di frutta e yogurt aromatizzati industriali: pessimi in generale, ottimi in questi casi. Tanti zuccheri ad un prezzo basso e ad un sapore imbattibile. Approfondimenti qui per i succhi di frutta e qui per gli yogurt aromatizzati.

  • Cereali zuccherati e biscotti: ottimi come alternativa più glucidica dei fiocchi di avena per il classico spuntino yogurt greco, miele e fiocchi d’avena che tanti atleti hanno nel piano alimentare.

Quando inserirli nella dieta?

  • Dopo l’allenamento: il momento migliore per consumare carboidrati semplici, dato che vengono rapidamente utilizzati per il recupero.

  • Nei giorni di carico glucidico: se devi aumentare l’apporto energetico e soprattutto di carboidrati, gli alimenti sgarro possono essere un’ottima soluzione.

  • Quando il volume alimentare diventa eccessivo: se mangiare solo cibi sani diventa un problema per la digestione, inserire alimenti più calorici e meno voluminosi può fare la differenza.

Conclusione: chi deve aver paura di cosa?

Se sei un atleta, devi iniziare a vedere il cibo come un amico e mai come un nemico (vabbè, questo tutti, in realtà). Mangiare “troppo sano” può essere un limite se ti impedisce di progredire nei tuoi obiettivi. Lo so che sembra strano, ma è così. L’uso strategico degli alimenti sgarro negli atleti non è tradire la dieta, ma un modo intelligente per ottimizzare la performance e il recupero.

Quindi, la prossima volta che ti freni di fronte ad un pezzo di pizza o ad una vaschetta di gelato pensando a che “forse non dovrei mangiarlo”, ricorda: sono loro a dover avere paura di te, non il contrario.


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Crossfit: Hand stand hold, l’esercizio che sveglia più del caffè​

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Crossfit: Hand stand hold, l'esercizio che sveglia più del caffè

L’esercizio che sveglia più del caffè: hand stand hold

Da quando ho iniziato Crossfit, uno degli esercizi che mi piace di più è l’Hand Stand Push Up Strict, ossia le flessioni fatte in verticale a testa in giù e con i piedi appoggiati alla parete. Ora, però, sto facendo pratica con una versione ancora più avanzata: l’Hand Stand Hold. Questo esercizio consiste nel mantenere la posizione verticale a testa in giù senza appoggiare i piedi al muro. L’ Hand Stand Hold è propedeutico per imparare a camminare sulle mani, una skill importante nel Crossfit e nell’allenamento funzionale in generale. 

Ora, aldilà di tutto questo, quello che mi ha colpito di più dell’Hand Stand Hold sono gli effetti a livello mentale. Sarà la posizione invertita, l’aumento di sangue al cervello, o magari la quasi certezza di cadere subito dopo aver staccato le gambe dal muro… fatto sta che l’Hand Stand Hold mi attiva tantissimo a livello mentale. Se prima ero uggioso, distratto e incapace di concentrarmi, bastano 2-3 tentativi per sentirmi subito sveglio, sull’attenti, pieno di adrenalina. E la sensazione di attivazione perdura per molto tempo.

Come se avessi preso un caffè, ma in vena.

Un esercizio per tutti? Non proprio, ma ci sono alternative

Ovviamente, l’Hand Stand Hold non è un esercizio adatto a tutti. Non farlo se non sei preparato o non ti senti sicuro: il rischio di farti male c’è. Anche perché non devi metterti per forza a testa in giù per darti una svegliata, anzi. Puoi ottenere la stessa “sferzata di energia” con dei piccoli snack di attività fisica. Cosa sono? Mini-esercizi da un minuto o poco più che puoi fare ovunque. Ti attivano, migliorano la circolazione e ti rimettono subito in pista.

Ecco qualche idea facile e alla portata di tutti:

  • Squat a corpo libero: Ottimi per attivare i muscoli delle gambe e migliorare la circolazione. Bastano una decina di ripetizioni fatte in velocità.

  • Flessioni classiche o al muro: Se le flessioni a terra sono troppo impegnative, inclinati verso un muro, appoggia le mani e fai dei piegamenti.

  • Plank: Anche solo 20-30 secondi aiutano a rafforzare il core e stimolare la mente.

  • Camminata veloce: Fai quattro passi, meglio ancora se all’aperto. Aria fresca e movimento sono un mix imbattibile per riattivarti.

Cosa scegliere: caffè o esercizio?

Magari uno snack di attività fisica ti risparmia il caffè pomeridiano che ti serve per arrivare a fine giornata, ma che ti tiene anche sveglio tutta la notte. Un breve allenamento, invece, ti dà energia naturale, senza effetti collaterali. E, in più ti allena, con tutti i benefici che derivano dall’allenamento (più tono muscolare, migliore circolazione, migliore connessione mente-muscolo). 

Ovvio, un minuto o anche due o tre è poca cosa, ma in una giornata ne puoi fare quanti ne vuoi e li puoi fare tutti i giorni perchè non stancano come un allenamento normale, ma ti danno solo il beneficio di attivarti.

 

In breve, che tu voglia provare l’Hand Stand Hold o semplicemente fare un po’ di squat e flessioni, il risultato è lo stesso: ti senti più concentrato, attivo e, perché no, anche più soddisfatto di aver fatto qualcosa per il tuo corpo e la tua mente.

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Semplice guida alimentare per il dopo le feste

Semplice guida alimentare e non per il dopo le feste

Di seguito trovi uno schema di 3 giorni di “dieta” che ti può aiutare a recuperare dagli eccessi delle festività invernali.


Disclaimer
Questo articolo, così come gli altri articoli presenti sul sito, ha uno scopo puramente didattico e informativo. Gli articoli non rappresentano consigli medici e non si sostituiscono in alcun modo alle figure professionali di competenza. È opportuno richiedere un parere medico prima di iniziare un qualsiasi regime alimentare. L’uso di qualsiasi indicazione è a completa discrezione e responsabilità dell’utente



Primo giorno

3 pasti principali (colazione, pranzo e cena) a base di verdure cotte e crude, poca frutta e olio extravergine di oliva, o olio di cocco, quanto basta per rendere un minimo gustosi i piatti. 

A colazione puoi prendere un frutto, un estratto di verdure fatto in casa oppure dei succhi di verdure commerciali, ma di alta qualità (dev’essere segnato che il succo è ricavato dalla verdura fresca. Evita prodotti con scritto da: “concentrato 100%”). Pranzo e cena a base di verdure crude e cotte condite con un poco di olio evo o olio di cocco. Erbe, spezie e aceto di mele a piacere.



Secondo giorno

Il secondo giorno è uguale al primo giorno, ma con l’aggiunta del volume di 1 palmo della mano senza le dita o ½-¾ di tazza tipo mug di fonti proteiche per pasto (carne, pesce, uova, tofu/tempeh, yogurt, ricotta, formaggi molli magri). 

Le fonti proteiche si intendono pronte per il consumo, quindi, quando si parla di un palmo si parla di un palmo di carne o pesce cotti. Usa la tazza per fonti proteiche molli (yogurt, ricotta) o per le fonti proteiche “amorfe” (macinato, gamberetti, anelli di totano. Cotti ovviamente).

A colazione puoi preparare dello yogurt con dentro un frutto a pezzi oppure della ricotta mantecata con cannella e cacao amaro. Pranzo e cena sempre a base di verdure con l’aggiunta di un piccolo secondo (es, pollo ai ferri, scaloppina di vitello, merluzzo all’acqua pazza, uova strapazzate).



Terzo giorno

Il terzo giorno è uguale al secondo giorno, ma con l’aggiunta del volume di un pugno di fonti di carboidrati integrali per pasto (pane integrale o di segale; fiocchi di avena; cereali in chicco come riso nero o rosso, grano saraceno, farro; legumi come ceci, piselli, fagioli, lenticchie). Anche in questo caso si considerano gli alimenti pronti per il consumo. 

Per quanto riguarda i pasti puoi riprendere quelli del secondo giorno adattandoli alle nuove indicazioni. A colazione, ad esempio, puoi aggiungere dei fiocchi di avena allo yogurt con la frutta oppure puoi spalmare la ricotta mantecata con cacao e cannella su del pane integrale tostato. Pranzo e cena puoi farli come il secondo giorno aggiungendo solo dei legumi (anche pronti da barattolo, basta sciacquare molto bene) o del pane di segale. Se, invece, hai voglia di cucinare qualcosa di diverso, puoi cucinare pasta integrale condita con un ragù a base di macinato e salsa di pomodoro oppure puoi preparare del grano saraceno con gamberetti e zucchine.



Spuntini nei 3 giorni di “dieta”

Se a metà mattina o metà pomeriggio hai fame bevi 1-2 tisane e attendi un attimo. Se la fame passa bene, se non passa prendi 1-2 cucchiai o una manciata di frutta secca (noci, nocciole, anacardi, mandorle), cioccolato molto fondente (dal 75% in su), cocco (rapè, burro di). Puoi fare un mix delle varie fonti. 

Per la cioccolata non farti pensieri, lo so che è poco comune misurare la cioccolata in cucchiai, ma considera che 2 cucchiai corrispondono a una fila di quadretti o quadrettoni di una tavoletta di cioccolata.

Misurare la cioccolata in cucchiai è utile perché spesso consiglio di preparare un barattolino con un mix di questi alimenti da cui pescare, appunto, con il cucchiaio. Mix sempre molto apprezzati sono nocciole e cioccolato molto fondente oppure mandorle e cocco rapè.

Se vuoi, puoi usare anche le creme di frutta secca al 100% come burro di arachidi, crema di nocciola o di mandorle al 100% al posto della frutta secca intera.



Dal quarto giorno in poi torna alla tua alimentazione abituale.



Nota 1

Non è necessario fare tutti e 3 i giorni di “dieta”: se non ci si sente poi così pieni e ingolfati, basta fare solo il primo giorno e poi tornare all’alimentazione abituale. Addirittura, puoi seguire solo il primo giorno semplificato, ossia fare colazione e pranzo come il primo giorno (verdure + poco condimento), ma fare la cena come il terzo giorno (porzione di carboidrati integrali + porzione di proteine + verdure + poco condimento).



Nota 2 

Per quanto riguarda le verdure preferisci quelle amarognole (radicchio, rucola, scarola, cicoria, carciofi) o quelle della famiglia delle crucifere (broccoli, cavoli, cavolo verza, cappuccio, ravanelli, rucola). Se le verdure amare sono troppo amare preparale insieme alle carote e/o alla cipolla che sono naturalmente dolci e vanno quindi a mitigare l’amaro. Qualche altro spunto al riguardo lo puoi trovare in questo articolo


Le verdure amare aiutano a resettare un palato ormai abituato ai sapori dolci e zuccherini dei tipici alimenti festivi. Riabituare il palato a sapori più amari riduce il desiderio per gli alimenti dolci e, di conseguenza, aiuta a limitare il consumo di zuccheri semplici nelle settimane e nei mesi a venire. Riabituare il palato è abbastanza facile e non richiede troppi sforzi. Se non mi credi, prova a domandare ai tuoi conoscenti che sono passati dal zuccherare il caffè a prenderlo amaro. A parte qualche minimo disagio iniziale, è probabile che si saranno abituati rapidamente a bere il caffè nero. Non solo, è anche probabile che ora trovino il caffè zuccherato troppo dolce, fin quasi cattivo.


Le verdure amare e le crucifere aiutano a detossificare l’organismo perché stimolano gli organi deputati a questo lavoro come, ad esempio, il fegato (in inglese si dice che “liver love bitter” ossia “il fegato ama l’amaro”, mica per niente) e apportano preziosi fitonutrienti.

Cucina le verdure con olio evo, olio di cocco o un buon burro di malga in quando gli olii e i grassi cotti stimolano la cistifellea a svuotarsi della bile. La bile è un liquido prodotto dal fegato che ha una funzione digestiva (aiuta ad assorbire grassi e vitamine liposolubili) e ha una funzione detossificante (nella bile si trovano tutte le sostanze di scarto che non possiamo eliminare tramite le urine).


Per concludere la carrellata di verdure è importante citare il finocchio e il sedano, due vegetali molto utili in questo periodo dell’anno. Il primo è utile per le sue proprietà digestive e antifermentanti, il secondo perché è ricco di iodio, minerale che aiuta a tenere alto il proprio tono umorale, magari un minimo “giù” dagli eccessi dei giorni festivi.


Ad ogni modo, non devi per forza consumare tutte le verdure elencate. Che l’ampia varietà di scelta ti aiuti a selezionare quelle che più apprezzi, evita di consumare verdure che ti fanno schifo solo perché “fanno bene”. Se ti fanno proprio schifo, bene non ti fanno.


Di seguito giusto tre esempi di ricette da usare come spunto: 

Antipasto: Finocchio crudo, arancia, melograno

Contorno: Radicchio cotto in padella con olio e cipolla

Piatto principale: Vellutata di cavolfiore e carote



Avanzi di panettoni / pandori / torroni / dolci vari

Per quanto riguarda gli avanzi di dolci natalizi il consiglio è quello di evitare di smangiucchiarli giorno dopo giorno, ma di decidere 2-3 momenti durante la settimana dove consumarne in buona quantità (ad esempio, mercoledì a colazione, sabato sera a cena e domenica a colazione).

A livello mentale è molto meglio “sapere già” quando mangiarli e quando no, invece di entrare in cucina, vederli e cominciare uno struggle interno dove la mente fa un tira e molla tra: “dai, solo un pezzettino” e: “meglio di no, sai che non ti fermerai mai a solo un pezzettino”. 

A livello di piacere è molto meglio togliersi la soddisfazione di godersi una bella fetta di panettone in un unico pasto, piuttosto che suddividere la stessa fetta in 7 o più pezzettini di sbocconcellare lungo la settimana, stuzzicando, ma mai appagando, il proprio desiderio.



Attività fisica

Falla, semplicemente falla, non importa quanta poca esperienza di allenamento hai, l’importante è che cominci (o continui, se già lo fai) a muovere il tuo corpo.


Se la tua esperienza di allenamento è molto bassa limitati alla classica passeggiata dove, ogni tanto e per pochi minuti (anche solo uno), ti “sfidi” ad aumentare il passo mantenendolo ad un ritmo che ti faccia sentire un minimo a disagio e che ti faccia battere il cuore e respirare più forte e velocemente. Già questo fa tanto sia per recuperare dagli eccessi festivi, che per la salute.


Se hai un minimo di esperienza di allenamento in più puoi fare i classici circuiti di esercizi a corpo libero (squat, piegamenti sulle braccia, plank, tanto per rimanere sul classico). In un’ottica di “riprendersi” dagli eccessi festivi, puoi fare 1-2 circuiti in cui arrivi a sentire il bruciore muscolare (fai il massimo di ripetizioni possibili – per il plank mantieni la posizione – per 30-45 secondi. Rifiata tra un circuito e l’altro) per poi concludere il tutto con una bella passeggiata di 20-40 minuti a passo svelto.


L’ideale, tuttavia, è iniziare a praticare un’attività fisica strutturata vera e propria. In palestra seguiti da un personal trainer oppure uno sport/corso vero e proprio sempre seguiti da un istruttore/maestro. Va contro i miei interessi dirlo, ma in molti casi quello che fa la differenza, in termini di benessere e forma fisica, non è tanto la dieta “dieta” (schema con grammature e alimenti precisi) quanto iniziare un’attività fisica fatta per bene. Dove, per fatta per bene, significa che c’è qualcuno di esperto (personal trainer o un istruttore) che ti corregge le posizioni, ti aiuta a muoverti in sicurezza e ti sprona ad andare avanti.


Lato alimentare spesso basta un po’ di educazione alimentare, ossia imparare cosa e quali sono i macronutrienti, che effetto fanno, dove si trovano negli alimenti e come combinare gli alimenti in pasti che siano facili da preparare, piacevoli al palato e ampiamente personalizzabili. Ecco, ora vado verso i miei interessi, visto che l’approccio di educazione alimentare è quello che uso normalmente e quello che regala più soddisfazioni alle persone che si affidano a me.

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Cene di Natale: Survival Guide

Donna affranta all'idea di andare all'ennesima cena di Natale

Cene di Natale: Survival Guide

In questi ultimi giorni molte persone mi stanno chiedendo come regolarsi con le cene di Natale, ossia con le cene che si fanno con i colleghi, con gli amici e con i compagni di scuola o di palestra poco prima delle festività Natalizie.

Dicembre è appena iniziato eppure sono certo che anche tu hai già partecipato ad almeno una di queste cene e, sicuramente, ne avrai altre ancora in programma. Se poi hai un partner e dei figli il numero delle cene sociali aumenta vertiginosamente e da qui, a Natale, la strada è ancora lunga…

Per questo motivo voglio mostrarti quali strategie adottare per vivere queste cene nel migliore dei modi, in modo da trarne il massimo beneficio – soprattutto in termini di svago e socialità – ma riducendo al minimo i temuti effetti collaterali, come gonfiore, aumento di peso e malessere generalizzato.

L’articolo ti mostrerà le strategie in maniera diretta, senza scendere troppo nei dettagli sul perché le strategie funzionano. Tuttavia, se questi aspetti ti interessano, puoi contattarmi in privato e sarò lieto di spiegarti tutto.

Le strategie sono suddivise in tre aree differenti in modo da coprire (quasi) ogni aspetto.

  • Alimentazione e integrazione peri-cena (ossia poco prima e poco dopo)

  • Alimentazione negli altri giorni

  • Movimento


Ultima cosa prima di iniziare: quelle che leggerai sono indicazioni a scopo puramente divulgativo e informativo e non intendono in alcun modo sostituirsi ad un consulto professionale. Prima di fare qualsiasi modifica alla tua dieta o al tuo stile di vita consulta il tuo medico curante. 


Alimentazione peri-cena: Prima di cena

  • Nel pomeriggio cerca di bere molta acqua (anche in forma di tisana) in modo da idratarti fornendo, così, la base per la produzione di succhi digestivi.

  • 1-2 ore prima di cena fai uno spuntino a base di verdure e proteine in polvere (per ricordarti, fai questo spuntino giusto prima di iniziare a prepararti). In pratica puoi mangiare giusto una carota, un po’ di finocchio o della verdura cotta e, a parte, prendere un piccolo shaker di proteine in polvere (bastano 15-20 g. Quantità piccole che puoi anche sciogliere in una tazza di acqua o latte vegetale senza dover usare per forza uno shaker). 
    Proteine e verdure tolgono la fame da “nutrimento” in modo che a cena, tu possa mangiare per gusto e piacere, senza strafogarti solo perché non ci vedi più dalla fame (quando mai queste cene cominciano davvero in orario?). Le proteine e le fibre, inoltre, rallentano l’assorbimento dei carboidrati aiutando a tenere a bada i temuti picchi glicemici.

Alimentazione peri-cena: Dopo cena

  • Dopo cena prendi un paio di capsule di enzimi digestivi. Gli enzimi digestivi si “sobbarcano” parte del lavoro dell’apparato digerente, facendoti digerire più velocemente. In questo modo puoi dormire con serenità e svegliarti il giorno dopo senza l’odiosa sensazione di sentirti ancora pieno e “ingolfato”. Alcuni gonfiori – non solo sul corpo, ma anche sul volto e attorno agli occhi – possono essere dovuti ad un accumulo di metaboliti che non sono stati espulsi dal tuo organismo proprio perché era troppo impegnato a gestire e smaltire la cena. Gli enzimi digestivi, togliendo lavoro digestivo, facilitano indirettamento lo smaltimento dei metaboliti aiutandoti, così, anche a livello estetico.


Alimentazione peri-cena: Colazione del giorno successivo

  • Se il giorno dopo non hai fame non fare per forza colazione. Limitati a bere tanti liquidi (acqua, tè, tisane) con un pizzico di sale marino integrale e del succo di limone. Liquidi, sali e limone, reidratandoti e riequilibrando il pH gastrico, aiutano il tuo organismo a riprendersi dagli eccessi. Se, invece, senti fame ai liquidi aggiungi una manciata di frutta secca e un frutto fresco in modo da fornire nutrimento al tuo organismo, ma senza sovraccaricarlo troppo.


Movimento: Prima di cena

  • Se di norma ti alleni, durante la giornata fai semplicemente il tuo classico allenamento senza aggiungere nulla di più. Se, invece, non hai pratica di palestra e di esercizi, il pomeriggio cerca di fare almeno una passeggiata a passo svelto, oppure, ancora meglio, fai un piccolo circuito di esercizi a corpo libero come, ad esempio, Air Squat, Lunges e Push Up. L’attività fisica prima dei pasti aiuta a dirottare i nutrienti all’interno del tessuto muscolare, sottraendoli al tessuto adiposo.


Movimento: Dopo cena

  • Dopo cena fai una breve passeggiata digestiva. Cammina con calma, non fa bene “fare le corse” subito dopo mangiato. Lo scopo della passeggiata è quello di mettere in movimento il sangue (se hai bevuto alcolici più il sangue scorre meglio, più velocemente l’alcool viene metabolizzato) e massaggiare gli organi intestinali grazie al movimento ritmico della camminata (massaggiare facilita i movimenti peristaltici digestivi).


Alimentazione negli altri giorni

Nei giorni che intercorrono tra le cene sociali non ci sono cose particolari da fare anzi, non si deve fare nulla di diverso rispetto al seguire la classica alimentazione sana.
Evita i digiuni e i salti dei pasti senza criterio, evita di ridurre all’osso le porzioni o di mangiare tutto sciapo e scondito. Spesso si fa così quasi come modo per punirsi e risolvere il senso di colpa generato dall’aver “sgarrato” o “esagerato” durante le cene. Ma non serve a nulla: 1) non esiste il peccato nel cibo; 2) limitare e punirti non farà altro che aumentare il rischio di abusare e mangiare in eccesso alla prossima occasione; 3) t’assicuro che, in termini di peso e di forma fisica, mangiare poco, sciapo e cattivo non da’ alcun risultato degno di nota.
Di seguito vedrai 2 tipologie di piatti sani – il Piatto 1, più ricco di carboidrati e il Piatto 2, più ricco di proteine – che puoi usare come spunto per impostare i tuoi pranzi e cene.
Non è necessario alternare Piatto 1 e Piatto 2 tra pranzo e cena. Se preferisci i carboidrati scegli più spesso (ma non sempre) il Piatto 1, viceversa, se preferisci le proteine, scegli più spesso (ma non sempre) il Piatto 2. 

Per quanto riguarda le quantità anche qui non c’è bisogno di farla tanto lunga, cerca solo di fare in modo che il tuo pasto rimanga all’interno di un piatto piano regolandoti in eccesso (un pochino più di un piatto piano) o in difetto (un pochino in meno di un piatto piano) in base al tuo fisico e ai livelli di fame percepita.

 

  • Piatto 1: Cereali integrali con condimento di legumi o verdure, meglio se in formato crema. Piccole quantità di formaggio o affettati per insaporire e bilanciare l’apporto proteico.

Es. Grano saraceno con crema di broccoli (mentre cucini il grano saraceno taglia a piccoli pezzi il broccolo e cucinalo in un pentolino alto con acqua salata. Quando è morbido frullalo con il minipimer. Salta il grano saraceno e la crema di broccoli in padella con un po’ di olio di oliva. Pancetta o speck rosolato in padella a piacere per insaporire).
Riso integrale (parboiled, che si cucina prima) con crema di lenticchie rosse (intanto che il riso si cucina lava le lenticchie e cucinale con un rapporto 1:3 con l’acqua. Una volta cotte, sala, aggiungi l’olio e mescola in modo da formare una crema – si spappolano da sole senza fatica – che userai per condire il riso. Formaggio grattugiato a piacere per insaporire).


  • Piatto 2: carne e pesce preferibilmente, ma non esclusivamente, magro cotto in maniera semplice. Come carboidrati pane giusto per aiutarti “a tirare su”, 2-3 cucchiai di polenta o 1 patata.

Es. Scaloppina di pollo al limone con pane per scarpetta (infarina il pollo, cucinalo in una padella calda con olio fino a che non si indora, abbassa la fiamma, aggiungi sale e limone e prosegui la cottura finché si forma una salsina).
Merluzzo all’acqua pazza (in una padella cucina con l’olio pomodorini o pomodori a tocchetti insieme ad una patata e ad un po’ di cipolla o aglio. Quando il pomodoro comincia a fare acqua aggiungi il merluzzo e prosegui la cottura fino a che le patate non si sono ammorbidite e il merluzzo non si sfalda o quasi. Regola di sale e spezie preferite. Aggiungi olive nere o capperi se graditi).


  • Al Piatto 1 e al Piatto 2 aggiungi delle Verdure come contorno.
    Preferisci (ma non ti limitare a) verdure amare come radicchio, cardo e carciofi in quanto contengono nutrienti che supportano il lavoro detossificante del fegato. Per questo scopo sono ottime anche le verdure della famiglia delle crucifere come cavolfiori, broccoli e verze. Consumale cotte o crude a seconda del tipo di verdura e dei tuoi gusti personali. Come cotture alterna la cottura al vapore, trifolate e al forno. Per favore, non mangiare solo verdure bollite nella convinzione che siano più sane e dietetiche. 1) non lo sono (un cucchiao d’olio in più per fare le verdure trifolate NON FA ALCUNA DIFFERENZA in termini di ingrassamento); 2) le verdure bollite sono così piene di acqua che possono paradossalmente affaticare la tua digestione (gli enzimi e i succhi gastrici vengono diluiti dalla troppa acqua funzionando meno bene); 3) fanno schifo rispetto a cotture più saporite come in padella o al forno il che porta a consumare porzioni limitate e sub-ottimali (riducendo, così, l’apporto di fibre, fitonutrienti, vitamine e minerali importanti per la tua salute).

  • Colazione.
    Senza farla troppo complicata puoi fare colazione semplicemente con del pane o delle fette biscottate accompagnati con marmellata o miele. Abbi solo cura di abbinarci anche una piccola fonte di grassi come burro di arachidi, crema di mandorle al 100% oppure del classico burro normale. Es. 1-2 fette di pane tostato con burro di arachidi, marmellata, rondelle di banana e una spolveratina di cannella.
    Tuttavia dai una chance anche a colazioni un po’ più proteiche: potrebbero piacevolmente stupirti in termini di soddisfazione e sazietà. Alcuni esempi di colazioni proteiche possono essere: pane tostato + ricotta e miele / noci, oppure pane tostato + uova strapazzate con latte, frutta preferita (anche in forma di purea), un pizzico di sale e di cannella.


Come vedi non è che ci siano chissà che magheggi strani da fare per gestire le cene sociali. Basta solo avere un po’ di buonsenso (non mangiare se non si ha fame, non colpevolizzarsi), mettere in pratica qualche “trick” mirato (enzimi digestivi, proteine + fibre, movimento targettizzato) e il più è fatto.

Per comodità riporto per punti il contenuto dell’articolo, in modo che tu abbia tutto a colpo d’occhio. Sappi che, comunque, non è necessario seguire ogni volta tutti i consigli: anche solo adottarne 1 o 2 è di grandissimo aiuto.

  1. Il giorno in cui hai la cena sociale cerca di fare attività fisica e bere molta acqua

  2. 1-2 ore prima della cena consuma delle verdure e prendi un po’ di proteine in polvere

  3. Dopocena, se ne hai bisogno, prendi 1-2 capsule di enzimi digestivi e, se puoi, fai una breve passeggiata

  4. Il giorno dopo, se non hai fame, salta la colazione e bevi molti liquidi. Se hai fame ai molti liquidi aggiungi della frutta secca e fresca

  5. Negli altri giorni mangia “normale”, senza restringere o fare digiuni autoprescritti senza criterio. Punta ad usare alimenti minimamente processati e a preparare i pasti in casa includendo verdure amare e crucifere in virtù delle loro proprietà detossificanti e depurative

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Caldo e fondente: ricette a base di cioccolato

pezzi di cioccolato fondente ricoperti di cioccolato fuso su un tagliere di legno par articolo Caldo e fondente: ricette a base di cioccolato

Caldo e fondente: ricette invernali a base di cioccolato

Caldo e fondente: ricette invernali a base di cioccolato

Il cioccolato, soprattutto quello fondente dall’80% in su, è più di un semplice alimento goloso. I suoi benefici per la salute lo rendono quasi terapeutico, soprattutto d’inverno, quando il freddo e la scarsa luce solare mettono alla prova il nostro benessere psicofisico. In questo articolo scopriremo come utilizzare il cioccolato in modo sano, rispondendo alla domanda: “Il cioccolato fa ingrassare?” e presentando alcune ricette invernali deliziose.

Benefici del cioccolato fondente

Il cioccolato fondente è un concentrato di sostanze utili per il corpo e la mente:

  • Ricco di magnesio: aiuta a rilassare i muscoli e a combattere la stanchezza.

  • Fonte di triptofano: precursore della serotonina, l’ormone del benessere.

  • Polifenoli antiossidanti: come la teobromina, che migliora la salute cardiovascolare e ha proprietà antinfiammatorie.

  • Stimola il rilascio di endorfine: sostanze che alleviano il dolore e migliorano l’umore.

Grazie a queste proprietà, il cioccolato fondente supporta il benessere a tutto tondo. Certo, come ogni alimento, va consumato con moderazione, ma inserirlo nella tua dieta quotidiana non solo è possibile, ma anche consigliabile.

 

Cioccolato a dieta: mito o realtà?

Molti si chiedono: “Il cioccolato fa ingrassare?” La risposta dipende da come lo si consuma. Il cioccolato fondente, rispetto a quello al latte o bianco, ha meno zuccheri e una maggiore concentrazione di cacao, rendendolo più salutare e benefico.

Il cioccolato fondente contiene anche più grassi di quello al latte o bianco ma, attenzione!, questo non lo rende un alimento malsano. I grassi che contiene, infatti, sono per la maggior parte acido oleico, lo stesso che ritroviamo nel sanissimo olio di oliva. 

Se abbinato a una dieta equilibrata e a uno stile di vita sano, il cioccolato fondente può diventare un alleato del benessere. Ad esempio:

  • Consumalo a colazione, per partire con il piede giusto!

  • Usalo come spezzafame tra un pasto e l’altro. Anche se sembra poco,  un quadratino è spesso sufficiente per saziare improvvisi attacchi di fame

  • Usalo come coccola dopocena

  • Inseriscilo in ricette nutrienti per creare piatti gustosi ma sani, come quelli proposti qui sotto

Ricette invernali a base di cioccolato

1) Porridge al cioccolato fondente

Il porridge è una colazione perfetta per iniziare la giornata con energia. Ecco come prepararlo:

  • 50 g di fiocchi di avena

  • 200 ml di latte (vaccino o vegetale)

  • 10-20 g di cioccolato fondente tritato

  • Cacao amaro a piacere

Scalda il latte con il cioccolato e il cacao, quindi aggiungi i fiocchi d’avena e cuoci a fuoco basso finché non si addensa. Per un tocco in più, guarnisci con granella di frutta secca o cocco rapè.

2) Bulletproof Cocoa

Un’alternativa al classico caffè è il Bulletproof Cocoa:

  • 200 ml di latte

  • 20 g di cioccolato fondente

  • 1 foglietto di colla di pesce (sostituisce farina o maizena per addensare)

  • 1 cucchiaio di olio di cocco o olio MCT

Scalda il latte con il cioccolato e l’olio di cocco, mescolando bene. Aggiungi la colla di pesce che avrai fatto reidratare in acqua fredda. Continua a mescolare finchè non si scioglie. Questa bevanda non solo è deliziosa, ma grazie agli acidi grassi a catena media fornisce energia prolungata e riduce il senso di fame.

3) Tortino al cioccolato keto

Un dessert veloce e low carb:

  • 2 cucchiai di burro di mandorle

  • 1 cucchiaio di cacao amaro

  • 1 cucchiaio di olio di cocco

  • Dolcificante (eritritolo o stevia)

Mescola gli ingredienti, versa in stampi piccoli e congela. Questi tortini sono perfetti come spuntino o colazione veloce.

Ricette veloci per soddisfare la voglia di cioccolato

Quando la voglia di cioccolato è improvvisa, prova queste idee rapide:

  • Latte vegetale con cacao e cannella: mescola cacao e cannella in una tazza di latte caldo per una bevanda comfort alternativa alle tisane serali.

  • Mug cake al cioccolato: mescola 3 cucchiai di yogurt, 1 cucchiaio di cacao, 1-2 cucchiai di farina, 1 uovo e un pizzico di lievito per dolci in una tazza. Cuoci al microonde per circa 2 minuti.

 

Conclusione: il cioccolato a dieta è possibile

Come abbiamo visto, il cioccolato fondente è un alimento versatile e benefico. Che tu lo usi per colazione, in una bevanda calda o in un dolce, puoi goderti il suo gusto unico senza sensi di colpa.

Anche se non ti piace il cioccolato fondente!

Se, non ami particolarmente il cioccolato fondente, leggi questo articolo che ti mostra che puoi mangiare comunque cioccolato meno fondente, ma sempre sano.

Hai letto fino a qui? Ora è il momento di agire!

Non lasciare che questa sia solo un'altra lettura. Fai il prossimo passo e richiedi una consulenza personalizzata per migliorare la tua dieta e il tuo benessere.
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E’ più precisa la grammatura o la misura visiva?

immagine di persona che scrive diario alimentare per l'articolo E’ più precisa la grammatura o la misura visiva?

E’ più precisa la grammatura o la misura visiva?

Il Grande Dilemma: E’ più Precisa la Grammatura o la Misura Visiva?

In un precedente articolo [LINK], abbiamo visto come passare dalle grammature alle porzioni visive attraverso un percorso a step, valutando in modo equilibrato i pro e i contro di entrambe le strategie. L’obiettivo non è eliminare un metodo a favore dell’altro, ma integrarli per ottenere un approccio più flessibile all’alimentazione.

Quando si parla di grammature e misure volumetriche, il dubbio principale è sempre lo stesso: le grammature garantiscono precisione al grammo, mentre le misure volumetriche sono più approssimative. Tazze e cucchiai non sono standardizzati e possono essere riempiti in modo diverso, e anche il tuo occhio, per quanto allenato, non sarà mai preciso quanto una bilancia.

Questa incertezza porta molte persone a evitare di abbandonare la bilancia, temendo di perdere il controllo della dieta. Ma è davvero così? Pesare tutto è più preciso o nasconde comunque delle imprecisioni?

In questo articolo scoprirai perché anche le grammature, che sembrano oggettive, in realtà sono influenzate da diversi fattori. Vedremo quanto queste imprecisioni possano essere rilevanti e come trasformarle in un vantaggio, permettendoti di utilizzare misure più intuitive senza compromettere i risultati della tua dieta.


Le Imprecisioni nei Valori Nutrizionali degli Alimenti

Quando leggi l’etichetta nutrizionale di un alimento, i valori riportati sono una media e non il contenuto reale del prodotto che hai tra le mani. Esiste una tolleranza legale tra i valori indicati in etichetta e quelli effettivi, il che significa che non puoi mai sapere con certezza quante calorie, proteine, carboidrati o grassi stai realmente assumendo.

L’unico modo per ottenere dati precisi sarebbe analizzare il cibo in laboratorio, ma ciò lo renderebbe inutilizzabile. In pratica, puoi sapere esattamente quanti nutrienti contiene un alimento oppure puoi mangiarlo, ma non entrambi allo stesso tempo!


Le Imprecisioni in Cucina

Anche la conservazione e la preparazione dei cibi influenzano i valori nutrizionali. Gli alimenti freschi e cotti subiscono variazioni di peso, disidratandosi o assorbendo umidità nel tempo. Questo altera il peso effettivo dell’alimento e, di conseguenza, il valore delle porzioni pesate in momenti diversi.

E non dimentichiamo un altro elemento critico: le bilance da cucina non sono perfette. Sono strumenti delicati, soggetti a errori se non vengono tarati regolarmente. L’umidità, il calore e un uso scorretto (come pesare oggetti troppo pesanti o lasciarle cadere) possono comprometterne la precisione.

Quindi, anche se pensi di pesare tutto con esattezza, è molto probabile che la tua bilancia stia già introducendo un margine di errore.


Le Imprecisioni nell’Assorbimento dei Nutrienti

Non è solo il peso del cibo a variare: anche il tuo corpo non assorbe sempre gli stessi nutrienti nella stessa quantità. L’assorbimento dipende da diversi fattori, tra cui:

  • Metodo di preparazione: i cibi cotti o frullati vengono assorbiti meglio rispetto a quelli crudi.

  • Microbiota intestinale: i batteri intestinali influiscono sulla capacità del tuo corpo di estrarre energia dagli alimenti.

  • Stato d’animo e stress: un pasto consumato in fretta o in un momento di tensione può essere digerito in modo meno efficiente.

  • Fabbisogni individuali: il tuo corpo adatta l’assorbimento dei nutrienti in base a ciò di cui ha bisogno in quel momento.

Anche se pesassi tutto al grammo, non potresti mai sapere con precisione quanti nutrienti il tuo corpo effettivamente assimilerà.


Quanto Possono Pesare Queste Imprecisioni?

Le ricerche mostrano che le variazioni nei valori nutrizionali possono arrivare fino al 25-35% rispetto a quelli dichiarati in etichetta.

Questo significa che se un alimento riporta 100 kcal, in realtà potrebbe fornirtene tra 70 e 130 kcal, senza che tu possa controllarlo. Lo stesso vale per proteine, carboidrati e grassi.

Se ogni alimento della tua dieta ha un margine di errore del 30%, allora l’illusione di precisione data dalla bilancia si sgretola. La differenza tra pesare tutto e stimare a occhio diventa molto meno significativa.


Dalle Imprecisioni a un Metodo Pratico: Come Integrare Grammature e Range Flessibili

Queste variazioni ci permettono di concludere che seguire la dieta al grammo non è solo inutile, ma anche irrealistico. Tuttavia, questo non significa dover eliminare del tutto la bilancia. Puoi integrare la precisione delle grammature con un margine di flessibilità, adottando un intervallo di valori anziché un numero fisso.

Ecco un esempio pratico:

  • 20 g diventano 15-25 g (olio, frutta secca, cioccolato fondente, miele).

  • 60 g diventano 50-70 g (pasta, pane, riso, formaggi).

  • 120 g diventano 100-140 g (carne, pesce, uova, tofu, patate).

  • 150 g diventano 120-200 g (yogurt, ricotta, verdura, frutta).

Utilizzando questi range, puoi continuare a pesare il cibo con maggiore libertà, scegliendo le quantità in base alla fame, alla disponibilità degli alimenti e alle porzioni standard in commercio.

Se preferisci, puoi anche passare direttamente alle misure volumetriche, che già includono queste variazioni naturali, rendendole paradossalmente più affidabili delle grammature fisse.


Conclusione: E’ più Precisa la Grammatura o la Misura Visiva?

Nel primo articolo abbiamo visto come fare il passaggio dalle grammature alle porzioni visive in modo graduale. Ora abbiamo scoperto perché puoi farlo senza timori.

Le grammature possono essere un buon punto di partenza, ma l’effettiva assunzione di nutrienti dipende da troppe variabili fuori dal tuo controllo. Per questo motivo, seguire la dieta al grammo non ha senso.

Ora sai che puoi:

Continuare a pesare gli alimenti, ma senza rigidità, usando range flessibili.
Stimare le porzioni a occhio, perché la variabilità naturale compensa la minore precisione.
Mangiare con più tranquillità, senza ossessionarti con ogni grammo ormai che hai visto che è abbastanza inutile.

L’obiettivo non è la perfezione matematica, ma un’alimentazione consapevole, sostenibile e adattabile alla vita reale.


Hai letto fino a qui? Ora è il momento di agire!

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Ricette autunnali

ricette autunnali zucca, cavolfiore e radicchio

Ricette autunnali di zucca, cavolfiore e radicchio

Zucca, cavolfiore e radicchio sono i classici vegetali della stagione fredda. Sono alimenti buoni, sani e estremamente versatili in cucina, ottimi, tra l’altro, anche per la preparazione dei cosiddetti “comfort food” ossia di quei piatti che, per consistenza, sapore e sensazioni, sono in grado di farci sentire bene e in pace con il mondo. Piatti ideali durante la stagione fredda dove, tra scarsa luce solare e temperature basse, è facile sentirsi piuttosto giù di corda (ci si sente più S.A.D. termine che, oltre a significare triste in inglese, è un acronimo per Seasonal Affective Disorder o disordine affettivo stagionale. Per saperne di più leggi qui)

 

In questo articolo troverai ricette a base di zucca, cavolfiore e radicchio. Per ogni verdura ci sono 3 ricette diverse suddivise in un primo, un secondo e un contorno cosicché hai modo di “coprire” tutti i pasti principali.

 

Le ricette sono pensate per essere il più possibile facili da fare (non richiedono competenze particolari o l’acquisto di ingredienti e strumenti costosi). Sono anche ricette “smart” il che significa che molte ricette condividono parte della preparazione risparmiando, in questo modo, tempo e energie. Considerando che cavolfiore e zucca sono vegetali “abbondanti”, avere opzioni di preparazione diverse, ma che condividono parte del procedimento, aiuta a preparare tutto subito, senza sprecare nulla, nemmeno il tempo.

 

Ma non finisce qui: alla fine dell’articolo troverai anche una serie di consigli su come costruire una sorta di menù stagionale in modo facile, diretto e non dogmatico (avrai ampia possibilità di auto-personalizzazione). In questo ti aiuteranno anche una serie di “varianti” delle ricette principali che troverai in fondo all’articolo.

 

Ricette e schema dell’articolo:

Zucca

  • Ragù di zucca e macinato

  • Vellutata di zucca e gamberi

  • Zucca al forno 

 

Cavolfiore

  • Cavolfiore e salsiccia

  • Insalata con cavolfiore, sgombro e olive

  • Cavolfiore al forno

 

Radicchio

  • Riso al radicchio e tonno (facoltativo)

  • Scaloppine al radicchio

  • Radicchio al forno

 

Menù auto-personalizzato

  • Indicazioni generali per l’alimentazione

  • Indicazioni generali per la cucina

  • Varianti delle ricette


Ricette con la Zucca:

Ragù di zucca con macinato

Il ragù di zucca è molto facile da preparare perché, di fatto, si tratta di fare un ragù classico dove, semplicemente, si sostituisce la salsa di pomodoro con una crema di zucca. 

Per preparare il ragù di zucca conviene partire dalla crema perché la cottura della zucca prevede dei tempi morti che possono essere sfruttati per preparare il ragù (alternative vegetariane e vegane di questo ragù le trovi in fondo all’articolo).

 

Crema di zucca
Parti pulendo la zucca, ossia privandola della buccia esterna e dei semi interni. Taglia la polpa in pezzi regolari e piuttosto piccoli. In una pentola aggiungi un po’ di olio, un pizzico di sale, aglio o cipolla e rosmarino se gradito (sale e olio sono “obbligatori”, il resto dei sapori è sempre a piacere). Aggiungi la zucca a pezzi e sufficiente acqua da ricoprirla, ma senza andare oltre. Cucina la zucca per circa 15-20 minuti o fino a che non risulta morbida, quasi sfaldata. A questo punto puoi frullare tutto con il minipimer direttamente nella pentola oppure, prima di frullare, trasferisci la zucca in un contenitore alto e stretto (sarà più facile usare il minipimer). Aggiusta la consistenza con l’acqua, assaggia la crema e regola di sale e olio, se necessario.

In alternativa puoi usare la zucca cotta in forno (vedi dopo) tagliata a pezzi e frullata con il minipimer e un po’ di acqua per creare la crema di zucca.

 

Ragù 

Intanto che la zucca cucina prepara il ragù. Usa la carne macinata che preferisci: vitello, misto di maiale e vitello, tacchino, insomma, proprio quello che ti piace di più. In una padella scalda un po’ di olio e un trito di cipolla, carota e sedano (ometti le verdure che non ti piacciono). Per preparare il ragù usiamo le stesse verdure che abbiamo usato per preparare la crema di zucca pertanto se, ad esempio, non ami molto il sapore della cipolla, la puoi benissimo omettere durante la preparazione del ragù.

Una volta che il trito di verdure si è rosolato (bastano pochi minuti), aggiungi la carne macinata e cucina a fiamma vivace. Dopo un paio di minuti sfuma con un po’ di vino bianco (½ bicchiere circa) e prosegui la cottura a fiamma vivace in modo da far evaporare tutto il vino. A questo punto aggiungi la crema di zucca preparata in precedenza e prosegui la cottura a fiamma dolce per altri 15-20 minuti mescolando di tanto in tanto. Dopodiché il ragù sarà pronto e l’unica cosa che rimane da fare è assaggiarlo in modo da regolare di sale, olio e spezie se necessario.

Per quanto riguarda quanta crema di zucca usare nel ragù dipende tantissimo dai gusti personali. Fai le tue prove tenendo a mente che la crema di zucca la puoi usare comunque per altre preparazioni (ad esempio per la ricetta successiva), non la butti di certo via!

 

Vellutata di zucca e gamberi

La vellutata di zucca e gamberi è molto facile da fare. Parti dalla crema di zucca, preparandola seguendo le indicazioni che trovi nella ricetta precedente.

A parte, invece, cucina i gamberi. Puoi usare i gamberi surgelati o freschi, a seconda di quello che hai a disposizione. Nel primo caso ti basterà cucinarli in padella con un po’ di olio, sale e vino bianco, seguendo le indicazioni che trovi riportate nella confezione. Nel secondo caso dovrai pulire i gamberi eliminando la testa e il carapace e togliendo l’intestino incidendo il dorso con un coltello e rimuovendo il “filino” scuro. Dopodiché cucinali esattamente come se fossero dei gamberi congelati: pochi minuti di cottura e saranno pronti.

Versa la crema di zucca in un piatto fondo e adagiaci sopra i gamberi cotti, magari aggiungi un filo di olio evo a crudo, e il piatto è pronto!


Zucca al forno

Taglia una zucca a metà, togli i semi interni e lavala per bene. Dopodiché taglia la zucca in fette abbastanza sottili e regolari. A parte, in una ciotola, mescola insieme olio di oliva, sale, pepe, rosmarino e usa questo intingolo per ungere le fette di zucca. Ricopri una o più teglie con carta forno e disponi le fette di zucca sopra cercando di non sovrapporre le fette una sull’altra.

 

Cucina la zucca nel forno a 180° per circa 30 minuti o finché non risulta morbida quando la infilzi con una forchetta. Siccome stai usando il forno conviene sfruttarlo per cucinare altre verdure come il cavolfiore e radicchio (vedi sotto).




Ricette con il cavolfiore:


Sugo cavolfiore e salsiccia

Lava e taglia a piccoli pezzi il cavolfiore. Lessa il cavolfiore in una pentola con acqua salata fino a che non riesci a infilzarlo abbastanza facilmente con una forchetta. NON deve essere troppo morbido perché poi continuerai a cucinarlo e, se il cavolfiore cucina troppo, si spappola tutto. Quando il cavolfiore è pronto usa una schiumarola per recuperarlo e mettilo da parte in un piatto o una ciotola. Non buttare l’acqua di cottura perché la puoi usare per cucinare la pasta.

Intanto che il cavolfiore si cucina togli il budello dalla salsiccia e tagliala a piccoli pezzi, grandi poco meno di un boccone.
In una padella riscalda un po’ di olio insieme all’aglio, sale e al peperoncino (di nuovo, spezie e sapori dipendono dal gusto personale. Puoi usare quello che preferisci. Prova anche i semi di finocchio che, con cavolfiore e salsiccia, ci stanno proprio bene). Quando l’olio è caldo aggiungi i pezzi di salsiccia e cucinala per qualche minuto a fuoco alto, dopodiché sfuma con il vino bianco. Quando il vino è evaporato aggiungi il cavolfiore cotto. Se il tutto ti sembra troppo asciutto puoi aggiungere un po’ di acqua di cottura del cavolfiore. Prosegui la cottura per circa altri 10-15 minuti a fuoco dolce dopodiché il sugo dovrebbe essere pronto. 


Insalata con cavolfiore, sgombro e olive

Stacca le cimette del cavolfiore e lavale per bene, mettile poi in una terrina (crude, sì!), aggiungi dello sgombro al naturale ben sgocciolato, olive a piacere, olio, sale (se serve), erbe e spezie a piacere e, se gradito, un poco di succo di limone. 


Se ti va, puoi arricchire l’insalata aggiungendo delle fettine di mela (che danno un po’ di dolcezza), dei chicchi di melagrana (che danno un po’ di aspretto), delle noci (che forniscono acidi grassi buoni e danno quel gusto più pieno) e, perché no? anche delle scaglie di parmigiano (che danno un po’ di umami e poi ci stanno benissimo con le noci). 


Cavolfiore al forno

Stacca le cimette del cavolfiore e lavale per bene. Se alcune cime ti sembrano troppo grandi tagliale a metà. A parte, in una ciotola, mescola insieme olio di oliva, sale, pepe, rosmarino (o usa le spezie che preferisci) e usalo per ungere le cimette. Ricopri una o più teglie con carta forno e disponi le cimette condite sopra cercando di non sovrapporle l’una all’altra.


Cucina il cavolfiore nel forno a 180° per circa 30 minuti o finché non risulta morbido quando infilzi le cimette con una forchetta. Anche qui, se puoi sfruttare il forno acceso per cuocere qualcos’altro, tanto meglio.



Ricette con il radicchio:

Riso al radicchio (e tonno)

Dividi a metà una testa di radicchio dopo aver tolto le foglie esterne più coriacee. Taglia metà della testa di radicchio a fettine sottili dopodiché lavale per bene sotto l’acqua corrente. In una padella riscalda un po’ d’olio, un pizzico di sale e uno spicchio d’aglio, aggiungi il radicchio e cucinalo fino a che le foglie appassiscono e si ammorbidiscono (basteranno pochi minuti). Dopodiché spegni il fuoco.

Intanto che prepari il radicchio porta a bollore una pentola di acqua che userai per bollire il riso. Una volta che il riso è al dente scolalo, avendo cura di conservare un po’ di acqua di cottura. Aggiungi il riso cotto nella padella con il radicchio, riaccendi il fuoco e prosegui la cottura fino a che il riso non si cuoce del tutto. Se vedi che si sta asciugando troppo aggiungi un po’ di acqua di cottura. Se lo desideri, puoi aggiungere anche del tonno in scatola ben scolato in modo da preparare un piatto unico. Una volta che il riso è pronto aggiusta di sale e insaporisci con un po’ di formaggio grattugiato prima di consumarlo.

 

Scaloppine al radicchio

Segui le indicazioni della ricetta precedente per preparare il radicchio cotto in padella, l’unica variante è che puoi sostituire l’aglio con un po’ di cipolla tritata, se preferisci un sapore più delicato. Trasferisci il radicchio cotto in un pentolino e frullalo con un minipimer fino ad ottenere una crema abbastanza liquida (aggiusta la consistenza con l’acqua).

A parte infarina le fettine di vitello o pollo con farina di grano o fecola di mais. Nella stessa padella dove hai cotto il radicchio aggiungi un po’ di olio, accendi il fuoco e aggiungi le fettine di carne infarinate. Cucinale a fiamma alta per un paio di minuti da entrambi i lati, dopodiché sfuma con ½ bicchiere di vino bianco. Una volta che il vino è evaporato aggiungi la crema di radicchio e prosegui la cottura a fiamma dolce fino a che la salsa non si asciuga un po’ e la carne finisce di cucinare (di norma bastano 5-7 minuti a seconda di quanto sono spesse le fette di carne). Ricordati di aggiustare di sale, se necessario.

P.S. Se non ami le mescolanze di sapori puoi cucinare la carne a parte e usare il radicchio cotto come semplice contorno di verdura.



Radicchio al forno
Taglia la testa di radicchio in spicchi (taglia il radicchio a metà per lungo poi le due metà le tagli ulteriormente in due o in tre parti). Lava per bene gli spicchi di radicchio e poi mettili ammollo con un po’ di aceto o succo di limone in modo da fargli perdere un po’ dell’amaro. Dopo mezz’oretta scola il radicchio, asciugalo su un canovaccio e poi riponilo su una teglia ricoperta di carta forno. Condiscilo con un filo di olio, sale e pepe. Se ti va, aggiungi anche un po’ di formaggio grattugiato. Cucina il radicchio in forno a 180° per circa 15 minuti o fino a che il radicchio risulta essere morbido infilzandolo con una forchetta.


Menù auto-personalizzato:

A questo punto possiamo cercare di impostare una sorta di menù settimanale usando le ricette che hai appena visto e le varianti che trovi in fondo all’articolo. In questo modo, pur usando pochi ingredienti, riesci a creare molti piatti differenti.

 

Indicazioni generali per l’alimentazione:

  • Più carboidrati quando si è rilassati e più proteine quando si lavora. In altre parole scegli un secondo piatto a pranzo e un primo piatto a cena. A colazione, invece, fai circa metà tra proteine e carboidrati (es. pane + ricotta / yogurt + fiocchi di cereali). I grassi, invece, vanno aggiunti in tutti i pasti, usandoli come condimento (olio evo per preparazione pranzo e cena) come guarnizione (frutta secca / cocco / cioccolato fondente a colazione) e, eventualmente, anche come spuntino.

 

  • Dai priorità alle proteine perché è uno dei macronutrienti più carenti e più importanti per la tua salute, soprattutto se desideri perdere peso. Di base ti basterà trovare 3-4 alimenti proteici che ti piacciono e sarai a posto, meglio ancora se rapidi da usare e versatili in cucina (come ricotta, uova, affettati preferiti, pesce e legumi in scatola).

 

  • Cerca di usare il più possibile frutta e verdura di stagione in quanto sono più ricchi di nutrienti rispetto alla frutta e verdura conservata per chissà quanto tempo.  

 

Menù esempio pranzo-cena:

 

Lunedì

Martedì

Mercoledì

Giovedì

Venerdì

Pranzo

Scaloppine al radicchio

cavolfiore e ricotta al forno

Insalata di cavolfiore e sgombro

uova e zucca 

pesce con radicchio al forno

Cena

Vellutata di zucca con gamberi

Pasta con ragù di zucca e macinato

Pasta con cavolfiore e salsiccia

Riso al radicchio e tonno

Pasta con sugo di zucca e ricotta

 

Indicazioni generali per la cucina:

  • Facilitati il lavoro. Prendi la zucca: cucinala tutta al forno dopodiché hai la strada in discesa perché:

  1. Hai un contorno di verdure già pronto. 

  2. Basta che la tagli a pezzi e hai la base per 2 secondi piatti (guarda varianti).

  3. Basta che la frulli con il minipimer e un po’ di acqua e ottieni una crema che puoi usare così com’è o come ingrediente per altre ricette.


Per il radicchio e il cavolfiore il discorso è simile (il radicchio in padella è un ottimo condimento per un primo piatto, ma è anche un ottimo contorno per un secondo piatto. Cavolfiore e salsiccia è sia un sugo per la pasta, ma anche un secondo piatto a sé stante).

 

  • Quando usi il forno usalo sempre “fino in fondo”. Passerai un pomeriggio pesante, ma avrai verdure pronte per molti giorni a venire (e, se sono troppe, le puoi sempre congelare). 


  • Cerca di avere sempre a disposizione alimenti che ti piacciono, rapidi, versatili e a lunga scadenza (pesce in scatola, olive, capperi, legumi in scatola). Cerca anche di avere sempre a disposizione 3-4 spezie e aromi preferiti da usare come vuoi (ad esempio, paprika, succo di limone, del buon sale marino integrale, concentrato di pomodoro o pasta di acciughe). 


Varianti delle ricette

Di seguito trovi alcuni esempi di varianti delle ricette viste in precedenza. In ogni caso puoi fare le tue ricerche su internet in autonomia: troverai spunti a non finire.

 

  • Sugo per primi piatti alla ricotta e zucca. Alla crema di zucca è sufficiente aggiungere la ricotta e mescolare il tutto a fuoco basso. Ottimo se hai un avanzo di crema di zucca e non sai che farci. Puoi anche aggiungere un poco di concentrato di pomodoro che dona colore e un pizzico di sapore in più.


  • Sugo per primi piatti con ceci e zucca. Ottima variante vegetariana al ragù di carne. Semplicemente scola i ceci dal barattolo, sciacquali bene, passali un attimo in padella con aglio, paprika e rosmarino prima di aggiungerli alla crema di zucca.


  • Vellutata cavolfiore e ceci. Frulla il cavolfiore bollito con il minipimer insieme ai ceci già pronti. Aggiusta di spezie e di sale. Alternativa al primo piatto.


  • Pollo zucca e radicchio. Se ti avanza un po’ di radicchio e di zucca cotti, questa ricetta è l’ideale. Taglia il pollo in piccoli pezzi, infarinalo e cucinalo in padella con gli avanzi delle verdure con un po’ di olio e spezie preferite. Altrimenti, se parti dalle verdure fresce, cucina in una padella il radicchio e la zucca tagliati a piccoli pezzi, insaporendole come preferisci. A parte cucina il petto di pollo alla griglia.

  • Uova e zucca all’occhio di bue. Parti dalla zucca fresca pulendola e tagliandola in piccoli pezzi (oppure usa la zucca cotta in forno e tagliata sempre in piccoli pezzi). Cucina la zucca in una padella con un po’ di acqua, sale, olio e spezie preferite. Quando la zucca è quasi cotta (la infilzi facilmente) apri le uova sopra e cucinale all’occhio di bue. Prosegui la cottura con il coperchio in modo che l’uovo si cucini in maniera uniforme.

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L’autunno ti rende triste?

Immagine di donna sorridente in mezzo un bosco autunnale per l'articolo L'autunno ti rende triste?

L'autunno ti rende triste?

L’autunno ti rende triste? Scopri come contrastare la tristezza stagionale

Ah, l’autunno! Quel periodo dell’anno che porta con sé una magia unica, fatta di foglie che cadono, cioccolate calde, maglioni soffici e giornate che si accorciano. Ma, insieme a tutto ciò, arriva anche la voglia di stare sotto le coperte, la stanchezza, la sonnolenza e la tristezza che può influire sul nostro umore. L’autunno ti rende triste? Beh, Non sei solo!

Molti di noi provano una sorta di malinconia stagionale durante i mesi autunnali, con un abbassamento dell’umore che può rendere difficile affrontare le giornate. Questo condizione si chiama anche disturbo affettivo stagionale (o S.A.D. Seasonal Affective Disorder) ed è nota da tempo alla scienza. La combinazione di giornate più corte, meno luce solare e la voglia di dolci può effettivamente influire negativamente sulla nostra energia, almeno su alcune persone. Ma non preoccuparti! Ci sono tanti modi per contrastare la tristezza autunnale e sentirsi al meglio, anche se fuori fa freddo ed è nuvoloso.

Come affrontare l’autunno e ritrovare il buonumore

Se l’autunno ti rende triste non vuol dire che ti devi rimanere così fino a primavera. Ecco alcune soluzioni semplici ed efficaci per affrontare il cambiamento stagionale e contrastare la tristezza autunnale:

1. Cura i tuoi ritmi circadiani: l’importanza della luce naturale

Il cambiamento delle ore di luce è uno dei fattori principali che influisce sul nostro umore in autunno. Al mattino, quando fuori è ancora buio, è facile sentirsi stanchi e privi di energia. La luce solare è fondamentale per stimolare il nostro organismo e aiutarci a svegliarci con la giusta carica. Se ti svegli prima dell’alba, prova a usare lampade che simulano l’alba per ricreare quella luce naturale che stimola il nostro corpo. Se ti svegli più tardi, cerca di esporre il viso alla luce naturale per almeno 2 minuti, anche se il cielo è coperto.

2. Rendi la tua routine mattutina più allegra

Svegliarsi con un sorriso è più facile di quanto sembri. Piccole azioni come scegliere tazze colorate, ascoltare musica allegra mentre ti prepari o usare un bagnoschiuma fresco possono fare la differenza. Non è necessario stravolgere la tua routine, ma aggiungere anche solo 1-2 tocchi di allegria può rendere il tuo inizio di giornata più positivo.

3. Fai un po’ di movimento al mattino

Anche se può sembrare difficile, fare anche solo 5 minuti di movimento fisico appena svegli ti aiuta a dare una scossa al corpo e a combattere la stanchezza. Un po’ di stretching, jumping jacks o qualche minuto di salto alla corda può aumentare la tua energia e migliorare il tuo umore.

4. Rilassati la sera con luci calde

La luce gioca un ruolo importante anche la sera. Per favorire il rilassamento, usa luci calde, arancioni o rossicce, che segnalano al tuo corpo che è il momento di prepararsi al riposo. Evita schermi luminosi come quelli di telefoni o computer, che interferiscono con la produzione di melatonina, l’ormone del sonno.

5. Goditi una tisana o un latte vegetale caldo

Dopo cena, concediti una tisana rilassante o un latte vegetale caldo, magari arricchito con spezie come la cannella o il cacao. Oltre a scaldarti, questi ingredienti stimolano il buonumore e soddisfano la voglia di dolce tipica dell’autunno.

Durante il giorno, fai attenzione alle tue energie

L’autunno ti rende triste? Non lasciare che il calo di energia rovini la tua giornata. Ecco qualche consiglio per mantenerla sempre alta:

1. Non esagerare con il caffè

Molti di noi si rifugiano nel caffè per combattere la stanchezza, ma attenzione: un consumo eccessivo può avere l’effetto opposto, causando una sensazione di stanchezza e irritabilità. Limita il caffè a 2-3 tazze al giorno, evitando di prenderlo per compensare una mancanza di energia. In alternativa, prova a bere più acqua o integratori come i BCAA, che possono migliorare la concentrazione senza compromettere il sonno.

2. Nutri il corpo con dolci sani

Quando la voglia di dolci è irresistibile, scegli alternative più sane, come le “Fat Bomb”. Sono dolci chetogenici a base di burro di frutta secca, cocco e cioccolato fondente, che soddisfano il desiderio di dolce senza danneggiare la dieta. Puoi consumarle a colazione o come spuntino.

3. Muoviti all’aperto

Sì, lo sappiamo, in autunno la tentazione di rimanere sotto la coperta in compagnia di una tisana è forte. Tuttavia, una camminata all’aperto, anche solo in un parco, ti aiuta a beneficiare della luce naturale e a migliorare il tuo umore. Non importa se il cielo è nuvoloso: la luce del giorno, anche se schermata dalle nuvole, è comunque utile.

Ottimizza l’alimentazione per l’autunno

Se l’autunno ti rende triste puoi risollevarti l’umore con il cibo. L’alimentazione, infatti, gioca un ruolo chiave nel migliorare l’umore e nella gestione della tristezza stagionale. Ecco come strutturare i tuoi pasti in ottica anti tristezza autunnale:

1. Colazione e pranzo low carb, cena high carb

Per mantenere stabili i livelli di energia, opta per poche quantità di carboidrati integrali a colazione e pranzo, come pane integrale, avena e legumi. A cena, invece, concentrati su piatti più ricchi di carboidrati, come riso integrale, pasta e patate, che favoriscono il sonno e soddisfano la voglia di comfort food.

2. Aggiungi pesce grasso alla tua dieta

I pesci grassi come salmone, acciughe e sgombro sono ricchi di omega 3, che supportano il benessere cerebrale e contrastano i sintomi depressivi lievi. Inoltre, forniscono vitamina D, fondamentale nei mesi in cui l’esposizione al sole è ridotta.

3. Prepara piatti comfort food

In autunno, preparare piatti che ti fanno sentire bene è un ottimo modo per affrontare la stagione. Risotti, zuppe e brasati sono piatti caldi che riscaldano il cuore e il corpo. Non dimenticare di includere sempre una buona porzione di verdure!

Conclusione: L’autunno ti rende triste? Non sei solo

 

Il disturbo affettivo stagionale (S.A.D.) è una condizione che colpisce molte persone durante l’autunno, ma non è senza soluzione. Agire sui ritmi circadiani, adottare una dieta equilibrata e inserire piccole abitudini per migliorare l’umore può fare una grande differenza. Con un po’ di attenzione e piccoli cambiamenti, potrai affrontare l’autunno con energia e positività, senza farti sopraffare dalla tristezza stagionale.

Hai letto fino a qui? Ora è il momento di agire!

Non lasciare che questa sia solo un'altra lettura. Fai il prossimo passo e richiedi una consulenza personalizzata per migliorare la tua dieta e il tuo benessere.